Veneto Banca: stop alla fusione con Banca Popolare di Vicenza

Simone Casavecchia

29 Aprile 2014 - 18:29

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Nonostante il no dei soci alla fusione con BpVi, Veneto Banca si adegua alle decisioni di Bankitalia e rinnova Consiglio d’Amministratore e Ad

L’assemblea dei soci di Veneto Banca, appena conclusasi, è stata particolarmente tormentata, non solo per il deciso “no” dei soci a una possibile fusione con la più potente Banca Popolare di Vicenza, ma anche per l’approvazione di un bilancio in rosso e per le nette prese di posizione contro l’atteggiamento della Banca d’Italia.

È proprio da quest’ultimo punto che bisogna partire per capire cosa è avvenuto lo scorso Sabato a Volpago del Montello, vicino a Montebelluna, nei pressi di Treviso, di fronte a una assemblea di quasi 6000 soci. A monte della questione, infatti, c’è il tentativo del governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, di trasformare le Banche Popolari, di fatto società cooperative, in società per azioni, e l’invio della Vigilanza, in due diverse occasioni, presso Veneto Banca.

È stato proprio per l’azione ispettiva della banca centrale che il presidente uscente, Flavio Trinca, si è lasciato andare, di fronte all’assemblea, a una serie di critiche contro Palazzo Koch, colpevole appunto di aver rappresentato in modo distorto e strumentale la realtà del suo istituto di credito, al fine di favorirne l’aggregazione con altri istituti.

Aggregazione, quella con la Banca Popolare di Vicenza, che è stata di fatto respinta dall’assemblea dei soci sebbene lo stesso consiglio di Amministrazione si sia adeguato alle richieste di Bankitalia. La prima grande novità è lo scioglimento del Consiglio di Amministrazione e le dimissioni di Flavio Trinca che lascia la presidenza a Francesco Favotto, accademico che sarà affiancato da Alessandro Vardanega (Vice Presidente). Anche Vincenzo Consoli fa un passo indietro e lascia il ruolo di Amministratore Delegato, per assumere quello, esterno al Cda, di Direttore Generale.

Si tratta di una scelta estremamente amara ma compiuta con grande senso di responsabilità, sebbene ritenuta lesiva e immotivata. Lo scioglimento del Cda è, in realtà solo l’ultima di una serie di misure prese in seguito a due visite, estremamente accurate, degli ispettori di Bankitalia. In seguito alla preoccupante situazione dei conti, infatti sono stati messi in vendita asset strategici, sono state rafforzate le rettifiche e anche in Cda ha subito una riduzione dei membri.

Tutte misure drastiche che anche all’ad uscente Vincenzo Consoli sono sembrate troppo onerose per far fronte a una situazione che non è più preoccupante di tante altre nel panorama italiano: le sofferenze lorde di Veneto Banca sono cresciute del 6,16%, quelle del sistema Italia del 6,68; i crediti dubbi del 10,93%, quelli italiani dell’11,7%; gli impieghi sono scesi dell’1,7% (26,39 miliardi), in Italia del 3,2%. Anche rispetto ad altri istituti di credito di dimensioni simili Consoli ha sottolineato l’eccessiva severità degli ispettori della Banca Centrale che hanno rilevato la mancata capacità di dare credito, sebbene l’indice dei crediti non performing di Veneto Banca sia del 12,8% sul totale, quello della BpVi del 12,7%, quello di Monte Paschi del 16%, quello di Carige del 14,3%.

Ora chiusasi la tormentata Assemblea, c’è attesa per il CdA di oggi che dovrebbe prendere decisioni stringenti per risolvere i conti in rosso della Banca per il 2013, che hanno fatto sfumare anche la possibilità di ottenere dei dividendi per i soci. In particolare, oggi dovrebbe essere discussa la questione degli accantonamenti e dovrebbe essere fissata la data per il prossimo aumento di capitale da 500 milioni; inoltre dovrà essere deciso anche il destino della Bim, una società controllata, in odore di vendita.

Iscriviti alla newsletter

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

Money Stories