Arriva una nuova anagrafe che riguarderà i proprietari di immobili. Come funziona e cosa comporta per chi possiede una casa?
Cos’è l’anagrafe dei proprietari e cosa comporta per chi possiede case? Si tratta di una nuova banca dati a livello nazionale, una sorta di anagrafe, che archivia i dati di chi possiede un immobile e come quest’ultimo viene utilizzato.
La novità è contenuta nell’atto di indirizzo per gli obiettivi 2026/2028 con lo scopo di creare un database aggiornato per combattere l’irregolarità degli immobili. Ma come funziona e come sarà utilizzato dal Fisco?
Censimento fiscale dei proprietari
L’archivio sarà realizzato grazie al censimento fiscale di tutti i proprietari che potrà servire anche agli enti locali nel caso di emergenze o salvaguardia del patrimonio immobiliare.
L’anagrafe dei proprietari di immobili permetterà al Fisco di incrociare i dati contenuti con quelli presenti in altri data base: in questo modo si crea il profilo di rischio del contribuente. Per la compilazione dell’archivio si attua anche l’accordo firmato dall’Italia con altri 24 Pesi per dare il via allo scambio automatizzato dei dati dei contribuenti che possiedono case all’estero e che percepiscono redditi da locazione.
Appare chiaro che per i Comuni l’archivio potrà essere utilizzato anche per contrastare l’evasione dell’Imu e che potrà supportare l’attività di accertamento fiscale a seguito di compravendite immobiliari.
Far emergere gli immobili fantasma
Lo scopo principale dell’anagrafe dei proprietari è quello di far emergere gli immobili non presenti nei database catastali e di controllare quelli presenti nel catasto la cui rendita catastale non è stata aggiornata a seguito di ristrutturazioni e interventi importanti.
Nell’anagrafe dei proprietari immobiliari saranno integrati i dati anagrafici, catastali e tributari di ogni soggetto che risulta essere proprietario di un immobile (anche in parte) o che detiene i diritti di godimento.
L’imponente banca dati servirà per individuare i fenomeni di omessa dichiarazione, ma anche ad aiutare a comprendere chi vive in un territorio colpito da calamità che necessita di interventi mirati.
Perché serve questa nuova anagrafe? Oggi i dati presenti sulla dichiarazione dei redditi, il catasto, il registro degli affitti, le comunicazioni sui bonus edilizi non riescono a dialogare nel giusto modo. Sotto l’effetto della direttiva europea per lo scambio di informazioni che impone di trasmettere alle agenzie fiscali nazionali i proventi generati dalle locazioni e gli immobili affittati, nasce l’idea dell’anagrafe dei proprietari.
Se un contribuente italiano affitta attraverso una piattaforma un immobile in Germania, il Fisco italiano lo saprà e al tempo stesso lo saprà anche il fisco tedesco. Ovviamente vale anche il contrario di un non residente che affitta un immobile in Italia. Il nuovo database consentirà l’incrocio di tutti i dati che riguardano l’immobile, dai canoni di locazione agli eventuali bonus edilizi fruiti. In questo modo il Fisco riuscirà a tracciare il profilo di ogni contribuente molto più facilmente.
Cosa deve fare il proprietario di immobili?
L’anagrafe dei proprietari per il cittadino, al momento, non prevede altri adempimenti perché l’archivio attingerà da altre banche dati esistenti dell’Agenzia delle Entrate e del catasto. Cambieranno, però, le conseguenze perché, ad esempio, la rendita catastale non aggiornata, l’affitto non dichiarato, i redditi da immobile estero non dichiarati nel 730 emergeranno molto più facilmente.
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