Rottamazione locale a rischio, entro marzo il decreto su Amco

Patrizia Del Pidio

4 Marzo 2026 - 16:55

La rottamazione locale delle cartelle esattoriali non decolla e si attende ancora il decreto che definisce il debutto dell’Amco. Vediamo le ultime novità per multe e tributi locali.

Rottamazione locale a rischio, entro marzo il decreto su Amco

La rottamazione locale di multe e tributi rischia di non decollare se l’Agenzia delle Entrate Riscossione non ricorpirà un ruolo attivo in essa. Come tutti ormai sappiamo, infatti, dalla rottamazione quinquies sono escluse le cartelle esattoriali degli enti locali, anche se sono state affidate all’agente di riscossione.

Non tutti i Comuni, infatti, riescono a sobbarcarsi i costi e l’impegno che una rottamazione locale comporterebbe tra impiego di dipendenti e costi informatici. Si tratta di un’operazione che appare complessa sia per i Comuni molto piccoli, che dovrebbero lavorare un numero limitato di cartelle, ma che al tempo stesso hanno anche pochi impiegati, sia per i Comuni grandi per i quali la mole di lavoro sarebbe abbondante.

Il tavolo di lavoro per la rottamazione locale

La sanatoria dei tributi locali si trova in una fase di stallo; per superarla, è stato avviato un tavolo di lavoro che coinvolge il ministero delle Finanze, l’Agenzia delle Entrate, l’Anci e il Viminale con l’obiettivo di trovare una soluzione ai problemi tecnici a cui andrebbero incontro i Comuni. Questi ultimi nella definizione agevolata locale vorrebbero coinvolgere l’Agenzia delle Entrate Riscossione.

L’Anci, ancora prima della pubblicazione della Legge di Bilancio 2026, aveva proposto un’integrazione alla rottamazione quinquies per fare in modo che i Comuni potessero aderirvi su base volontaria (analogamente a quanto accaduto per la rottamazione quater) per i debiti già affidati all’agente di riscossione.

L’adesione dei Comuni sarebbe arrivata tramite una comunicazione telematica all’Ader entro un termine preciso. Questo avrebbe risolto gran parte dei problemi degli enti locali che vorrebbero avviare una sanatoria e proprio per questo motivo i Comuni chiedono di ripartire proprio da questa proposta.

A frenare un’attuazione della proposta non sono solo le norme da cambiare (riscrivere, in parte, le regole della rottamazione quinquies), ma anche le perplessità dell’Agenzia delle Entrate Riscossione che si preoccupa degli elevati costi che la cosa comporterebbe.

In arrivo il nuovo decreto

Intanto si attende il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze per disciplinare come attuare la riforma della riscossione locale e il debutto dell’Amco. Il decreto sarebbe dovuto arrivare entro l’inizio di marzo, ma occorre ancora del tempo per perfezionarlo.

Una volta pubblicato il decreto in questione gli enti locali potranno affidare all’Amco (partecipata statale al 99,78%) la riscossione coattiva di tutte le entrate tributarie, patrimoniali e dei crediti affidati all’Agenzia delle Entrate Riscossione, anche quelli eventualmente discaricati (crediti restituiti dall’Ader all’ente locale perché considerati difficilmente esigibili).

Entro fine mese dovrebbe essere pronta la prima bozza del testo che dovrà stabilire in prima battuta la percentuale di riscossione minima da parte dei Comuni che determina il passaggio obbligatorio della riscossione all’Amco. Se la generalità dei Comuni, infatti, ha la facoltà di decidere se affidare la riscossione all’Amco, per quelli che non raggiungono livelli minimi di riscossione la facoltà di scelta viene meno.

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.