Fattura elettronica obbligatoria per i forfettari dal 2020: novità e cosa cambia

La fattura elettronica diventa obbligatoria anche per i forfettari, ma solo da 30.000 euro in poi: la novità è contenuta nel Documento Programmatico di Bilancio 2020, insieme ad altri cambiamenti come l’abolizione della flat tax fino ai 100.000 euro.

Fattura elettronica obbligatoria per i forfettari dal 2020: novità e cosa cambia

Tra le novità più attese della Legge di Bilancio 2020, che il Governo deve presentare in Parlamento entro il 20 ottobre 2019, ci sono senza dubbio quelle che riguardano il regime forfettario.

In base a quanto pubblicato nel Documento Programmatico di Bilancio 2020 l’obbligo di fatturazione elettronica sarà esteso anche ai forfettari, ma solo a partire da 30.000 euro in su.

Ad oggi, invece, gli appartenenti al regime forfettario sono esenti dall’obbligo di e-fattura.

L’altra novità riguarda il cosiddetto superforfait: sarà abolita la flat tax con l’aliquota del 20% per le persone fisiche con redditi compresi tra 65.001 euro e 100.000 euro.

Tutte queste misure si inseriscono nel piano antievasione e conseguente lotta al contante a cui il Governo Conte sta lavorando come priorità nella propria politica.

Fattura elettronica obbligatoria per i forfettari dai 30.000 euro in poi

Finché il Governo non presenterà la Legge di Bilancio 2020 non ci sono certezze assolute, anche se ormai manca poco alla scadenza del 20 ottobre, data in cui il testo ufficiale deve essere presentato in Parlamento.

Nel frattempo, facendo riferimento al Documento Programmatico di Bilancio, ci sono importanti novità che riguardano il regime forfettario.

In particolare, l’obbligo di fatturazione elettronica viene esteso anche ai forfettari, ma solo dai 30.000 euro in poi.

Inserire l’obbligo di fatturazione elettronica per i forfettari è un modo di incentivare comportamenti più trasparenti e scoraggiare quelli evasivi.

Il cambiamento, che interessa circa 2 milioni di Partite IVA considerando chi era già nei regimi agevolati e il boom di adesioni nel 2019, all’interno del DpB viene definito come “un intervento per limitare gli abusi della cosiddetta flat tax per le partite IVA”.

Riequilibrare il regime di tassazione e anche ridurre la pressione fiscale è tra gli obiettivi che il Governo Conte si è posto come prioritari.

Una questione da prendere in considerazione ora che l’obbligo di fatturazione elettronica esteso ai forfettari dai 30.000 euro in poi è stato inserito nel DpB 2020, è l’aumento delle richieste prese in carico dalla piattaforma “Fattura e Corrispettivi” sul sito dell’Agenzia delle Entrate: diventa necessario migliorare il software per evitare malfunzionamenti.

Inoltre, con l’introduzione del regime analitico per la determinazione del reddito in base ai costi e ai ricavi effettivi, si ritorna dal 2020 regime dei minimi.

Abolizione superforfettario fino a 100.000 euro, le novità della Legge di Bilancio

Il Documento Programmatico di Bilancio contiene anche un’altra novità: l’abolizione del regime forfetario con l’aliquota al 20% dai 65.001 ai 100.000 euro.

Quella che prima era solo un’ipotesi e aveva già fatto mettere le Partite IVA sul piede di guerra nei confronti del Governo Conte ormai è a pochi passi dal diventare realtà, anche se si aspetta la pubblicazione del testo ufficiale della Legge di Bilancio 2020.

L’abolizione del superforfettario viene definita, all’interno del DpB, una misura per riequilibrare il regime di tassazione e limitare gli abusi che si sono verificati tra le Partite IVA che hanno aderito alla flat tax.

L’obiettivo che il Governo Conte si è posto è quello di ridurre la pressione fiscale e continuare la lotta all’evasione fiscale.

I protagonisti del nuovo Governo Conte, infatti, si sono sempre schierati a favore di politiche fiscali redistributive in nome di un sistema tributario più equo, e non favorevole solo ai contribuenti più ricchi.

Secondo un’analisi della relazione tecnica della Legge di Bilancio 2019 risulta che, se il MEF decidesse di non proseguire con la fase 2 della flat tax, in tre anni lo Stato recupererebbe oltre 2 miliardi.

Si tratta di una cifra considerevole che l’attuale Governo probabilmente impegnerà in progetti più congeniali alla nuova linea politica, come il bonus famiglia o investimenti green.

Fattura elettronica, più controlli in arrivo dal 2020

Tra le novità del Decreto Fiscale 2020 collegato alla Legge di Bilancio c’è anche un cambiamento che prevede più controlli sulle fatture elettroniche.

Dal 2020, infatti, Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza avranno maggiore potere di controllo: i dati delle fatture elettroniche potranno essere usati dalle autorità in vari campi, quindi non solo ai fini dei controlli fiscali, ma anche per indagini di polizia economico-finanziaria.

Inoltre, i dati saranno conservati da Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza per otto anni: anche il termine di conservazione viene inasprito, se si tiene conto che i termini ordinari di prescrizione vanno dai 5 ai 7 anni.

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