Boom di tasse pagate nel 2° trimestre, ma ecco ciò che Gualtieri non dice

“Entrate tributarie superiori alle attese” secondo il MEF... ma i dati forniti (o meglio presentati così) sono fuorvianti, ecco perché.

Boom di tasse pagate nel 2° trimestre, ma ecco ciò che Gualtieri non dice

In questo periodo storico siamo bombardati di dati sul coronavirus e spesso il dibattito si infiamma su come questi dati debbano essere calcolati e interpretati. Il che forse, in parte, si potrebbe comprendere visto che alla base di tutto questo ci sono considerazioni tecnico-scientifiche che si riferiscono ad un fenomeno nuovo, comunque la si pensi.

La stessa cosa diventa incomprensibile a livello fiscale e del lavoro: troppe volte le nostre istituzioni forniscono dati fuorvianti e questo mette in seria difficoltà i cittadini, le aziende e i professionisti.

L’ultimo caso in ordine di tempo è quello del comunicato del MEF numero 195 di ieri, 31 agosto.

Secondo il Ministero dell’Economia e delle Finanze le “entrate tributarie sono state superiori alle attese” di ben il 9% confrontando il periodo agosto 2019-agosto 2020. Si tratterebbe di un dato sorprendente, quasi allucinante, alla luce di tutto quello che è successo, dei dati in possesso di aziende e commercialisti, ecc.

Cerchiamo allora di comprendere insieme perché questo dato è fuorviante, sia nella modalità di calcolo che nel modo in cui viene presentato. E anche perché questo approccio sia molto pericoloso, sia dal punto di vista sociale che, in particolare, comunicativo.

MEF: entrate tributarie superiori alle attese, +9% sulle autoliquidazioni dei modelli F24 tra agosto 2019 e agosto 2020

Secondo il comunicato del MEF numero 195 del 31 agosto 2020 le entrate tributarie sono superiori alle attese di circa il 9%.

Ecco il testo integrale del comunicato di ieri:

I dati provvisori sulle entrate tributarie acquisiti al 20 agosto mostrano un andamento superiore alle attese e una situazione complessiva in via di miglioramento per l’economia italiana.

Nel mese di agosto 2020 si è infatti registrato un rialzo del 9% delle entrate versate dai contribuenti con il modello F24 rispetto allo stesso mese del 2019, sostenuto dal buon andamento dell’Irpef e dell’Ires versate in autoliquidazione.

I dati di gettito delle imposte versate in autoliquidazione, ancora provvisori ma riallineati per tener conto delle diverse tempistiche di versamento nei due anni considerati, mostrano infatti una crescita dell’Irpef del 3,3% e dell’Ires del 4,8%, mentre l’Irap mostra una variazione negativa del 49% legata alla misura del Decreto ‘Rilancio’ che ha cancellato il versamento del saldo 2019 e della prima rata dell’acconto 2020 per le imprese con fatturato non superiore a 250 milioni. Al netto della variazione dell’Irap, il gettito dell’autoliquidazione risulta quindi superiore al 2019 per circa un miliardo di euro.

In questo ambito, un risultato complessivamente migliore delle previsioni è legato anche ai versamenti effettuati dai contribuenti Isa, il cui gettito è risultato inferiore di quello del 2019 per un importo limitato a circa 700 milioni, dato concentrato nei versamenti a saldo.

Mostrano segnali positivi anche i versamenti Iva di agosto dei contribuenti che versano su base mensile (riferiti alle operazioni effettuate nel mese di luglio), che appaiono in linea con lo stesso mese del 2019: un primo segnale nella direzione di una possibile inversione di tendenza nei prossimi mesi che potrebbe portare i versamenti su valori positivi rispetto allo scorso anno. Complessivamente nel mese di agosto il gettito Iva sugli scambi interni mostra una flessione limitata al 5,3%, ascrivibile interamente ai versamenti dei contribuenti trimestrali, che ad agosto hanno versato l’Iva relativa alle operazioni dei mesi di aprile, maggio e giugno, in cui molte delle attività sono state soggette a chiusura.

Le ritenute da lavoro dipendente mostrano una sostanziale tenuta, con una flessione limitata a circa 150 milioni, che deriva dal calo del 6,7% delle ritenute del settore privato e dal rialzo del 6,3% di quelle del settore pubblico, nelle quali confluiscono anche le ritenute dei lavoratori privati che beneficiano della cassa integrazione, versate dall’Inps.

“I dati sulle entrate tributarie si aggiungono ad altre evidenze che ci consentono di auspicare un forte rimbalzo del PIL nel terzo trimestre, dopo la caduta del secondo trimestre confermata dai dati odierni dell’Istat che apportano alla precedente stima una revisione molto contenuta”, commenta il Ministro dell’Economia e Finanze, Roberto Gualtieri:

“I consumi interni delle famiglie italiane nei mesi di luglio e agosto si sono riavvicinati ai livelli pre-crisi, anche oltrepassandoli in alcune componenti ad agosto. Al contempo, gli ordinativi e le aspettative delle imprese, pur rimanendo inferiori al normale, sono ulteriormente saliti nel bimestre. Credo che si debba dare atto al sistema Paese di aver lavorato unito per far fronte ad una situazione senza precedenti.

Tengo a ringraziare in particolar modo gli intermediari per il lavoro straordinario svolto in questi mesi difficili, per far sì che cittadini e imprese beneficiassero delle misure predisposte dal Governo e dal Parlamento.

La crisi Covid non è finita, ma i risultati sin qui ottenuti ci spronano ad andare avanti con grande impegno per affrontare al meglio i prossimi mesi, che si preannunciano molto impegnativi ma da cui il nostro Paese può uscire ulteriormente rafforzato”.

Gualtieri ringrazia i professionisti ma il Governo ha negato la proroga e il contributo a fondo perduto

Nel finale del comunicato stampa il Ministro dell’Economia e delle Finanze Gualtieri ha ringraziato i professionisti:

Tengo a ringraziare in particolar modo gli intermediari per il lavoro straordinario svolto in questi mesi difficili, per far sì che cittadini e imprese beneficiassero delle misure predisposte dal Governo e dal Parlamento.

In merito a questo passaggio andrebbe però ricordato come il Governo abbia detto di no ad alcune proposte che i professionisti avevano fatto per aiutare il sistema economico italiano, tutte a costo minimo:

  • proroga delle imposte al 30 settembre (lo scorso anno fu concessa causa caos ISA);
  • riduzione o eliminazione della maggiorazione dello 0,4% per i contribuenti che hanno pagato ad agosto;
  • estensione del contributo a fondo perduto ai professionisti.

A questo proposito, ricordiamo che i commercialisti, in segno di protesta contro le scelte dell’Esecutivo, hanno proclamato lo sciopero nazionale della categoria per il periodo compreso tra il 14 ed il 22 settembre.

Perché i dati così presentati sono fuorvianti

C’è un passaggio del comunicato che va evidenziato con una certa attenzione:

I dati di gettito delle imposte versate in autoliquidazione, ancora provvisori ma riallineati per tener conto delle diverse tempistiche di versamento nei due anni considerati, mostrano infatti una crescita dell’Irpef del 3,3% e dell’Ires del 4,8%”.

Nel 2019 le imposte da autoliquidazione scadevano tutte il 30 settembre, a causa della problematica legata ai ritardi accumulati dall’amministrazione finanziaria nella gestione degli ISA.

Quest’anno, nonostante una pandemia e la conseguente crisi sanitaria, sociale ed economica, le imposte a saldo dell’anno precedente e in primo acconto dell’anno in corso non sono state prorogate al 30 settembre, ma sono state oggetto di una mini proroga di 20 giorni.

Di conseguenza, la scadenza è diventata il 20 luglio, salvo la possibilità di pagare entro il 20 agosto versando una maggiorazione dello 0,4%.

Parlare di aumento delle entrate tributarie confrontando due periodi che seguono regole differenti è fuorviante, e ci chiediamo, in particolare, quanto segue:

  • Cosa intende esattamente il Ministero dell’Economia e delle Finanze quando parla di riallineamento per tener conto delle diverse tempistiche di versamento nei due anni considerati?
  • Considerando anche questo riallineamento, siamo davvero sicuri che - al netto della questione del taglio IRAP prevista dal Decreto Rilancio - le entrate tributarie complessive relative alle imposte sui redditi (Irpef, Ires ed Irap) siano davvero cresciute nel periodo osservato? Si specifica che per periodo osservato intendiamo quello che si riferisce ai saldi e ai primi acconti delle imposte sui redditi pagati da privati e partite Iva;
  • I dati sono ovviamente ancora provvisori - lo evidenzia anche il comunicato - ma quando saranno definitivi il MEF evidenzierà l’andamento con la stessa modalità con la quale ha presentato questi dati?

È chiaro che la modalità di presentazione dei dati rappresenti un aspetto fondamentale in ogni trattazione, a maggior ragione in una materia come quella della gestione delle risorse e della fiscalità pubblica.

A volte si ha l’impressione che i dati vengano presentati così per cercare di diffondere ottimismo, intenzione di per sé nobile, ma che rischia di diventare dannosa se si perde di obiettività.

Le stesse considerazioni valgono anche per episodi recenti, per esempio quando si parlò di dati incoraggianti” sulla crescita del PIL, confrontando però un mese di chiusura quasi totale delle attività con un mese in cui le attività gradualmente venivano riaperte.

I cittadini hanno il diritto di essere informati in modo chiaro e trasparente: con questo approccio ciò diventa, però, terribilmente complicato.

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