Ilva: le ultime novità. Cosa accadrà all’acciaieria di Taranto?

Ilva: le ultime novità sull’acciaieria di Taranto. Cosa succederà nei prossimi giorni?

Ilva: le ultime novità. Cosa accadrà all'acciaieria di Taranto?

Ilva, le ultime novità complicano la vicenda dell’acciaieria di Taranto. Dopo l’intensa giornata di ieri all’insegna di riunioni e vertici tra esponenti del governo e di ArcelorMittal, le notizie non sono buone sul futuro dell’azienda pugliese.

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, parlando in conferenza stampa, ha lasciato ancora margini di trattativa con la multinazionale per quanto riguarda le tutele legali. Ma le richieste espresse dal colosso dell’acciaio restano inaccettabili per l’esecutivo.

In attesa di una controproposta di ArcelorMittal che dovrebbe concretizzarsi nei prossimi due giorni, ecco le ultime novità sull’ex Ilva.

Ilva: le ultime novità sul destino dell’acciaieria di Taranto

L’accordo tra ArcelorMittal e il governo italiano non c’è. E rischia di saltare in modo definitivo. Le ultime notizie dopo la convulsa giornata di ieri, infatti, sono di una vera e propria guerra tra le richieste di garanzia dell’esecutivo e le condizioni poste dalla multinazionale.

Nello specifico, il nodo da sciogliere riguarda il destino dei lavoratori.

Stando alle dichiarazioni di Conte arrivate nella tarda serata, la posizione assunta da ArcelorMittal è assolutamente inaccettabile.

Per poter riaprire le trattative e avanzare soluzioni sullo stallo dell’immunità penale, infatti, i vertici societari dell’azienda chiedono il licenziamento di 5.000 lavoratori, considerati in esubero.

Le parole di Conte, che sulla vicenda invita l’Italia politica a restare compatta, sono inequivocabili:

“Lo scudo penale è stato offerto ed è stato rifiutato. Il problema è industriale. Vogliono il disimpegno o un taglio di 5mila lavoratori, ma nessuna responsabilità sulla decisione dell’azienda può essere attribuita al governo”.

È evidente, quindi, che ArcelorMittal sta riconsiderando tutto il piano di investimento iniziale. L’esigenza primaria del colosso, infatti, è quella di rivedere le condizioni contrattuali in vista del mutato scenario economico rispetto a un anno fa. La prospettiva è di diminuire i livelli produttivi a 4 milioni e, quindi,di rivedere anche il numero di operai necessari.

Il licenziamento di 5.000 lavoratori è inconcepibile per il governo. L’esecutivo, in caso si verificasse il taglio alla manodopera, dovrebbe intervenire con la tutela della cassa integrazione.

Cosa succederà nei prossimi giorni?

La trattativa tra governo e ArcelorMittal non è ancora considerata chiusa. Nonostante le evidenti difficoltà nel trovare un accordo, le prossime 48 ore potrebbero portare passi avanti. O chiudere definitivamente la partita.

Conte ha fatto appello alla responsabilità e si aspetta risposte concrete e propositive dai vertici della multinazionale.

Intanto, però, si fanno strada scenari diversi sul futuro dell’acciaieria. Come quello relativo all’avanzamento di una nuova cordata per l’acquisizione dell’ex Ilva.

Oggi il Presidente del Consiglio vedrà i sindacati, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci.

I prossimi giorni si preannunciano cruciali per il destino dell’industria e dei lavoratori.

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Argomenti:

Ilva ArcelorMittal

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