Scuola, norma shock per assunzioni docenti: arrivano i “precari usa e getta”

Scuola: una norma shock introdotta dalla legge di conversione del decreto Rilancio che sancisce l’assunzione di docenti a tempo determinato per il prossimo anno scolastico. In caso di lockdown verranno licenziati in tronco senza indennizzo. A breve ordinanza ufficiale di Azzolina.

Scuola, norma shock per assunzioni docenti: arrivano i “precari usa e getta”

Scuola: una norma shock per l’assunzione dei docenti che arriva proprio con la legge di conversione del decreto Rilancio, la n.77/2020, e che istituisce di fatto quelli che i sindacati hanno ribattezzato “precari usa e getta”.

La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina si prepara di fatto a firmare l’ordinanza che dia attuazione alle assunzioni di settembre a tempo determinato per 50mila tra docenti e ATA per istituire più classi e fare così fronte alle conseguenze dell’emergenza COVID-19.

Peccato che le assunzioni dei docenti non siano quelle che con tanto entusiasmo Azzolina aveva annunciato come vittoria. Verranno messi in cattedra precari, usa e getta perché possono essere mandati in tronco a casa, licenziati in caso di nuovo lockdown e senza alcun indennizzo. La procedura vale 1 miliardo di euro.

Secondo l’interpretazione di alcuni non avrebbero neppure diritto alla disoccupazione, ma è proprio così? Vediamo cosa dice il testo del decreto convertito in merito alle assunzioni dei docenti.

Scuola: assunzioni docenti come “precari usa e getta”

Il mondo della scuola si prepara alle assunzioni dei docenti che per i sindacati diventano i nuovi “precari usa e getta” del decreto Rilancio convertito, i 50mila insieme ad ATA per i quali il Miur è prossimo a firmare l’ordinanza che dà seguito alla norma. La stessa proprio nella giornata del 29 luglio è stata presentata ai sindacati.

Insomma si tratta di quanto previsto dall’articolo 231-bis (Misure per la ripresa dell’attività didattica in presenza) del decreto Rilancio, aggiunto con emendamento approvato in fase di conversione dello stesso in quella che è poi diventata la legge n.77/2020.

Si legge chiaramente nel testo:

“Al fine di consentire l’avvio e lo svolgimento dell’anno scolastico 2020/2021 nel rispetto delle misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, con ordinanza del Ministro dell’istruzione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono adottate, anche in deroga alle disposizioni vigenti, misure volte ad autorizzare i dirigenti degli uffici scolastici regionali, nei limiti delle risorse di cui al comma 2, a: a) derogare, nei soli casi necessari al rispetto delle misure di cui all’alinea ove non sia possibile procedere diversamente, al numero minimo e massimo di alunni per classe previsto, per ciascun ordine e grado di istruzione, dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81;”

E continua il medesimo articolo con la lettera b):

“attivare ulteriori posti d’incarichi temporanei di personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) a tempo determinato dalla data d’inizio delle lezioni o dalla presa di servizio fino al termine delle lezioni, non disponibili per le assegnazioni e le utilizzazioni di durata temporanea. In caso di sospensione dell’attività in presenza, i relativi contratti di lavoro si intendono risolti per giusta causa, senza diritto ad alcun indennizzo;”

Cosa significa? I docenti assunti a tempo determinato per smembrare le classi “pollaio” e per la necessità di organico da sempre presente nella scuola, vengono assunti per le lezioni in presenza, ma in caso di nuovo lockdown con il ritorno alla didattica a distanza, eventualità che ci auguriamo possa essere scongiurata, sarebbero licenziati per giusta causa e non avrebbero diritto ad alcun indennizzo come si legge nella norma.

Intanto stanno per scadere i termini per iscriversi alle varie procedure per il concorso scuola che si prepara a inserire nuovo personale di ruolo nella scuola, mentre problemi si stanno riscontrando per l’iscrizione nelle graduatorie provinciali delle supplenze.

Assunzioni docenti precari: hanno diritto alla disoccupazione?

Per le assunzioni dei docenti che i sindacati hanno definito “precari usa e getta” ricorre l’interpretazione che questi non avrebbero diritto alla disoccupazione. Ma è proprio così?

Se guardiamo il testo del decreto Rilancio convertito, in attesa dell’ordinanza di Azzolina, si parla di “risoluzione per giusta causa” che prevede l’accesso alla disoccupazione Naspi qualora il lavoratore abbia i necessari requisiti: aver lavorato e versato contributi per almeno 13 settimane nei 4 anni precedenti e avere in attivo almeno 30 giornate di lavoro effettuate nel corso dell’anno.

Si parla nel testo del decreto Rilancio di indennizzo e se leggiamo l’articolo 2119 sul Recesso per giusta causa del codice civile questo dice chiaramente che:

“Ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto [1373] prima della scadenza del termine, se il contratto è a tempo determinato [2097], o senza preavviso, se il contratto è a tempo indeterminato, qualora si verifichi una causa che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto(1) [2103, 2244]. Se il contratto è a tempo indeterminato, al prestatore di lavoro che recede per giusta causa compete l’indennità indicata nel secondo comma dell’articolo precedente. Non costituisce giusta causa di risoluzione del contratto il fallimento dell’imprenditore [2221] o la liquidazione coatta amministrativa dell’azienda [2111].”

L’indennità cui si fa riferimento in caso di contratto a tempo indeterminato è inerente al mancato preavviso.

Ora non dovrebbe essere, stando al dettato normativo, negata la disoccupazione anche se molti riportano il contrario e i sindacati confermano. Al momento non è molto chiaro questo aspetto e forse per le prossime assunzioni dei docenti, nuovi destinati precari della scuola, maggiori e chiare informazioni le fornirà l’ordinanza del Miur.

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