Caos ex Ilva: da A.Mittal segnali contrastanti, che succede?

Violetta Silvestri

22 Marzo 2021 - 09:54

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Ex Ilva in caos: ArcelorMittal prima minaccia sulla produzione e poi ci ripensa. C’è tensione con Invitalia: cosa sta succedendo all’acciaieria di Taranto?

Caos ex Ilva: da A.Mittal segnali contrastanti, che succede?

Ex Ilva torna un primo piano in uno scenario sempre più complesso per l’acciaieria di Taranto.

Aminvestco, società controllata da ArcelorMittal, ha prima annunciato che rallenterà produzione e investimenti come risposta ai patti non rispettati da Invitalia. Poi, è tornata sui suoi passi.

La notizia aggiunge complessità e incertezza al futuro dell’industria siderurgica italiana, sprofondata in una crisi e stallo tutte da risolvere.

Cosa sta succedendo all’ex Ilva?

Ex Ilva: scenario incerto, i motivi

L’annuncio è arrivato il 20 marzo 2021 in modo ufficiale: Aminvestco proseguirà con una diminuzione dei livelli di produzione e con un rallentamento temporaneo del piano investimenti.

Il motivo è spiegato nella nota:

“Ad oggi, Invitalia non ha ancora sottoscritto e versato la sua quota di capitale e quindi non ha adempiuto agli obblighi previsti dall’accordo di natura vincolante...Il persistente mancato adempimento sta seriamente compromettendo la sostenibilità e le prospettive dell’azienda e dei dipendenti

Di conseguenza, A.Mittal ha deciso di allentare produzione e investimenti fino a quando non saranno adempiuti completamente gli impegni già presi.

La comunicazione ricorda, infatti, che l’Accordo di Investimento firmato con Invitalia il 10 dicembre 2020 prevede un aumento di capitale di 400 milioni di euro che non è stato adempiuto.

Poi, nel corso della stessa giornata, si è verificata una svolta: ArcelorMittal ha comunicato che il treno nastri può ripartire e così anche l’acciaieria 1. E le manutenzioni centrali tornano al numero di addetti preesistente.

I sindacati hanno anche affermato che, in base a indicazioni dell’azienda, potrebbe esserci il riavvio di produzione lamiere 2 e del tubificio Erw e di alcune attività date in appalto.

Lo scenario, comunque, resta incerto e lo scontento è forte sulla gestione dell’ex Ilva e i motivi di tensione aumentano. Nella giornata del 19 marzo, i sindacati hanno dichiarato:

“È del tutto evidente che l’azienda è in uno stato di assoluto caos, che non riesce a programmare la produzione e continua a gestire una fabbrica così complessa tralasciando gli aspetti della sicurezza, dell’ambiente e della manutenzione impiantistica. Il governo intervenga subito”

La nota è arrivata in seguito alla notizia di uno stop ulteriore di alcuni impianti. Inoltre, dal 29 marzo partirà la Cig per circa 8.000 lavoratori.

Molta incertezza domina il dossier Ilva, proprio quando la produzione dell’acciaio in Italia potrebbe avere uno slancio, con la ripresa del 2,8% annuale registrata a gennaio 2021.

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# Ilva

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