Stop alla tassa sui money transfer nella Legge di Bilancio 2021

Nella bozza della nuova Legge di Bilancio è stato inserito lo stop alla tassa sui money transfer. Polemiche dalla Lega che aveva fortemente voluto la norma nel 2018.

Stop alla tassa sui money transfer nella Legge di Bilancio 2021

Tra gli articoli contenuti nella prossima Legge di Bilancio a cui sta lavorando il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, è stata inserita un’importante novità riguardante lo stop alla tassa sui money transfer.

Istituita nel 2018 dal Governo Conte I e fortemente voluta dalla Lega, l’imposta prevedeva il pagamento di un’aliquota dell’1,5% per i trasferimenti di denaro e moneta sopra i 10 euro verso i Paesi non appartenenti all’Unione Europea effettuati attraverso gli agenti di trasferimento, ovvero senza un passaggio su conti correnti intestati.

Con la finanziaria per il 2021, quindi, la norma sarà abrogata a causa di alcune problematiche emerse che hanno reso difficile l’adozione dei provvedimenti attuativi, come riportato all’art.185 della bozza del Disegno di legge.

Stop alla tassa sui money transfer nella Legge di Bilancio 2021

Tra le problematiche citate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sui money transfer, viene citata l’assenza di un sistema prestabilito di sanzioni in materia, che non permetterebbe di garantire una corretta attuazione di multe e ammende.

Inoltre, è riportato il carattere discriminatorio contenuto nel decreto-legge approvato dalla ex maggioranza gialloverde, poiché applicato solo agli istituti di pagamento e non ai vari soggetti che forniscono servizi simili, tra cui, ad esempio, Poste Italiane.

Infine, nel documento del dicastero di via XX settembre si fa riferimento al Trattato sul funzionamento dell’UE, il quale all’art.63 vieta qualsiasi restrizione per i movimenti di capitali tra Stati membri, ma anche tra questi verso i Paesi fuori dall’Unione. Il non rispetto di questa norma europea potrebbe portare a una sanzione da parte della Commissione.

Polemiche dalla Lega

Nonostante le motivazioni, la scelta del Governo ha suscitato diverse polemiche dalle opposizioni, in particolare da parte della Lega. Vari esponenti del partito guidato da Matteo Salvini hanno infatti accusato la maggioranza di stare dalla parte di chi impoverisce l’Italia con l’utilizzo di un sistema poco limpido di trasferimento dei soldi all’estero.

Tra il leghisti fortemente contrari al provvedimento c’è Alberto Bagnai, uno dei consiglieri più ascoltati da Salvini sui temi economici.

Il senatore fiorentino del Carroccio ha affermato che anche Banca d’Italia e la Guardia di Finanza hanno espresso le loro preoccupazioni sulla vulnerabilità del sistema dei money transfer, che porterebbe a un rischio di riciclaggio di denaro e il possibile finanziamento di attività terroristiche.

Inoltre, secondo altre opinioni, questo sistema, ideato per rendere più semplice l’invio di denaro di basso importo nei propri Paesi di origine, conterrebbe anche alcuni pericoli di evasione fiscale, a causa della difficoltà di tracciare e controllare l’enorme volume delle transazioni.

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