Forever 21 vende le sue attività per 81 milioni di dollari

Dopo il fallimento, la compagnia ha raggiunto un accordo di vendita delle sue attività per 81 milioni di dollari

Forever 21 vende le sue attività per 81 milioni di dollari

Forever 21 vende le sue attività per 81 milioni di dollari. A quattro mesi di distanza dalla dichiarazione di fallimento e il cosiddetto chapter 11, la società sembra aver concluso un accordo di vendita.

A completare l’operazione un consorzio composto da diversi proprietari del centro commerciale Simon Property Group e il colosso immobiliare Brookfield Properties, oltre alla società di gestione del marchio Authentic Brands Group.

La vendita include tutte le attività di Forever 21, inclusi i negozi tuttora aperti e il marchio di bellezza RileyRose. Il gruppo è stato designato come “stalking horse bidder”, ovvero soggetto all’approvazione di un giudice per la chiusura dell’affare.

Nel frattempo, altri potenziali acquirenti hanno tempo fino al 7 febbraio per presentare offerte all’azienda.

Forever 21 vende le sue attività per 81 milioni di dollari

Forever 21 è tra i molti rivenditori tradizionali che hanno lottato per tenere il passo con l’ascesa dello shopping online.

Le ricadute sulla catena americana sono tristemente note, e più in generale il comparto ha dovuto fare i conti con debiti elevati e affitti sempre più alti.
Negli ultimi anni persino molti tra i rivenditori più in salute sono stati costretti a tagliare punti vendita, mentre quelli che già vivevano un periodo di difficoltà hanno presentato istanza di fallimento.

Negli ultimi mesi il piano della compagnia è stato quello di uscire dalla maggior parte dei mercati internazionali, tra cui Canada, Europa e Asia, emergendo dalla bancarotta come azienda più snella e focalizzandosi su una base di negozi molto più ridotta negli Stati Uniti, in Messico e in America Latina.

In questo modo, i restanti punti vendita hanno generato un profitto significativamente più alto di prima.

Forever 21 ha fatto ricorso alla bancarotta assistita a fine settembre dello scorso anno, annunciando un piano di revisione delle attività che includeva centinaia di chiusure negli Stati Uniti e in molti altri Paesi, così da ridurre al minimo costi di locazione.

La possibilità di svincolarsi dai contratti di locazione e chiudere negozi a costi contenuti è un vantaggio chiave che il processo di fallimento - cosiddetto capitolo 11 - garantisce ai rivenditori.

Il gruppo Authentic Brands ha recentemente acquistato anche un altro noto marchio, il grande magazzino di lusso di New York Barneys, fallito ad agosto. L’accordo, da 271 milioni di dollari, secondo il Wall Street Journal è stato approvato lo scorso ottobre.

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