Stop al Conto Termico 3.0. Quali alternative?

Nadia Pascale

05/03/2026

Il GSE, con un avviso pubblicato sul sito, ha sospeso le istanze per accedere alle risorse del Conto Termico 3.0. Ecco cosa sta succedendo e le alternative per ristrutturare.

Stop al Conto Termico 3.0. Quali alternative?

Stop al Conto termico 3.0A seguito dell’elevato numero di richieste pervenute nei primi giorni di apertura del portale del Conto termico 3.0, il Gse comunica la sospensione temporanea della presentazione di nuove richieste di incentivo.

Dopo la drastica riduzione dei bonus edilizi da fruire tramite detrazioni fiscali, il Conto Termico 3.0, che consente di avere un rimborso spese fino al 65% per i privati e fino al 100% per i piccoli Comuni, è sembrato un’ottima opportunità da sfruttare.

A rendere particolarmente attraente il Conto Termico 3.0 sono due elementi: la percentuale più alta dell’agevolazione, rispetto a un comune bonus ristrutturazioni, e il rimborso che consente di ottenere un ritorno economico più celere rispetto alle detrazioni fiscali. Tali elementi hanno di fatto portato a una mole di domande inattesa e, quindi, all’esaurimento dei fondi disponibili.

Ecco cosa succede dopo la sospensione del Conto Termico 3.0 e quali alternative si possono sfruttare per rendere più efficienti gli edifici senza spendere una fortuna.

Conto Termico 3.0: risorse esaurite e piattaforma chiusa

Il Conto Termico 3.0 mette a disposizione 900 milioni di euro, di questi

  • 500 milioni sono diretti ai privati (cittadini e imprese)
  • 400 milioni alle Pubbliche Amministrazioni, di cui 20 milioni destinati alle Diagnosi Energetiche.

Per gli immobili di proprietà dei Comuni sotto i 15.000 abitanti, il Conto Termico copre il 100% delle spese.
In base a quanto emerge dalle comunicazioni del vice-ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, l’85% delle richieste sarebbe arrivato proprio dai Comuni e, quindi, le risorse sarebbero terminate.

Cosa fare ora? Il GSE ha comunicato lo stop alle domande per accedere alle risorse del Conto Termico 3.0. Non tutto è perduto perché devono essere vagliate le richieste al fine di valutare quali possono accedere effettivamente al Conto Termico 3.0.

Le domande non in regola portano alla liberazione di risorse che sono normalmente riattribuite.

Stop al Conto Termico 3.0: le reazioni

Non sono mancate polemiche, infatti, essendo terminate le risorse per il settore pubblico, in teoria dovrebbero essere bloccate soltanto le istanze provenienti dalle Pubbliche Amministrazioni e si registrano forti reazioni, soprattutto da parte delle imprese, nei confronti dell’ipotesi di attribuire le risorse non ancora richieste nel settore privato al settore pubblico.

In realtà tale scelta potrebbe essere correlata all’esigenza di modernizzare gli immobili pubblici al fine di adeguarsi agli obiettivi della direttiva Case Green. Nell’ultima formulazione la direttiva chiede ai Paesi membri di ridurre le emissioni inquinanti del 16% entro il 2030. L’obiettivo può essere realizzato anche senza eccessivi oneri per i privati e partendo quindi dall’edilizia pubblica.

Quali alternative al Conto Termico 3.0?

I contribuenti che vogliono avere la certezza di ottenere un ritorno economico in seguito a lavori di ristrutturazione che comportano un efficientamento energetico possono continuare a utilizzare il bonus ristrutturazione. Ricordiamo che per i lavori eseguiti nel 2026 è disponibile una detrazione pari al 50% della spesa sostenuta nel limite di 96.000 euro di spesa.

La detrazione Irpef in oggetto può essere utilizzata solo per lavori di recupero e manutenzione degli immobili adibiti ad abitazione principale. Nel caso di immobili ulteriori rispetto all’abitazione principale, l’agevolazione scende al 36% sempre su una spesa massima di 96.000 euro.

Trattandosi di una detrazione, la stessa viene ripartita in 10 rate di uguale importo, quindi, per ottenere il “rimborso” di quanto maturato si devono attendere 10 anni. In ogni caso la detrazione viene riconosciuta nel limite della propria capienza fiscale. Non sono più in vigore le detrazioni per l’efficientamento energetico con recupero di 2 classi energetiche del Superbonus e le agevolazioni per l’efficientamento energetico (indipendente dall’entità del recupero)

Dal prossimo anno, quindi dal 1° gennaio 2027 ci sarà un’ulteriore riduzione dei benefici fiscali derivanti dai bonus edilizi.

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