Soldi in contanti fino a 3000 euro, fattura elettronica e scontrini digitali: cosa cambia con la Delega Fiscale

Soldi in contati fino a 3000 euro per pagare beni e servizi, accanto alla fattura elettronica e a nuovi scontrini digitali di cui il Fisco sarà a conoscenza al momento dell’emissione. Ecco quali sono le novità previste dalla Delega Fiscale

Pagamenti con soldi in contanti fino a 3000 euro: è stato questo l’ennesimo annuncio spot del Governo, per iniziare a introdurre le novità riguardanti l’attuazione della delega fiscale, novità contenute in un decreto che sarebbe già pronto e che non avrebbe visto la luce nell’ultimo Consiglio dei Ministri, solo per la mancanza del titolare dell’Economia Pier Carlo Padoan, impegnato nella riunione straordinaria dell’Eurogruppo sulla questione greca.

Si tratta di una notizia che potrebbe piacere molto ai consumatori italiani, ancora molto affezionati all’utilizzo delle banconote. Solo il 13% degli italiani, infatti, paga con strumenti elettronici, contro il 40% della media dei Paesi dell’Unione Europa. La scelta del Governo però, piuttosto che disincentivare un utilizzo già minimale degli strumenti di pagamento elettronici, vorrebbe, invece cambiare le abitudini dei consumatori e per essere adeguatamente compresa andrebbe associata alle altre misure previste dal decreto che va a attuare la delega fiscale.

L’attuale normativa italiana sulle transazioni in contanti
La decisione di limitare i pagamenti in contanti alla soglia di 1000 euro è stata presa nel 2011 dal Governo Monti al chiaro scopo di contrastare l’evasione fiscale. A tal proposito è opportuno ricordare che la soglia dei 1000 euro per i pagamenti in contanti è tutt’ora valida per:

  • i trasferimenti di denaro a qualsiasi titolo, tra soggetti diversi;
  • i trasferimenti di libretti di deposito al portatore o di titoli al portatore;
  • gli assegni bancari e postali che oltre la soglia dei 1000 euro devono contenere la dicitura«non trasferibile»;
  • gli assegni circolari, i vaglia postali e cambiari che, oltre la soglia dei 1000 euro devono riportare il nome del beneficiario e la clausola di non trasferibilità;
  • gli stipendi erogati dalla Pubblica Amministrazione che, oltre i 1000 euro, non possono più essere pagati in contanti presso gli sportelli degli uffici postali ma devono essere depositati su conto corrente bancario o postale, su un libretto postale o su una carta prepagata abilitata, così da poter essere, successivamente, prelevati;
  • gli affitti che possono essere incassati in contanti per sole soglie inferiori ai 1000 euro;
  • Per quanto riguarda i professionisti e i commercianti è opportuno ricordare che, al di là della soglia dei 1000 è stato previsto recentemente anche l’obbligo di accettare i pagamenti con carta di debito purché di importo superiore ai 30 euro; per questi contribuenti è stato inoltre previsto l’obbligo di munirsi del Pos dallo scorso 30 Giugno 2014, dopo una fase transitoria che prevedeva l’obbligo del Pos per i soli soggetti con fatturato superiore ai 200000 euro.
  • Dal limite dei 1000 euro sono esentati i cittadini extracomunitari (non residenti in un Paese UE e See, quindi non residenti neanche in Islanda, Norvegia e Liechtenstein) per i quali, a fini turistici, è attualmente in vigore una deroga alla disciplina generale che assegna la facoltà di effettuare pagamenti in contanti fino a 15000 euro. Questa possibilità può, tuttavia essere attuata seguendo una procedura ben precisa che prevede la comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate, il deposito delle somme su c/c e un’autocertificazione da parter del cliente.

Cosa cambierà con il Decreto della Delega Fiscale
L’elevazione della soglia per i pagamenti in contanti da 1000 a 3000 euro è inserita in un provvedimento più organico che disciplina la fattura elettronica e introduce nuove forme di fatturazione come lo scontrino digitale. Ecco quali sono le principali misure previste dal provvedimento:

  • elevazione della soglia limite per i pagamenti in contanti da 1000 a 3000 euro, al fine di armonizzare le soglie limite previste in Italia con quelle previste nel resto d’Europa;
  • Fattura elettronica e scontrino digitale, ovvero uno scontrino prodotto da un nuovo registratore di cassa collegato direttamente al Fisco con attraverso la connessione internet;
  • Disincentivazione dell’utilizzo del contante attraverso forme di incentivazione della fattura elettronica, degli scontrini digitali, delle card e dei bonifici;
  • credito d’imposta di 100 euro per aggiornare o acquistare un nuovo registratore di cassa da collegare in rete col Fisco.

Giusto o sbagliato?
Si tratta di un provvedimento congruo e apprezzabile? Se pensiamo che in Italia non solo è ancora particolarmente diffuso l’uso dei contanti ma è particolarmente diffusa anche la pratica dell’evasione fiscale, elevare il limite dei pagamenti in contanti a 3000 euro sembra un favore fatto all’evasione.
L’acquisto di un registratore di cassa che consenta un filo diretto con il Fisco è una decisione che sarà ripagata, se effetivamente adottata, con un un credito d’imposta per il commerciante ovvero con una misura una tantum che comunque sarà pari a 100 euro (dall’evasione si potrebbe guadagnare molto di più).
L’unico vero sistema di disincentivazione del contante sarebbe non la fattura elettronica o lo scontrino digitale ma la possibilità di ottenere benefici fiscali (detrazioni, deduzioni, crediti d’imposta) crescenti all’aumentare del fatturato. Solo questo potrebbe essere un adeguato contrappeso che consentirebbe di favorire la diffusione della fattura elettronica e dello scontrino digitale, e anche un adeguamento alle abitudini fiscali europee, accanto all’elevazione della soglia per i pagamenti in contanti. Occorrerà ora vedere se il Governo sarà in grado di operare una scelta del genere.

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