Voluntary disclosure e raddoppio dei termini: i chiarimenti delle Entrate e le correlazioni con i decreti sulla certezza del diritto

Sul fronte della Voluntary disclosure, la procedura di collaborazione volontaria per il rientro dei capitali all’estero arrivano importanti chiarimenti delle Entrate che vanno letti anche alla luce dei decreti sulla certezza del diritto e sul raddoppio dei termini.

Dopo le voci circolate riguardo a una possibile proroga dei termini per aderire alla procedura di collaborazione volontaria per il rientro dei capitali all’estero e l’approvazione del waiver svizzero, come modello alternativo a quello italiano per accedere alla procedura arrivano altre importanti novità riguardo alla voluntary disclosure.
Lo scorso 28 Agosto, infatti, l’Agenzia delle Entrate ha rilasciato importanti chiarimenti sulla procedura che vanno associati alle novità indicate sopra e vanno anche letti alla luce dei decreti emanati dal Governo, e divenuti recentemente operativi, sulla certezza del diritto e sul cosiddetto «raddoppio dei termini».

Voluntary disclosure: i chiarimenti delle Entrate
In risposta ai dubbi sollevati dagli operatori di settore, l’Agenzia delle Entrate ha emanato la circolare 31/E con la quale, riguardo alla voluntary disclosure, ha spiegato che:

  • possono aderire alla procedura di collaborazione volontaria anche i contribuenti il cui nominativo compare nella Lista Falciani, purché non siano già in corso accessi, ispezioni, verifiche o, comunque, purché non sia già iniziata una qualunque attività di accertamento amministrativoo o un procedimento penale per la violazione di norme tributarie, relative, appunto, all’ambito in cui si va ad applicare la procedura stessa di collaborazione volontaria;
  • Se la procedura di collaborazione volontaria viene attivata per attività detenute nella Repubblica di San Marino, di cui si vuole ottenere la regolarizzazione, il trattamento di favore, previsto dalla voluntary disclosure sia riguardo all’ambito temporale che alle sanzioni fiscali previste per i capitali illecitamente detenuti all’estero, si applica anche nel caso in cui non sia stato rilasciato il waiver;
  • La relazione di accompagnamento alla richiesta di accesso alla procedure che si presenta, in alcuni casi in luogo del waiver, non esime dall’obbligo di compilare il quadro RW di Unico 2015 che, comunque, deve essere presentato in ogni caso per indicare le attività soggette a emersione;
  • Se il contribuente opta non solo per l’emersione dei capitali ma anche per il rimpatrio di essi, fino al momento in cui la procedura di rimpatrio giuridico è considerabile come perfezionata, rimangono a carico del solo contribuente tutti gli obblighi di monitoraggio fiscale relativi alle attività e agli investimenti detenuti all’estero che, poi, produrranno redditi imponibili in Italia. Proprio per questo il contribuente deve provvedere a tutti gli obbighi dichiarativi previsti sia per il 2014 che per il 2015;
  • L’attestazione relativa al rimpatrio delle attività finanziarie e patrimoniali detenute all’estero, rilasciata dall’intermediario, risulta idonea a dimostrare che le attività rimpatriate sono state affidate all’intermediario stesso;
  • le cosiddette società fiduciarie statiche che decidono di utilizzare la procedura di collaborazione volontaria per far emergere attività finanziarie, non possono poi applicare il regime di risparmio gestito a tali attività;

Voluntary disclosure e raddoppio dei termini
Lo scorso 18 Agosto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto sulla certezza del diritto che diventerà definitivamente operativo dal prossimo 2 Settembre. Si tratta dell’ultimo assist del Governo ai contribuenti che evadono il fisco dal momento che, attraverso le modifiche previste riguardo al raddoppio dei termini, viene, di fatto dimezzata la sanzione e raddoppiata l’impunità. Ecco, allora, cosa prevede il decreto e quali sono le correlazioni con la voluntary disclosure.
Il decreto introduce importanti novità sulla disciplina dell’accertamento per le imposte sui redditi e l’IVA, prevedendo che, per le violazioni che comportano la denuncia all’autorità giudiziaria di un reato tributario, il raddoppio dei termini entro i quali l’amministrazione finanziaria può esercitare il potere di rettifica fiscale si configura solo a condizione che la denuncia sia stata non solo presentata ma anche trasmessa all’autorità giudiziaria comunque entro la scadenza ordinaria, ovvero:

  • entro i 4 nel caso in cui la dichiarazione sia stata presentata;
  • entro i 5 anni nel caso in cui la dichiarazione non sia stata presentata;

Ciò significa che l’amministrazione finanziaria avrà, in realtà meno tempo a disposizione, per agire contro gli evasori fiscali, dal momento che il raddoppio dei termini viene, in tal modo, collegato al termine di decadenza e subiscd, quindi, una limitazione. La conseguenza è che l’amministrazione finanziaria potrà disporre di 8-10 anni (secondo i casi previsti sopra) nel solo caso in cui si sia già attivato, entro i termini ordinari (4-5 anni) raccogliendo prove sufficienti a denunciare il contribuente e presentando effettivamente la denuncia all’autorità giudiziaria. Se ciò non avviene il raddoppio non scatta e l’imposizione di sanzioni e interessi diventa nulla.
Ciò incide anche sulla procedura di collaborazione volontaria, dal momento che, prima delle modifiche introdotte dal Governo, l’adesione al condono da parte del contribuente costituiva una sorta d autodenuncia che consentiva all’amministrazione finanziaria di applicare il raddoppio dei termini. Con il decreto sulla certezza del diritto, è stata prevista anche un’armonizzazione del rientro dei capitali con le modifiche al regime del raddoppio dei termini per l’accertamento, prevedendo sia l’esclusione dalla punibilità per alcuni reati:

  • per le annualità coperte dal condono;
  • per i periodi d’imposta per i quali è scaduto il termine per l’accertamento;

In altri termini il decreto sulla Certezza del Diritto rende la procedura di collaborazione volontaria ancora più conveniente dal momento che il contribuente può decidere di regolarizzare le sole annualità ancora aperte ai fini dell’accertamento tributario, ossia le annualità successive al 2009/2010, dal momento che, se non ci sono denuncie penali presentate e inviate da parte dell’amministrazione finanziaria entro il 31 dicembre 2014, gli eventuali illeciti penali precedenti non potranno far scattare il nuovo raddoppio dei termini. La conseguenza dell’applicazione delle nuove regole sul raddoppio dei termini alla procedura di voluntary disclosure comportano allora che, dal prossimo 2 Settembre, chi accede alla collaborazione volontaria paga tributi, interessi e sanzioni ridotte solo per gli illeciti commessi negli ultimi 4-5 anni e non per quelli commessi negli ultimi 8-10 anni, come, invece, sarebbe avvenuto, finora.

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