Ilva, ultime notizie: c’è il pre-accordo. I punti chiave

Ilva, ultime notizie: c’è il pre-accordo tra Governo, ArcelorMittal e commissari. I dettagli

Ilva, ultime notizie: c'è il pre-accordo. I punti chiave

Ilva: le ultime notizie fanno ben sperare. Nella concitata giornata di oggi, venerdì 20 dicembre, è arrivata la conferma che i negoziati andranno avanti.

La battaglia sul futuro dell’acciaieria di Taranto, dunque, non sarà soltanto legale. Le parti coinvolte nel salvataggio - ArcelorMittal, Governo e commissari - hanno trovato un pre-accordo per scongiurare la rottura del dialogo.

Il Memorandum di intesa odierno contiene più un messaggio politico di ottimismo che soluzioni concrete e condivise. Sono almeno 3 i temi centrali del patto. Per l’Ilva, le ultime notizie potrebbero comunque aprire la strada verso proposte positive.

Ilva, ultime notizie: nel pre-accordo focus su 3 temi

La novità è che l’esecutivo, i vertici della multinazionale indiana e i commissari straordinari tornano a confrontarsi sul rilancio dell’acciaieria. La notizia è arrivata proprio nella data in cui è attesa la pronuncia del giudice sul ricorso a seguito del recesso contrattuale di ArcelorMittal.

L’intenzione condivisa di riprendere le trattative porterà sicuramente ad un rinvio dell’udienza. I legali di entrambe le parti, infatti, richiederanno una proroga. L’obiettivo è di guadagnare più tempo possibile prima che si inasprisca la battaglia legale. In questo modo, probabilmente, a fine gennaio 2020 il polo siderurgico pugliese potrà conoscere il proprio futuro. La speranza è che si concretizzi il rilancio, come nei piani del Governo.

Il Memorandum è frutto di estenuanti vertici tra i dirigenti indiani e l’esecutivo. I punti cruciali messi sul tavolo sono 3.

Innanzitutto, c’è la questione della trasformazione dell’acciaieria in un complesso produttivo sostenibile. Il progetto prevede l’impiego di due forni elettrici e l’utilizzo di preridotto di ferro, con lo scopo di iniziare la decarbonizzazione.

Il secondo tema caldo riguarda il coinvolgimento dello Stato italiano in termini di investimento e di modalità di partecipazione nel progetto di rilancio. L’esecutivo non vuole tirarsi indietro, ma pretende chiarezza sull’impegno di ArcelorMittal nella continuità produttiva. Anche perché l’ambizioso rilancio governativo costa miliardi di euro.

Il terzo nodo da sciogliere è uno dei più delicati: gli esuberi. Il piano presentato dalla multinazionale indiana è stato già bocciato dal Presidente del Consiglio e dai sindacati. I 4.700 licenziamenti al 2023 e la cassa integrazione per 3.500 operai non possono essere accettati in un piano di rilancio inteso come sviluppo per l’intera Taranto.

Per l’Ilva, dopo le ultime notizie sul pre-accordo raggiunto, si preannuncia un nuovo anno impegnativo. Il mese di gennaio potrebbe essere decisivo per sciogliere ogni dubbio sul destino dell’acciaieria.

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