Università, professioni sanitarie: come funziona la graduatoria 2018

Superare il test d’ingresso di professioni sanitarie 2018 non è impresa semplice; per questo è fondamentale conoscere con quale criterio vengono stilate le graduatorie dalle diverse università e cercare di esprimere le giuste preferenze in base a questo.

Università, professioni sanitarie: come funziona la graduatoria 2018

Come funzionano le graduatorie per l’accesso alle professioni sanitarie 2018? Gli esami di maturità sono finiti anche quest’anno e molti sono gli studenti già sui libri per affrontare il prossimo ostacolo. I test d’ingresso all’università sono un enorme scoglio che, una volta superato, apre le porte della vita adulta.

In particolare tra i test più gettonati negli ultimi anni troviamo quelli di accesso al corso di professioni sanitarie. Queste prove hanno un funzionamento leggermente diverso rispetto alle altre ad accesso programmato nazionale come medicina, architettura, veterinaria e la scelta viene lasciata alla discrezione delle diverse università.

Conoscere il criterio con cui gli atenei giudicano e classificano le prove è un ottimo modo per direzionare il proprio studio e per capire come esprimere le preferenze.

Graduatoria

Per professioni sanitarie è il Miur a stabilire i posti disponibili e le linee guida per la prova, come accade per le altre facoltà a numero chiuso, ma in questo caso l’ultima parola sui quesiti del test, le modalità di iscrizione allo stesso e le graduatorie spetta ai diversi istituti.

A differenza delle graduatorie delle altre facoltà a numero chiuso che sono nazionali quelle di professioni sanitarie 2018 sono stilate da ogni università. Ogni ateneo quindi sceglie il criterio con cui la graduatoria viene composta. In particolare esistono due tipi di graduatoria:

  • per merito;
  • per preferenze.

Per prepararsi al meglio al test d’ingresso è indispensabile conoscere il criterio con cui gli atenei sceglieranno di selezionare i candidati a seguito del test. Per sapere che tipo di graduatoria prevede di stilare l’università scelta è bene consultare tutti i bandi delle università per l’accesso al corso di professioni sanitarie.

Graduatoria per preferenze

Partiamo dal presupposto che al momento dello svolgimento della prova il candidato deve esprimere le sue preferenze riguardo i corsi o gli indirizzi che vorrebbe frequentare tra quelli disponibili, indicando una sorta di classifica personale.

Nel caso l’ateneo scelto decida di stilare una graduatoria finale che tenga conto delle preferenze anteporrà tali scelte al punteggio conseguito dal candidato che verrà preso in considerazione solo in un secondo momento: gli atenei che adottano questo metodo stilano una graduatoria diversa per ogni corso di laurea disponibile.

In questo caso quindi sarà molto importante per l’aspirante matricola esprimere le preferenze con un certo criterio per provare ad entrare nel corso preferito o comunque per accedere ad almeno uno di quelli indicati.

Caso concreto

Per capire meglio il meccanismo della graduatoria per preferenze sarà bene fare un esempio. Uno studente che abbia indicato tre preferenze al momento del test le metterà in ordine scegliendo un criterio personale. Mettiamo che abbia scelto nell’ordine:

  • ostetricia;
  • infermieristica;
  • fisioterapia.

Se il candidato risulta ammesso nella graduatoria del corso di laurea scelto come prima preferenza dovrà effettuare l’immatricolazione a questo corso mentre le altre due preferenze non avranno valore alcuno.

Stesso discorso vale per la seconda preferenza: se lo studente venisse ammesso nella sua seconda scelta, la terza sarà annullata in automatico. In questo caso però potrà attendere i risultati finali della prima graduatoria per capire se tramite i subentri riesca ad accedere a questa rinunciando alla seconda tramite passaggio di corso.

Questo tipo di graduatoria in ogni caso favorisce l’accesso alla prima preferenza indicata, mentre è molto più difficile entrare nel corso indicato come secondo o terzo.

Graduatoria per punteggio

Il secondo tipo di graduatoria che gli atenei hanno a disposizione è quella che basa la sua valutazione su risultati della prova. In questo caso l’istituto erogante sceglie di dare maggior rilievo al punteggio totalizzato piuttosto che alle preferenze espresse dallo studente.

Questi atenei quindi stilano un’unica graduatoria generale a seconda del punteggio ottenuto dai candidati e considerano solo in un secondo momento l’ordine delle preferenze indicate.

Un candidato che abbia avuto accesso al corso indicato al primo posto tra i preferiti, potrà scegliere anche di accedere alla seconda preferenza; questo tipo di graduatoria, a differenza dell’altra, non favorisce l’accesso alle prime preferenze ma avvantaggia i candidati che hanno totalizzato il punteggio più alto e che hanno quindi la possibilità di scegliere.

L’elemento fondamentale in entrambi i tipi di graduatoria resta comunque il risultato del test: se si ottiene un punteggio alto è sempre più probabile accedere alla facoltà che si preferisce. Per avere consigli utili sulla preparazione del test d’ingresso rimandiamo al nostro articolo sul tema.

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