Coronavirus in Italia: ora è allerta per il Natale

La situazione COVID-19 in Italia mette in allerta ma resta sotto controllo per gli esperti. Ora, però, la preoccupazione è per le feste di Natale: cosa aspettarsi?

Coronavirus in Italia: ora è allerta per il Natale

Coronavirus Italia: contagi in aumento e massima allerta. Questo è il quadro delineato dagli esperti, con il Governo pronto a inasprire le misure restrittive, se necessario.

Le mascherine potrebbero diventare obbligatorie all’aperto su tutto il Paese e addirittura si fa strada l’idea di nuove chiusure per attività commerciali. Intanto, probabilmente lo stato di emergenza sarà prorogato fino al 31 gennaio.

Cosa aspettarsi per l’inverno? Un interrogativo che si stanno ponendo innanzitutto gli esperti, ora preoccupati in vista del Natale e delle festività: il rischio è un’impennata incontrollata dell’infezione. Cosa aspettarsi?

COVID: perché è allerta Natale in Italia?

Gli esperti sono alle prese con un ampio ventaglio di previsioni: cosa accadrà a fine ottobre? Come poter arginare i contagi a scuola? Come affrontare il picco influenzale?

Tra le questioni da affrontare a breve termine spunta anche il Natale: cosa accadrà durante le feste natalizie? Un quesito di significativa importanza, considerando gli spostamenti delle persone, i raduni in famiglia, le occasioni di festeggiamento in compagnia.

Bisognerà contenere i movimenti delle persone e restringere la libertà di festeggiare?
La pura degli esperti è che l’ultima settimana di dicembre si trasformi in un veicolo pericoloso del virus, come è successo durante l’estate, quando si sono intensificati movimenti e assembramenti.

Non solo, la situazione potrebbe anche essere peggiore visto che è inverno e le attività sono tutte al chiuso. Massimo Andreoni, direttore di Malattie infettive al Policlinico Tor Vergata di Roma, ha spiegato a Il Messaggero che:

“Ma è chiaro che nelle prossime settimane ci giochiamo il modo in cui festeggeremo il Natale...se resteremo sui numeri di oggi, tutto sommato accettabili, se si confermerà che l’effetto della riapertura delle scuole è stato sostenibile, allora dicembre non sarà così difficile. Altrimenti, saranno inevitabili contromisure”

Sulla stessa linea anche il professor Galli del Sacco di Milano:

Dobbiamo salvare il Natale. Ma qui rischiamo di dovere chiudere prima, altro che Natale. Le prossime tre settimane saranno decisive. Dobbiamo ancora passare la nottata. Anzi, sta diventando ancora più buia”

Anche per questo il Governo potrebbe a breve prendere decisioni più severe, pur senza ricorrere al generalizzato lockdown della primavera.

Ottobre decisivo per il Paese

L’ottimismo c’è, seppure con toni molto cauti. In Italia, continuano a spiegare gli esperti, non c’è nulla di paragonabile alla Spagna o alla Francia. Tuttavia, anche senza allarmismi, l’attenzione è d’obbligo.

Massimo Antonelli, del Comitato Tecnico Scientifico, ha ricordato che i 2.500 casi giornalieri di oggi non sono affatto comparabili con la situazione di marzo-aprile.

“Il sistema di ricerca dei casi è molto valido, i focolai vengono circoscritti in tempi rapidi, la rete diagnostica funziona. È su questo che bisogna ragionare, non sui dati giornalieri”

In questa cornice, secondo Antonelli, bisogna inquadrare il mese di ottobre: sarà decisivo per capire l’impatto scuola e ripresa del lavoro e, soprattutto, se la rete di intervento sta funzionando.

Le valutazioni di fine mese saranno allora utili anche per fare prime previsioni su come festeggeremo il Natale.

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