Nuove chiusure e coprifuoco: le Regioni più a rischio

Vediamo quali sono le Regioni più a rischio, secondo i dati ISS, mentre avanza l’ipotesi di lockdown locali, coprifuoco dalle 22 e nuove chiusure di palestre, parrucchieri, centri estetici, negozi e cinema.

Nuove chiusure e coprifuoco: le Regioni più a rischio

Tutte le regioni italiane stanno assistendo a una nuova ondata di contagi e nessuna di queste si può considerare ormai a basso rischio. Tuttavia alcune zone d’Italia stanno registrando un maggiore aumento di nuovi casi e ricoveri, con un indice di trasmissibilità Rt superiore a 1. Per non parlare del fatto che la capacità di affrontare un boom di casi gravi non è uguale in tutte le regioni, e alcune rischiano più di altre il sovraccarico delle terapie intensive.

Dopo la chiusura delle scuole decisa in Campania, si teme che in altre parti d’Italia verranno introdotte misure di blocco più restrittive, come coprifuoco notturno e chiusure di attività come parrucchieri, centri estetici, palestre e cinema. Nelle ultime ore le voci si sono fatte più insistenti, avanzando persino l’ipotesi di un nuovo DPCM che verrà firmato d’urgenza, forse già nel weekend, da Giuseppe Conte.

Chiusure palestre, parrucchieri e centri estetici: ecco dove

L’ultimo DPCM emanato il 13 ottobre e in vigore fino al 13 novembre introduce una serie di regole e misure restrittive volte a contrastare la diffusione del Covid-19 in Italia. Sono in molti, però, a pensare che il testo sia lacunoso e che dovremmo prepararci a una serie di nuove restrizioni e chiusure.

Il DPCM precisa che le regioni possono imporre misure più restrittive rispetto a quelle nazionali in base all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori. De Luca, ad esempio, con un’ordinanza regionale ha chiuso le scuole fino al 30 ottobre.

Il prof. Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute per l’emergenza coronavirus, ex commissario dell’Istituto Superiore di Sanità e attuale rappresentante italiano all’OMS, ha detto che data la situazione molto grave di circolazione del virus, nelle zone dove l’indice di contagio è superiore a 1, gli esperti hanno proposto la chiusura di punti di aggregazione come circoli, palestre ed esercizi commerciali non essenziali, il ricorso allo smart working come forma ordinaria di lavoro in tutto il Paese e ovviamente interventi per mettere in sicurezza e potenziare il trasporto pubblico.

Al momento si tratta solo di ipotesi: né il Governo né le Regioni hanno annunciato novità di questo tipo.

Le Regioni più a rischio

Scendendo più nel dettagli, quali potrebbero essere le Regioni più a rischio coprifuoco e lockdown-bis?

Stando ai dati del monitoraggio ISS sul contagio in Italia, nell’ultima settimana l’indice Rt è di 1,17, calcolato sui positivi sintomatici, e l’incidenza cumulativa è di 75 per 100.000 abitanti. In ben 17 Regioni siamo sopra la soglia di rischio fissata dagli esperti, e significa che c’è da preoccuparsi.

I valori più alti si sono registrati in Valle D’Aosta (1.53), Piemonte (1.39) e Provincia autonoma di Bolzano (1.32) seguite da Campania (1.29), Toscana (1.28), Sicilia (1.23), Lombardia (1.15) e Lazio (1.14).

Le uniche Regioni con Rt pari a 1 o sotto a 1 sono:

  • Basilicata (1)
  • Calabria (0.94)
  • Molise (0.83)

Un dato importante da considerare, però, è anche l’incidenza. Sebbene la Toscana abbia registrato un Rt superiore a quello della Lombardia, ha un’incidenza di 39.86 per 100mila abitanti, la Lombardia 58.49.

Ecco qui la tabella con l’incidenza cumulativa per Covid-19 nelle regioni italiane (dati aggiornati al 13 ottobre e riferiti a settimana dal 5 all’11 ottobre).

Il report segnala che 10 regioni presentano un rischio alto per la tenuta delle terapie intensive. Si tratta di Campania, Abruzzo, Emilia Romagna, Lombardia, Liguria, Valle d’Aosta, Toscana, Puglia, Sardegna e Umbria. Qui si riscontra una maggiore probabilità di superare la soglia del 30% delle terapie intensive occupate da pazienti Covid nel prossimo mese, con Lombardia e Liguria ai primi posti per rischio.

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