Possibile crisi “effetto domino” in arrivo a Piazza Affari. Tutta colpa della Germania

Tommaso Scarpellini

3 Settembre 2025 - 08:51

La Germania scivola tra dazi USA e industria in crisi. Piazza Affari rischia un effetto domino? Occhi puntati su banche e manifattura.

Possibile crisi “effetto domino” in arrivo a Piazza Affari. Tutta colpa della Germania

Peggio di una recessione. La Germania sembra essere entrata in una fase che, pur non dichiarata ufficialmente, ha già il sapore di una stagflazione. Il dato pubblicato dall’Ufficio federale di statistica parla chiaro: GDP a -0,3% trimestre su trimestre, un peggioramento rispetto alla stima preliminare di -0,1%. Sullo sfondo, l’inflazione risalita al 2,2%. Una contraddizione pericolosa: crescita negativa e prezzi in aumento. Se non è stagflazione, come la dovremmo chiamare? Il problema è che l’economia tedesca è fortemente intrecciata con quella italiana. E le ripercussioni su Piazza Affari non sono affatto da escludere. Cosa devi sapere.

Germania in affanno

Il dato annuale tedesco si ferma a un debole +0,2%, in rallentamento dal +0,3% registrato nel primo trimestre. La ragione principale sta nel cuore dell’economia tedesca: l’industria manifatturiera. La produzione è calata più del previsto, penalizzata soprattutto dal settore auto e da quello dei macchinari pesanti.

Nemmeno i consumi interni sono riusciti a sostenere l’attività. Le spese delle famiglie sono state riviste appena a +0,1%, segnale di una domanda interna fiacca.

Il ruolo dei dazi USA

L’introduzione dei dazi da parte degli USA ha generato un effetto distorsivo evidente:

  • Nel Q1 2025 l’economia tedesca aveva beneficiato di un “front-loading”: molte imprese avevano accelerato le esportazioni verso gli USA.
  • Nel Q2 2025, lo stesso meccanismo ha prodotto l’effetto contrario: le spedizioni si sono ridotte, deprimendo il GDP.
  • Circa il 10% delle esportazioni tedesche è destinato agli USA: un’incidenza tale da condizionare l’intera economia.

Perché l’Italia è esposta

Il punto cruciale è che la Germania non è un’economia isolata. I due listini, DAX e FTSE MIB, mostrano da tempo una forte correlazione.

IT 40, DAX IT 40, DAX Grafico a candele dell'IT 40 e lineare del DAX. Fonte: baha.com

Se la Germania entra in una fase di debolezza strutturale, la trasmissione verso Piazza Affari è quasi inevitabile:

  • Settore auto e componentistica: l’Italia è parte integrante delle catene di fornitura tedesche.
  • Banche e assicurazioni: economie bancocentriche, vulnerabili a shock macro.
  • Industria manifatturiera: beni intermedi ed export, gli stessi segmenti oggi in difficoltà a Berlino.

Un effetto domino possibile

Il rischio di “effetto domino” è concreto. In passato, i rallentamenti tedeschi hanno spesso trascinato con sé il resto dell’Eurozona. L’Italia, seconda manifattura europea dopo la Germania, non può sentirsi al sicuro.

Allo stesso modo, è importante leggere questi dati senza cadere in allarmismi. La Germania oggi mostra fragilità, ma resta una potenza industriale con capacità di adattamento. Allo stesso modo, Piazza Affari può subire scossoni, ma non è detto che l’effetto domino diventi strutturale. Anzi, l’indice FTSE MIB 40 italiano continua a sovrapefromare rispetto al DAX, evidenziando una certa resilienza.

Per l’investitore, più che la paura, serve la consapevolezza: capire i meccanismi di interconnessione, valutare i rischi e prepararsi a scenari meno favorevoli.