Split Payment: rimborsi Iva con meno vincoli

Federico Migliorini

25 Febbraio 2015 - 14:39

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Il D.M. pubblicato dal Ministero dell’Economia è volto a rendere meno stringenti i requisiti richiesti per la richiesta del rimborso Iva in caso di applicazione dello Split Payment.

Split Payment: rimborsi Iva con meno vincoli

Il D.M. pubblicato dal Ministero dell’Economia lo scorso 20 febbraio rende i rimborsi Iva più semplici da ottenere per i soggetti interessati dall’applicazione dello Split Payment. Lo Split Payment è il nuovo meccanismo di scissione dei pagamenti ideato dal Governo per combattere l’evasione fiscale in ambito Iva, scoraggiando comportamenti elusivi da parte dei contribuenti che effettuano operazioni nei confronti della Pubblica Amministrazione. Per questi soggetti, dal primo gennaio 2015, le fatture emesse saranno incassate senza la relativa Iva, che verrà versata direttamente dall’ente pubblico interessato dall’operazione. In questo modo i fornitori della pubblica amministrazione inizieranno a trovarsi in una situazione di cronicità del credito Iva.

Per ovviare a questa eventualità il Governo ha previsto meccanismi di rimborso semplificati per queste categorie di soggetti, rispettando, però alcuni requisiti, definiti dal D.M. 23 gennaio scorso. Adesso, il Ministero dell’Economia ha pubblicato un nuovo D.M. del 20 febbraio, secondo il quale non sarà più necessario che il contribuente sia in attività da almeno tre anni, né che l’ammontare del credito Iva sia superiore a 10mila o 3mila euro rispettivamente per i rimborsi annuali o trimestrali, né che l’eccedenza superi al 10% dell’imposta complessivamente assolta sugli acquisti/importazioni effettuati nel periodo di riferimento della richiesta.

Il nuovo decreto rende applicabili le nuove disposizioni già alle richieste di rimborso relative al primo trimestre 2015. In pratica, le istanze che potranno essere presentate alle Entrate entro il 30 aprile anche se allo stato attuale mancano sia il nuovo modello TR sia il codice che identificherà la priorità nei rimborsi.

Il rimborso Iva
Le operazioni in regime di split payment rientrano fra quelle rilevanti per il requisito stabilito dall’articolo 30, comma 2, lettera a), del Dpr 633/1972, ossia quello dell’aliquota media sugli acquisti superiore a quella media sulle operazioni attive. Ciò consente di chiedere il rimborso del credito annuale, ma anche di presentare istanza trimestrale, purché si superi la soglia di 2.582,28 euro. Chi effettua operazioni in scissione dei pagamenti, inoltre, può ottenere il rimborso in via prioritaria ai sensi dell’articolo 38­bis, comma 10 del DPR n. 633/72. In questo caso è necessario rispettare il presupposto dell’articolo 30, comma 2, lettera a). Secondo il primo decreto del Mef, la priorità nel rimborso spetta per un importo non superiore a quello dell’Iva addebitata in regime di split payment sulle operazioni effettuate nel periodo del rimborso.

In ogni caso, una volta definiti gli importi recuperabili, i contribuenti devono tenere presente che nel caso in cui vengano chiesti a rimborso, per applicazione dello split payment, crediti per oltre 15 mila euro, senza applicazione di garanzia, sarà necessario far apporre il visto di conformità o la sottoscrizione del revisore sulla dichiarazione annuale o sull’istanza trimestrale e rilasciare la dichiarazione sostitutiva di notorietà per attestare i requisiti fissati dall’articolo 38-bis, comma 3, del DPR n. 633/72.

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