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BCE lascia tassi fermi, ma solo per ora. Cosa farà Lagarde nelle prossime riunioni

Laura Naka Antonelli

23 Luglio 2026 - 17:03

Money.it segue la diretta della riunione della BCE di oggi. Come previsto, la riunione della Banca centrale europea si è conclusa con un nulla di fatto sui tassi.

BCE lascia tassi fermi, ma solo per ora. Cosa farà Lagarde nelle prossime riunioni

Tassi di interesse lasciati fermi, nessuna indicazione su cosa la BCE deciderà di fare nella prossima riunione di settembre e ancora tanti dubbi sulla direzione futura della politica monetaria dell’Eurozona.

Si è conclusa così la riunione di oggi, giovedì 23 luglio 2027, della Banca centrale europea, che si è tenuta in una seduta, per i mercati, ad alta tensione, a causa della nuova fiammata dei prezzi del petrolio: fiammata che ha alimentato ulteriormente il timore, non solo di Christine Lagarde ma di tutti i banchieri centrali, di nuovi scatti al rialzo dell’inflazione.

I prezzi del Brent sono tornati a oscillare infatti in area $100 al barile, mentre le quotazioni del WTI hanno rivisto la soglia di $90 al barile, sulla scia delle nuove escalation delle tensioni geopolitiche.

La BCE ha fatto in ogni caso quanto predetto dai mercati, confermando lo status quo e lasciando i tassi sui depositi, i tassi sulle operazioni di rifinanziamento principali e i tassi sulle operazioni di rifinanziamento marginali fermi rispettivamente al 2,25%, al 2,40%, al 2,65%, come da attese.

Inevitabile tuttavia per l’Eurotower - alla continua ricerca di un punto di equilibrio di tassi che fermino la corsa dell’inflazione senza strozzare troppo la crescita del PIL - rimanere in uno stato di allerta e tenersi pronta a tornare ad alzare il costo del denaro, dopo la prima stretta monetaria dal 2023 che ha annunciato lo scorso 11 giugno.

BCE lascia tassi di interesse euro fermi (depositi al 2,25%). Si rafforza tesi di un rialzo a settembre

Alcune frasi presenti nel comunicato del Consiglio direttivo e proferite poi da Lagarde hanno lasciato intendere che quella di oggi è stata soltanto una pausa.

D’altronde, pur se ha rallentato il passo, l’inflazione dell’area euro rimane a un livello ben superiore al target del 2% della BCE.

Inoltre, con la tregua tra gli Stati Uniti e l’Iran che è saltata, e gli attacchi degli ultimi giorni in Medioriente, il rischio che l’indebolimento della crescita dei prezzi si riveli una parentesi è piuttosto alto.

Lagarde stessa ha confermato la presenza di “rischi al rialzo per l’inflazione”, avvertendo che “gli shock energetici potrebbero intensificarsi, aumentando potenzialmente le dinamiche inflazionistiche più ampie e gli effetti secondari”, così come “gli eventi meteorologici estremi e la crisi climatica potrebbero far salire i prezzi dei prodotti alimentari più del previsto”.

La consolazione, per ora, è che gli effetti di secondo livello non si sono ancora manifestati.

Ma, ha ribadito Lagarde, il quadro si farà più chiaro quando verranno pubblicati i nuovi dati macro, in particolare quello dell’inflazione dell’Eurozona relativo al mese di luglio.

Nell’attesa, sui mercati si è rafforzata subito la certezza di un secondo rialzo dei tassi, quest’anno, a seguito della riunione del 9-10 settembre del Consiglio direttivo della BCE, che si terrà a Berlino.

Anche gli economisti hanno detto di condividere un tale scenario.

Andrew Jackson, responsabile della divisione di investimenti Vontobel, ha scritto per esempio a commento della riunione della BCE di oggi che “un’escalation sempre più marcata del conflitto tra Stati Uniti e Iran”, con Bab el-Mandeb che rappresenta ora “un nuovo fronte, unita all’ampliarsi degli effetti indiretti sui prezzi in un contesto di continue interruzioni delle catene di approvvigionamento, rende altamente probabile un secondo rialzo dei tassi da parte della BCE a settembre, verso la parte alta dell’intervallo neutrale”.

Jackson si è mostrato tuttavia scettico sulla possibilità che ci sia, dopo quella di settembre, una nuova stretta monetaria:

“Finché rimarranno assenti gli effetti di secondo round sull’inflazione - in particolare una crescita salariale più robusta - e i beni cinesi come veicoli elettrici e pannelli solari continueranno a esercitare una pressione ribassista sui prezzi nei mercati europei, le ragioni per spingere i tassi ulteriormente in territorio restrittivo appaiono limitate”.

Dunque un nuovo rialzo dei tassi ma, secondo Vontobel, nulla di più.

Possibilista su altre due strette monetarie è stato invece Simon Dangoor, deputy chief investment officer of Fixed Income and head of Fixed Income Macro investing di Goldman Sachs Asset Management.

Oltre a definire un rialzo dei tassi a settembre “lo scenario di base più plausibile”, il CIO della divisione di Goldman Sachs ha osservato che esiste “un margine per un ulteriore rialzo nel corso dell’anno qualora i prezzi dell’energia dovessero rimanere elevati”.

Ha commentato la riunione della BCE di oggi anche Felix Feather, economista di Aberdeen Investments, sottolineando che “l’ultima decisione della BCE di mantenere i tassi invariati al 2,25% non è una sorpresa” visto che, “in genere, i funzionari della Banca Centrale Europea preferiscono modificare i tassi in occasione delle riunioni di aggiornamento delle previsioni, la prossima delle quali si terrà a settembre”.

Di conseguenza, a suo avviso “questa decisione di mantenere i tassi invariati potrebbe essere la prima di un periodo di stabilità, oppure la calma prima della tempesta ”.

Ovviamente La direzione dei tassi “dipenderà da molteplici fattori, ma il più importante è l’evoluzione degli eventi in Medio Oriente”, con i prezzi del petrolio così come del gas che terranno praticamente in ostaggio la BCE:

“Al momento, i prezzi del petrolio si attestano intorno ai 100 dollari al barile. I prezzi del gas in Europa hanno registrato un aumento ancora più marcato. Se dovesse persistere, uno shock sui costi energetici di tale entità sarebbe troppo grave perché la BCE possa ignorarlo: in tal caso, a settembre procederebbe a un nuovo rialzo”.

Anche Feather, come Jackson, non ritiene però probabile un’altra mossa, a seguito di quella di settembre. Anzi: “un allentamento delle tensioni potrebbe dare alla BCE il margine di manovra necessario per mantenere i tassi invariati per il resto dell’anno, poiché finora sono scarsi i segnali di quel tipo di effetti di secondo round che potrebbero rendere permanente la fiammata inflazionistica”.

La stessa view è stata rimarcata da Ann-Katrin Petersen, Chief Investment Strategist per la Germania, l’Austria, la Svizzera e l’Europa dell’est di BlackRock Investment Institute.

Nella nota “Do you remember?” The ECB is already looking to September”, la strategist di BlackRock Institute ha scritto che, se “luglio è stato il mese della pausa, dopo che la BCE ha alzato i tassi a giugno per ribadire la propria determinazione nel combattere l’inflazione, settembre potrebbe invece essere il momento in cui la banca centrale cambierà tono”.

E “proprio come nella celebre canzone degli Earth, Wind & Fire, September è il mese chiave”, ha continuato Petersen, sottolineando che per quel mese “gli esponenti del Consiglio direttivo avranno a disposizione nuovi elementi per valutare il quadro macroeconomico, comprese le nuove previsioni economiche e due ulteriori dati sull’inflazione”.

BlackRock punta anch’essa dunque a “un rialzo dei tassi della BCE a settembre”, a causa delle “preoccupazioni sull’inflazione” che, “riaccese dallo shock sull’offerta provocato dalle tensioni in Medio Oriente, restano elevate”.

Nel far notare che per ora vi sono poche prove che l’aumento dei costi energetici si sia trasmesso ai salari e ai prezzi dell’economia (Lagarde ha anzi escluso l’avverarsi di questo scenario), Petersen ha detto di stimare una BCE che da un lato resterà “vigile sull’inflazione” e che dall’altro manterrà “aperte tutte le opzioni”.

Ancora, la strategist di BlackRock Investment Institute:

“Esiste ancora margine per aumentare i tassi di interesse senza portare la politica monetaria in territorio restrittivo”, motivo per cui “continuiamo quindi a mantenere una posizione overweight sui titoli di Stato europei a breve e medio termine”. E questo perché, anche se “i mercati stanno prezzando tassi d’interesse restrittivi destinati a rimanere tali per diversi anni, ma riteniamo che questa aspettativa sia eccessiva”.

Tassi BCE, nulla di fatto da Lagarde & Co. Ma che succederà dopo? La diretta di Money.it

La BCE ha comunicato la sua decisione sui tassi con la pubblicazione di un comunicato, avvenuta come sempre alle 14.15 ora italiana.

Successivamente, a partire dalle 14.46, la Presidente Christine Lagarde ha poi spiegato le decisioni di politica monetaria adottate, rispondendo alle domande dei giornalisti.

Money.it ha seguito la diretta dei mercati e del grande market mover della sessione odierna.

Occhio alle performance dell’indice benchmark del Ftse Mib, così come al trend delle altre borse europee, ovvero dell’indice Dax della borsa di Francoforte, del Cac 40 della borsa di Parigi e, sebbene non facente parte dell’azionario dell’Eurozona, del Ftse 100 della borsa di Londra.

Sotto i riflettori anche il mercato del forex, in particolare del rapporto euro-dollaro EUR-USD così come all’andamento dei Titoli di Stato dell’area euro, nel caso dell’Italia a quello dei BTP e dunque allo spread BTP-Bund.

Lagarde non dà alcuna anticipazione su direzione tassi. Per ora BCE “non vede emergere effetti di secondo livello”

Conclusa la conferenza stampa con cui la Presidente della BCE Christine Lagarde ha risposto alle domande dei giornalisti. Nessuna anticipazione, com’era previsto, riguardo alla direzione futura dei tassi e a cosa deciderà di fare nella prossima riunione di settembre.

Lagarde ha rimarcato che la Banca centrale europea continuerà a dipendere dai dati macro, e che rimane vigile, in quanto preoccupata, “per i potenziali effetti diretti e indiretti” dell’aumento dei prezzi energetici. Detto questo, la numero uno dell’Eurotower ha sottolineato che per ora la BCE non ha intravisto “l’emergere di effetti di secondo livello”.

BCE Day, il commento di Goldman Sachs Asset Management

Simon Dangoor, deputy chief investment officer of Fixed Income and head of Fixed Income Macro investing di Goldman Sachs Asset Management, ha commentato la decisione sui tassi presa oggi dalla BCE scrivendo in una nota che “un aumento dei tassi a settembre rappresenta lo scenario di base più plausibile, alla luce della crescente enfasi posta dalla BCE sui rischi al rialzo per l’inflazione in seguito alla riacutizzazione del conflitto in Medio Oriente e alle conseguenti preoccupazioni per gli effetti di secondo livello”.

Dangoor ha aggiunto che esiste “un margine per un ulteriore rialzo nel corso dell’anno qualora i prezzi dell’energia dovessero rimanere elevati”.

Decisione tassi unanime. Su addio anticipato Lagarde si irrita e ripete la frase sul capitano della nave

La decisione del Consiglio direttivo di lasciare i tassi di interesse invariati è stata presa all’unanimità, anche “se alcuni esponenti di sono chiesti se non fosse il caso oggi di procedere a un rialzo”, ha detto Lagarde.

La Presidente della BCE ha mostrato poi non poca irritazione quando le è stato chiesto se rimarrà al suo posto fino alla fine del suo mandato, sulla scia delle indiscrezioni relative alla possibilità di un suo addio anticipato.

Lagarde ha risposto che “potete scrivere quello che volete” ma, così come ho detto in precedenza, “quando ci sono nubi all’orizzonte, il capitano non abbandona la sua nave”.

Lagarde: “Nelle ultime settimane nuove battute d’arresto, shock energetici potrebbero intensificarsi”

Nell’affrontare il nodo dell’inflazione, e a quanto la guerra USA-Iran condiziona le aspettative sui prezzi, Lagarde ha sottolineato che “le ultime settimane hanno portato nuove battute d’arresto” (con la tregua tra Washington e Teheran che è saltata). Lagarde ha avvertito che “i prezzi dell’energia potrebbero aumentare ulteriormente e più a lungo rispetto alle aspettative”, pesando sui
redditi reali.

Tra l’altro “gli shock energetici potrebbero intensificarsi, aumentando potenzialmente le dinamiche inflazionistiche più ampie e gli effetti secondari”, così come “gli eventi meteorologici estremi e la crisi climatica potrebbero far salire i prezzi dei prodotti alimentari più del previsto”.

Al contrario, l’inflazione potrebbe diminuire se il conflitto venisse risolto in modo sostenibile”, ha affermato la Presidente della BCE. Lagarde ha avvertito anche che “le condizioni finanziarie generali sono diventate leggermente più restrittive rispetto all’ultima riunione”.

Rischi inflazione al rialzo, con prezzi energia oltre target 2% in prima metà 2027

I rischi sull’inflazione rimangono al rialzo”, ha avvertito Lagarde, sottolineando che, sebbene l’inflazione di fondo rimanga contenuta, “il pieno effetto dello shock energetico deve ancora manifestarsi”.

Nel frattempo, “le aspettative salariali continuano a indicare una crescita dei salari moderata”, mentre “la maggior parte delle misure delle aspettative di inflazione a lungo termine si attesta intorno al 2%”.

Detto questo, “l’inflazione energetica manterrà probabilmente l’inflazione ben al di sopra dell’obiettivo nella prima metà del 2027 ”. Si prevede poi un indebolimento delle pressioni inflazionistiche, in quanto Lagarde ha ricordato che l’outlook è di un calo dei prezzi dell’energia. Ma la guerra USA-Iran rimane “una delle principali fonti di incertezza”.

Lagarde: “i dati recenti indicano un qualche miglioramento dell’attività economica, ma rischi crescita al ribasso”

Nonostante il clima di incertezza, “gli ultimi dati indicano un qualche miglioramento dell’attività economica”. Lo ha detto Lagarde, nel corso della conferenza stampa successiva all’annuncio della BCE sui tassi, lasciati invariati. “L’attività e i servizi hanno segnato una ripresa parziale”, ha continuato Lagarde, con i servizi digitali che si sono mostrati “robusti, in parte basati sull’IA”. Allo stesso tempo, “le imprese e le famiglie prevedono che il mercato del lavoro rimarrà più debole rispetto a prima del conflitto” e “gli indicatori suggeriscono che l’attività economica rimarrà modesta”. Il quadro geopolitico rimane “fragile”, ha aggiunto Lagarde, avvertendo che “i rischi sulla crescita sono al ribasso”.

Iniziata conferenza stampa di Christine Lagarde

Iniziata come di consueto alle 14.45 ora italiana la conferenza stampa di Christine Lagarde. La Presidente della BCE spiegherà le decisioni di politica monetaria prese dal Consiglio direttivo, rispondendo alle domande dei giornalisti. Lagarde ha rimarcato che la Banca centrale europea non seguirà un percorso predeterminato sui tassi.

Borse europee sui minimi dopo annuncio tassi BCE con scatto petrolio e WS giù. Ftse Mib -2%

In attesa delle dichiarazioni di Christine Lagarde e dopo l’annuncio sui tassi di interesse dell’Eurozona, che sono stati lasciati invariati, i mercati azionari europei si confermano decisamente negativi.

Pesa oggi l’ansia per il nuovo scatto dei prezzi del petrolio - il WTI è tornato a $90 al barile - così come il trend negativo di Wall Street.

Il Ftse Mib di Piazza Affari scivola così di oltre il 2%, il Cac di Parigi perde l’1,22%, Il Dax di Francoforte cede lo 0,75% e l’indice di riferimento dell’azionario europeo Stoxx 600 riporta un calo dello 0,83%.

Fuori dall’Eurozona, l’indice Ftse 100 della Borsa di Londra limita i danni, segnando un ribasso dello 0,30%.

Il comunicato della BCE relativo alla decisione sui tassi di oggi

Così recita il comunicato con cui la BCE ha reso noto di avere lasciato fermi i tassi di interesse dell’Eurozona:

“Il Consiglio direttivo ha deciso oggi di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento della BCE. Le prospettive per i prezzi dell’energia, benché altamente variabili, si collocano al momento su livelli prossimi allo scenario di base delle proiezioni formulate a giugno dagli esperti dell’Eurosistema e ben al di sopra di quelli registrati prima del conflitto in Medio Oriente. L’incertezza resta elevata e l’impatto inflazionistico dello shock energetico deve ancora manifestarsi appieno. Il Consiglio direttivo segue pertanto con attenzione l’intensità e la durata dello shock, nonché i suoi effetti indiretti e di secondo impatto.

Il Consiglio direttivo si impegna a definire la politica monetaria in modo da assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine.

Con la decisione odierna il Consiglio direttivo resta in una posizione favorevole per affrontare l’incertezza causata dal conflitto. Per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, seguirà un approccio guidato dai dati, secondo il quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione.

In particolare, le decisioni del Consiglio direttivo sui tassi di interesse saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi.

Tassi di interesse di riferimento della BCE

I tassi di interesse sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale rimarranno invariati al 2,25%, al 2,40% e al 2,65%, rispettivamente.

Programma di acquisto di attività (PAA) e Programma di acquisto per l’emergenza pandemica (PEPP)

I portafogli del PAA e del PEPP (pandemic emergency purchase programme) si stanno riducendo a un ritmo misurato e prevedibile, dato che l’Eurosistema non reinveste più il capitale rimborsato sui titoli in scadenza.

***

Il Consiglio direttivo è pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti nell’ambito del proprio mandato per assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine e per preservare l’ordinato funzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria. Inoltre, lo strumento di protezione del meccanismo di trasmissione della politica monetaria può essere utilizzato per contrastare ingiustificate, disordinate dinamiche di mercato che mettano seriamente a repentaglio la trasmissione della politica monetaria in tutti i paesi dell’area dell’euro, consentendo così al Consiglio direttivo di assolvere con più efficacia il proprio mandato della stabilità dei prezzi.

La Presidente della BCE illustrerà i motivi di tali decisioni nella conferenza stampa che avrà luogo questo pomeriggio alle 14.45 (ora dell’Europa centrale)”.

La BCE lascia tassi fermi come da attese. Tasso depositi al 2,25%

Così come preannunciato dai mercati e dagli economisti la BCE ha annunciato di avere lasciato i tassi sui depositi, i tassi sulle operazioni di rifinanziamento principali e i tassi sulle operazioni di rifinanziamento marginali fermi rispettivamente al 2,25%, al 2,40%, al 2,65%.

BCE troppo ottimista su resilienza PIL euro? Outlook tassi euro di Robeco

In evidenza la preview sui tassi dell’area euro di Rikkert Scholten, Global Macro Strategist di Robeco.

Scholten ha detto di prevedere “al massimo un ulteriore rialzo di 25 punti base nel corso dell’anno” e la conferma del costo del denaro per la giornata di oggi:

“Per la riunione del 23 luglio ci aspettiamo che la BCE lasci invariati i tassi. Un aumento di 25 punti base a settembre resta un rischio concreto, ma non rappresenta uno scenario già definito. La possibilità di evitare un ulteriore irrigidimento dipenderà probabilmente in larga misura dall’evoluzione dei prezzi dell’energia nei prossimi mesi. Non condividiamo invece il fatto che il mercato attribuisca una probabilità quasi certa a un rialzo dei tassi nel mese di dicembre”.

Lo strategist ha ricordato poi nella nota che “i membri del Consiglio direttivo della BCE ritengono che l’economia dell’Eurozona sia in grado di assorbire tassi di interesse leggermente più elevati”, sottolineando che è questa “l’impressione che emerge anche dal discorso introduttivo della presidente Christine Lagarde al Forum di Sintra”.

La presidente della BCE ha infatti “espresso una valutazione piuttosto positiva sulla resilienza dell’economia dell’area euro, in linea con le proiezioni dello staff della BCE, che prevedono una crescita dell’1,2% nel 2027”.

Tuttavia, secondo Scholten, questa previsione sarebbe eccessivamente ottimistica.

Se infatti è vero che quest’anno “l’economia potrebbe ancora beneficiare di uno stimolo fiscale pari a circa lo 0,5% del PIL, tali effetti sono destinati ad attenuarsi il prossimo anno, mentre le prospettive di crescita continuano a essere frenate dall’aumento dell’incertezza legata alle catene di approvvigionamento e al commercio internazionale, nonché dalla debole crescita dei redditi delle famiglie”.

Di conseguenza, Robeco ritiene che “sarebbe sufficiente un irrigidimento monetario contenuto per contenere eventuali nuove pressioni inflazionistiche”, dubitando che “l’economia dell’Eurozona sia in grado di sostenere un tasso sui depositi superiore al 2,5%”.

Rendimenti Titoli di Stato euro in rialzo in attesa BCE, gli yield dei BTP sfondano il 4%

In attesa dell’annuncio sui tassi della BCE, i rendimenti dei principali Titoli di Stato dell’area euro puntano lievemente verso l’alto. Più in generale, in Europa si mette in evidenza lo scatto dei rendimenti dei Gilt, i Titoli di Stato UK, pari a +4 pb, al 5,07%.

Salgono anche gli yield dei Bund (+1 pb al 3,18%) , mentre i rendimenti dei BTP a 10 anni tornano a sfondare la soglia del 4%, avanzando di 2 punti al 4,01%.

I rendimenti degli OAT francesi avanzano di 1 punto al 3,98%. Rimangono inferiori ai rendimenti dei BTP quelli dei Titoli di Stato della Grecia, che oggi salgono al 3,90%.

Preview BCE, Columbia Threadneedle Investments: “banchieri centrali osservano con apprensione nuovo aumento prezzi energia”

Così Dave Chappell, Portfolio Manager, Fixed Income, di Columbia Threadneedle Investments, nel commento “Preview BCE: una pausa prima di un possibile rialzo”:

“La riunione di oggi sarà molto probabilmente un evento di monitoraggio, dopo che il Comitato ha alzato i tassi d’interesse nella scorsa riunione. Il mercato si aspetta un ulteriore rialzo nella riunione di settembre e, sebbene Lagarde non fornirà alcuna forward guidance, limitandosi a ribadire la necessità per un approccio data dependent e riunione per riunione, non si opporrà alle aspettative di ulteriori misure restrittive. La riunione e la conferenza stampa di oggi sarebbero state senza dubbio molto diverse se la tregua, raggiunta in modo frettoloso e firmata da Trump, fosse durata più di un paio di settimane. Invece, i banchieri centrali osservano con apprensione il nuovo aumento dei prezzi dell’energia e, nel caso della BCE, l’impennata del gas naturale, mentre l’Europa si prepara a ricostituire le riserve in vista dell’inverno”.

Forex, euro ingessato sul dollaro in attesa annuncio tassi BCE

Sul mercato del forex, il rapporto euro-dollaro è ingessato a $1,141 in attesa dell’esito della riunione della BCE. Il dollaro sale nei confronti dello yen (USD/JPY +0,15%), a 163,38), mentre è poco mosso nei confronti della sterlina (GBP-USD -0,03%, a $1,3366).

Rally prezzi petrolio fino a +4% con tensioni geopolitiche

A trascinare al ribasso le borse europee è l’impennata dei prezzi del petrolio, a seguito degli attacchi sferrati contro le coste dell’Arabia Saudita e alle minacce rinnovate degli Stati Uniti all’Iran.

I futures sul Brent e sul WTI hanno testato stamattina i livelli più alti, rispettivamente, dagli scorsi 3 giugno e 10 giugno.

Il Brent sfonda la soglia di $98 al barile, salendo di oltre il 4%, mentre il WTI segna un rialzo superiore a +3%, a $89,71 al barile.

In evidenza gli attacchi degli Houthi yemeniti a due petroliere saudite, con il portavoce militare delle forze armate dello Yemen che ha motivato la mossa con la violazione, da parte delle navi, del blocco imposto nel Mar Rosso.

Ftse MIB messo KO da azioni STMicroelectronics. Male anche Borse europee e futures USA con timori AI

Il trend delle principali Borse europee è decisamente negativo. Il Ftse Mib di Piazza Affari segna un calo dell’1,4% circa, scivolando a 52.056,05 punti, affossato soprattutto dalle vendite che mettono KO le azioni del produttore dei chip STMicroelectronics, dopo la pubblicazione dei conti. Le azioni STM scendono in quanto, fanno notare gli analisti, il gruppo
ha annunciato una guidance sui conti del trimestre in corso inferiori alle aspettative.

In evidenza anche le azioni UniCredit, la banca italiana guidata dal CEO Andrea Orcel, che ha dato il via oggi alla stagione delle trimestrali delle banche italiane, annunciando utili migliori delle attese e rivedendo al rialzo la guidance sull’intero 2026 e non solo.

In rosso, anche se in misura minore, le borse di Parigi, di Francoforte e di Londra e, in generale, dello Stoxx Europe, l’indice che monitora il trend dell’azionario europeo.

Male i futures sui principali indici azionari USA, che scontano i sell che colpiscono Alphabet, la holding a cui fa capo Google, e Tesla. Alphabet perde circa il 4%, mentre Tesla lascia sul terreno il 5%, dopo che entrambe le Big Tech hanno annunciato di stimare un aumento delle spese per gli investimenti in AI.

I giganti hanno reso noto di avere sofferto nel secondo trimestre flussi di cassa negativi.

Alphabet rimane comunque determinata a continuare ad aumentare le spese in conto capitale nel corso del 2026, anche oltre quanto previsto in precedenza, ovvero a un livello compreso tra $195 e $205 miliardi, rispetto alla forchetta precedente tra $180 e $190 miliardi.

Spese per l’AI più sostenute anche per Tesla, che ha annunciato che il capex è balzato del 142% su base annua nel corso del secondo trimestre del 2026, a $5,79 miliardi, aggiungendo di prevedere altre spese per un ammontare superiore ai $25 miliardi per il 2026.