Dichiarazione integrativa a favore 2017: i nuovi quadri da compilare

Dichiarazione integrativa a favore 2017: ecco quali sono i nuovi quadri da compilare nei modelli dei dichiarativi a seguito dell’entrata in vigore delle nuove regole introdotte dal D.L. 193/2016.

Dichiarazione integrativa a favore 2017: i nuovi quadri da compilare

Dichiarazione integrativa a favore 2017: con le nuove regole introdotte dal D.L. 193/2016 anche i modelli di dichiarativi da compilare si adeguano alle nuove disposizioni.

Già in vista della scadenza della dichiarazione Iva 2017 abbiamo dedicato un approfondimento sul quadro VN da compilare per la presentazione della dichiarazione integrativa a favore del contribuente e, visto che la nuova disciplina coinvolgerà anche gli adempimenti fiscali in programma per i prossimi mesi è bene fare un punto della questione e analizzare quali sono i nuovi quadri e le nuove sezioni da compilare.

Innanzitutto, cosa cambia? Con le novità contenute nel Decreto Fiscale 193/2016 si allungano i tempi per correggere errori o omissioni nella dichiarazione dei redditi. La dichiarazione integrativa a favore del contribuente può essere presentata per correggere errori o omissioni che hanno determinato l’indicazione di un maggior reddito e di conseguenza di un maggior debito d’imposta o un minor credito e con la nuova norma contenuta nel D.l. 193/2016 vengono estesi i termini per l’adempimento, equiparandoli a quanto previsto per la presentazione della dichiarazione integrativa a sfavore, ovvero quella presentata per correggere errori od omissioni che hanno determinato l’indicazione di un minor reddito e, comunque, di un minor debito d’imposta o di un maggior credito.

Si potrà trasmettere la correzione di errori relativi a maggior reddito, maggior debito d’imposta o minor credito entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione incompleta o infedele.

Le novità vengono recepite anche nei modelli di dichiarativi dei prossimi mesi: modello Redditi (ex Unico), modello 770, modello Irap, quali sono i nuovi quadri e le nuove sezioni da compilare? Ecco di seguito una guida alle principali novità e a come compilare i nuovi modelli di dichiarativi per il 2017.

Dichiarazione integrativa a favore 2017: i nuovi quadri da compilare

Una delle prime novità introdotte dal D.L. 193/2016 riguarda la possibilità di presentare dichiarazione integrativa a favore del contribuente entro gli stessi termini previsti per le dichiarazioni a sfavore.

Questo comporta come prima conseguenza che i contribuenti e i professionisti non dovranno più indicare con i modelli Redditi, Irap, 770 e Iva dal 2017 se l’integrativa è “pro o contro”. In sostanza, nei modelli è stata eliminata la sezione “Dichiarazione integrativa a favore”. Con l’allineamento dei termini tra le due integrative sarà possibile presentarle entro il quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione in oggetto, ovvero entro i termini per l’accertamento.

Le novità introdotte con il D.L 193/2016 si evidenziano anche nei modelli di dichiarativi pubblicati dall’Agenzia delle Entrate. La necessità è quella di adeguare le disposizioni normative alla pratica: se alcune sezioni sono state cancellate altre, al contrario, sono state inserite per permettere di indicare correttamente i dati necessari alla presentazione delle dichiarazioni integrative a favore.

Ecco di seguito una sintesi delle principali novità introdotte e quali i nuovi quadri da compilare nel modello Redditi SC, Iva, 770 e Irap.

Dichiarazione integrativa a favore 2017: modello Redditi, Iva, 770 e Irap

Oltre alle novità relative al frontespizio e quindi al venir meno della sezione in cui indicare il tipo di integrativa, i modello di dichiarativi sono stati aggiornati di modo da recepire le novità introdotte con il D.L. 193/2016.

Nello specifico, per quanto riguarda la dichiarazione Iva 2017 è stato introdotto il quadro VN, riservato ai soggetti che nel corso del 2016 hanno presentato una dichiarazione integrativa a favore oltre il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo a quello di riferimento dell’ integrativa. Nel quadro VN della dichiarazione Iva 2017 bisognerà indicare l’anno cui si riferisce la dichiarazione integrativa presentata e l’importo del credito derivante dal minor debito o dalla maggiore eccedenza detraibile, per la quota “non chiesta a rimborso nella dichiarazione integrativa stessa”.

Con il D.L. 193/2016 è stato insomma previsto che i contribuenti che presenteranno dichiarazione integrativa dovranno indicare nel modello relativo l’importo del minor debito o maggior credito risultante.

Nel modello Redditi 2017 la sezione “Tipo di dichiarazione” è stata ampliata con tre caselle, ovvero:

  • Correttiva nei termini;
  • Dichiarazione integrativa;
  • Dichiarazione integrativa art. 2 co. 8 ter DPR 322/98.

In più è stato inserito il nuovo quadro DI, che dovranno compilare tutti i contribuenti che hanno presentato dichiarazioni integrative nel 2016 al fine di indicare il credito derivato dal minor debito o dal maggiore credito in relazione all’integrativa.

Con lo stesso fine, è stata inserita la sezione XVII al quadro IS del modello Irap 2017 e il rigo f24 nel modello 730.

Dichiarazione integrativa a favore 2017: l’utilizzo del credito d’imposta

Nell’articolo 5 al comma 8-bis del Decreto Fiscale 193/2016 si stabilisce che per quanto riguarda la compensazione dell’eventuale credito d’imposta risultante dalla dichiarazione integrativa a favore, relativa a redditi, Irap e sostituti d’imposta potrà essere usato in compensazione entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo.

La novità è che per dichiarazioni integrative a favore presentate oltre i termini il credito d’imposta potrà essere usato in compensazione esclusivamente per eseguire il versamento dei debiti maturati a patire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui è stata presentata l’integrativa.

In sostanza, la nuova norma stabilisce che il credito emergente è compensabile liberamente se l’integrativa è presentata entro il successivo periodo d’imposta mentre se presentata negli altri 4 anni a disposizione, si potrà fruire della compensazione esclusivamente per il versamento di debiti maturati sulle imposte da versare.

Necessario specificare che dovrà essere il contribuente che presenta l’integrativa a favore a indicare il credito derivante e l’ammontare di quanto usato già in compensazione, per permettere all’Agenzia delle Entrate di effettuare i necessari controlli e accertamenti tributari.

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