Capodanno 2020: spesa per il cenone in crescita a due cifre

Forte incremento per la spesa per il capodanno 2020 per le famiglie italiane. A dirlo è la Coldiretti. Nuovo balzo per le bollicine (ma attenzione alle imitazioni)

Capodanno 2020: spesa per il cenone in crescita a due cifre

Per il cenone di fine anno saranno destinati alla tavola 94 euro in media a famiglia, con un aumento del 14% rispetto allo scorso anno. È quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixe’ in vista del Capodanno 2020.

Dall’indagine sul Capodanno 2020 emerge che più di sette italiani su dieci (71%) consumeranno il cenone di fine anno nelle case, proprie o di parenti e amici mentre gli altri si divideranno tra ristoranti, trattorie, pizzerie, pub e agriturismi.

Capodanno 2020: è lo spumante il prodotto immancabile

Lo spumante, riporta lo studio dell’associazione diretta da Ettore Prandini, è destinato a confermarsi il prodotto simbolo del Capodanno anche nell’edizione 2020.

Nove italiani su dieci (91%) considerano lo spumante il prodotto simbolo de Capodanno 2020. Sul podio troviamo anche le lenticchie (presenti nell’82% dei menu), “forse anche perché –rileva Coldiretti- sono chiamate a portar fortuna secondo antiche credenze”.

Seguono cotechino e zampone, presenti a Capodanno 2020 sul 67% delle tavole. “Si stima che siano serviti – sottolinea la Coldiretti – circa 6 milioni di chili di cotechini e zamponi, con una netta preferenza per i primi” e durante le festività di fine anno è consumata “circa il 90 per cento del totale della produzione nazionale”.

Capodanno 2020: balzo per l’export di bottiglie di spumante

Per quanto riguarda le bollicine, le feste di fine anno, stima la Coldiretti, fanno registrare il massimo di domanda con circa 74 milioni di tappi di spumante stappati solo in Italia, in aumento dell’8% rispetto allo scorso anno.

“L’aumento della domanda – sottolinea la Coldiretti – ha spinto la produzione che dovrebbe attestarsi sopra le 700 milioni di bottiglie con in testa il Prosecco seguito da Asti e Franciacorta”.

La stragrande maggioranza dello spumante italiano (circa il 70% della produzione nazionale) si beve comunque all’estero con un balzo del 9% delle bottiglie esportate che a fine anno raggiungeranno per la prima volta il record storico annuale delle vendite per una quantità superiore a 560 milioni di bottiglie.

Le bollicine italiane “in quantità dominano nettamente nei brindisi globali davanti allo champagne francese che però riesce a spuntare in media prezzi nettamente superiori”.

Capodanno 2020: Brexit e guerra commerciale non fermano le bollicine

Fuori dai confini nazionali i consumatori più appassionati sono gli inglesi: nonostante la Brexit, la terra d’Albione rappresenta il primo mercato di sbocco delle spumante italiano con le bottiglie esportate che fanno registrare un aumento del 7% nelle vendite.

L’avanzata delle bollicine italiane non è fermata neanche dalla guerra commerciale, con gli Stati Uniti in seconda posizione con un balzo dell’11% annuo.

Terza posizione per la Germania (-8%) e risultati particolarmente lusinghieri quelli fatti registrare da Russia (+17%) e Giappone (+37%).

“Sul successo delle bollicine tricolori nel mondo pesa però – sottolinea la Coldiretti – la contemporanea crescita delle imitazioni in tutti i continenti a partire dall’Europa dove sono in vendita bottiglie dal Kressecco al Meer-Secco prodotte in Germania che richiamano palesemente al nostrano Prosecco che viene venduto addirittura sfuso alla spina nei pub inglesi”.

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