Eurozona: l’inflazione (ancora) negativa è un richiamo per la BCE?

Violetta Silvestri

1 Dicembre 2020 - 13:26

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Eurozona: l’inflazione negativa richiama l’attenzione della BCE e delle sue prossime decisioni.

Eurozona: l'inflazione (ancora) negativa è un richiamo per la BCE?

L’inflazione dell’Eurozona è rimasta in territorio negativo per il quarto mese consecutivo a novembre.

Un dato importante e non trascurabile, soprattutto in vista della prossima riunione BCE e delle decisioni di politica monetaria. Probabilmente a Francoforte crescono i timori che il calo dei prezzi possa essere più persistente di quanto temuto a causa dell’intensificarsi delle forze deflazionistiche nel pieno della recessione.

L’inflazione di novembre nella zona euro aumenta l’attesa sulla risposta che la BCE darà ai Paesi nella riunione del 10 dicembre.

Inflazione Eurozona: prezzi scendono ancora, i dati

I prezzi al consumo nell’area dell’euro hanno continuato a scendere a novembre.

Il tasso di inflazione è stato pari a -0,3% a livello mensile, al di sotto della stima di -0,2% in un sondaggio di Bloomberg e in calo rispetto al precedente 0,2%.

L’indice che include elementi volatili come cibo ed energia è rimasto al minimo storico a 0,2%.

La crescita annualizzata dei prezzi nei 19 Paesi della moneta unica si è mantenuta stabile a -0,3%, sottoperformando le aspettative di -0,2%. I prezzi dell’energia sono crollati e il calo dei beni industriali non energetici è accelerato, mentre l’Europa ha implementato misure di blocco per combattere la pandemia.

Probabilmente a preoccupare maggiormente i responsabili politici è stata la misura che esclude i costi di cibo ed energia, che è rimasta stabile allo 0,4%, ben al di sotto dell’obiettivo della BCE di quasi il 2%. Un target, quest’ultimo, che ormai manca da oltre sette anni.

BCE: previsioni e azioni per l’inflazione

Stando alle stime BCE, l’inflazione rimarrà probabilmente negativa per il resto dell’anno, in parte a causa dei bassi prezzi del petrolio e dei tagli temporanei delle tasse per sostenere l’economia durante la pandemia.

Le prospettive di crescita dei prezzi si sono ulteriormente indebolite dopo che molti Stati hanno imposto nuove restrizioni per contenere la diffusione del coronavirus.

La BCE, che attualmente prevede che l’inflazione aumenterà solo all’1,3% nel 2022, presenterà nuove proiezioni quando definirà la politica il 10 dicembre.

Si prevede che la banca centrale aumenterà il volume del suo programma PEPP da 1.350 miliardi di euro (1,6 trilioni di dollari) e lo estenderà oltre la sua attuale data di fine a metà del prossimo anno.

Il membro del comitato esecutivo Isabel Schnabel ha dichiarato che non dovrebbero esserci dubbi sull’impegno della BCE per la stabilità dei prezzi.

Anche il FMI ha esortato l’istituto di Francoforte a stimolare gli acquisti di asset per favorire un aumento sostenuto dell’inflazione, considerando condizioni migliori per i suoi prestiti a lungo termine alle banche e un altro taglio al tasso sui depositi come opzioni.

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