Doccia fredda per molte famiglie, detrazione dimezzata

Patrizia Del Pidio

7 Marzo 2026 - 11:16

Molte famiglie con il 730, quest’anno, potrebbero trovarsi di fronte a un’amara sorpresa: detrazioni ridotte e a volte anche dimezzate. Vediamo chi subirà il taglio.

Doccia fredda per molte famiglie, detrazione dimezzata

Per molte famiglie, quest’anno, a luglio ci sarà una doccia fredda a causa delle detrazioni dimezzate. Con l’avvicinarsi della primavera si apre la stagione della dichiarazione dei redditi, ma le novità di quest’anno coglieranno di sorpresa moltissimi contribuenti: il rimborso delle tasse, in molti casi, sarà inferiore rispetto a quello degli anni precedenti.

Da quest’anno, infatti, in dichiarazione dei redditi entrano le novità previste dalla Legge di Bilancio 2025 che portano un drastico taglio alle detrazioni per oneri e spese, coinvolgendo anche le detrazioni spettanti per i bonus edilizi.

Doccia fredda per le detrazioni minori

Dietro la riduzione delle detrazioni di imposta per le famiglie c’è la nuova norma che prevede l’applicazione del quoziente familiare per stabilire il tetto massimo di sconto fiscale spettante. In molti casi, quindi, coloro che hanno effettuato interventi di ristrutturazione o hanno sostenuto oneri e spese molto elevati, nel 730/2026 potrebbero trovarsi di fronte a un beneficio inferiore a quello atteso.

La nuova regola è entrata in vigore nel 2025, ma gli effetti saranno visti solo con la dichiarazione dei redditi 2026, quando effettivamente i contribuenti porteranno in detrazione le spese sostenute nel corso del 2025.

Per chi ci sarà un’amara sorpresa?

Per chi ha redditi fino a 75.000 euro non cambia nulla rispetto all’anno passato, in questo caso le detrazioni saranno riconosciute in misura piena e senza nessuna decurtazione. Per chi ha redditi superiori a 75.000 euro, invece, è stato posto un limite massimo alle spese su cui è possibile fruire della detrazione.

Nella seguente tabella vediamo quali sono i limiti previsti dalla Legge di Bilancio dello scorso anno:

RedditoImporto basenessun figlio a caricoun figlio a caricodue figli a caricotre o più figli a carico
superiore a 75.000 euro ma inferiore a 100.000 euro 14.000 euro 7.000 euro 9.800 euro 11.900 euro 14.000 euro
oltre i 100.000 euro 8.000 euro 4.000 euro 5.600 euro 6.800 euro 8.000 euro

Cosa prevede la nuova legge?

Cosa dice esattamente questa tabella? Che una persona con reddito superiore a 75.000 euro ma inferiore a 100.000 euro che non ha figli a carico potrà portare in detrazione un massimo di 7.000 euro di spesa. Si tratta di una soglia meno elevata di quanto si possa ipotizzare se si prendono in considerazione le spese per le ristrutturazioni edilizie.

Per comprendere come agisce questo taglio facciamo un esempio.

Un lavoratore con reddito di 78.000 euro dovrebbe pagare 26.180 euro di Irpef (23% sui primi 28.000 euro, 35% sui successivi 22.000 euro e il 43% sui restanti 28.000 euro). Fino allo scorso anno aveva diritto a detrazioni fino a capienza di imposta (ovvero a uno sconto fiscale che poteva arrivare fino a 26.180 euro). Da quest’anno, invece, con la dichiarazione dei redditi la soglia di detrazioni spettanti si riduce.

La soglia imposta dalla nuova normativa si riferisce alla spesa detraibile e non alla detrazione di imposta spettante, la norma non prevede che un contribuente con almeno tre figli a carico e con reddito sopra i 75.000 euro possa avere uno sconto massimo di 14.000 euro, ma che può accumulare spese detraibili per 14.000 euro, su cui poi si applica l’aliquota di detrazione prevista (19%, 36% o 50%).

Se un contribuente che rientra in una delle fasce di reddito previste per la detrazione ha effettuato, ad esempio, la ristrutturazione dell’immobile spendendo i 96.000 euro limite agevolabili ha diritto a una detrazione di imposta del 50% su un decimo di quella cifra ogni anno: 9.600 euro di spesa detraibile. Questo significa che per chi ha un reddito superiore a 100.000, la detrazione piena di questa spesa non spetta più, ma sarà vincolata al limite previsto in base al numero di figli. Tale meccanismo comporta non solo una perdita sulle detrazioni edilizie, rischiando di esaurire la quota detraibile disponibile e perdere il diritto ai rimborsi per le altre spese sostenute annualmente (es. spese funebri o scolastiche)

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