Allarme saponi e detersivi nocivi: l’Unione Europea li mette fuori commercio

Ogni giorno entriamo in contatto con sostanze chimiche che possono nuocere gravemente alla salute: la Commissione Europea si è espressa in merito e ha deciso di mettere fuori gli EDC considerati tra i prodotti più a rischio.

Allarme saponi e detersivi nocivi: l'Unione Europea li mette fuori commercio

Scatta l’allarme saponi e detersivi: alcuni di questi prodotti infatti secondo l’Unione Europea conterrebbero gli Edc (Endocrine disrupting chemicals), ossia sostanze chimiche nocive al sistema ormonale dell’uomo.

Queste in particolare sono contenute in moltissimi prodotti di uso quotidiano come saponi per il corpo e detergenti per la casa: spray anti zanzare, shampoo, bagnoschiuma, detersivi e saponi di vario genere.

Ogni giorno, quindi, l’uomo entra in contatto con questi prodotti chimici dannosi per la sua salute: gli Edc provocano infatti malattie anche gravi come diabete, obesità e problemi cardiovascolari.

Ora però dopo un lungo iter è arrivato lo stop della Commissione europea che ha dichiarato che gli Edc debbano essere eliminati da tutti i prodotti in commercio nell’Ue.

Cosa sono gli Edc?

Gli Edc (Endocrine disrupting chemicals) sono sostanze sia naturali che chimiche che possono alterare le funzioni del sistema endocrino dell’uomo. Questi prodotti uccidono tossine, parassiti e batteri e quindi possono essere utili a mansioni quotidiane; al contempo però nuocciono alla salute dell’uomo e degli animali.

Tali sostanze sono presenti ovunque: nell’aria, negli alimenti, in cosmetici e prodotti per l’igiene personale, in molti oggetti di uso quotidiano e tutti, bambini e adulti, veniamo in contatto con esse costantemente.

È possibile controllare l’etichetta dei suddetti prodotti prima dell’acquisto per sapere se siano presenti sostanze nocive. Per comprare in sicurezza si può far riferimento a questo elenco degli Edc più diffusi:

  • gli ftalati;
  • il bisfenolo A (anche noto come BPA, usato fino al 2010 per produrre biberon);
  • il disinfettante triclosano;
  • i parabeni (usati in creme e cosmetici, smalti per unghie).

L’Oms nel 2002 ne diede una prima definizione recepita poi nel 2013 in un parere scientifico dell’Efsa, l’Autorità Europea per la sicurezza alimentare con sede a Parma.

La decisione dell’Ue

Dallo scorso 7 giugno un Regolamento delegato Ue (n. 2017/2100) li ha dichiarati off limits e così i nuovi disinfettanti e detergenti immessi sul mercato, i cosiddetti biocidi, dovranno esserne privi.

La Commissione europea dichiara inoltre con questo provvedimento quali criteri applicare per stabilire se le sostanze contenute nei biocidi (di cui si occupa il Reg. Ue 528/2012) interferiscano o meno con il sistema endocrino.

L’Ue ha fornito anche l’elenco dei biocidi da considerare a rischio:

  • disinfestanti;
  • insetticidi;
  • fungicidi;
  • detergenti liquidi;
  • detersivi per la lavatrice;
  • detersivi per il bucato a mano;
  • ammorbidenti;
  • smacchiatori;
  • saponi per i piatti e per lavastoviglie;
  • saponi per la pulizia della casa.

D’ora in poi le aziende dovranno mettere in commercio articoli sicuri, attenendosi alle linee guida appena dettate dalla Commissione Ue: l’Echa, l’Agenzia europea delle sostanze chimiche, valuterà i prodotti in modo uniforme in tutta Europa.

Come si entra in contatto con gli Edc?

Una ricercatrice dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa, Amalia Gastaldelli, ha spiegato come evitare di entrare ogni giorno in contatto con queste sostanze che senza accorgersene sono in ogni angolo delle nostre case.

Secondo il parere della studiosa è possibile rintracciare gli Edc in molti disinfettanti e in prodotti per l’igiene umana, come shampoo e bagnoschiuma, e tramite i pori della pelle queste sostanze vengono assorbite dal nostro corpo. In altri casi è possibile trovarli anche in alcuni tipi di plastica come gli ftalati contenuti nelle bottigliette d’acqua.

Oltre che tramite contatto diretto è possibile essere infettati dagli Edc anche per altre vie: infatti gli interferenti possono essere ingeriti o inalati.

Quali conseguenze?

Queste sostanze colpiscono l’apparato ormonale e in particolare hanno conseguenze soprattutto sul fegato. In generale si può dire che rischia di più chi si espone a tali sostanze in dosi massicce e per un periodo di tempo prolungato. Inoltre a essere maggiormente soggetti all’attacco sono ovviamente i soggetti più deboli, la cui salute è già inficiata da altri fattori.

Le malattie più comuni che possono essere causate dall’assunzione di Edc sono il diabete e diverse malattie cardiovascolari. Un altro effetto collaterale derivante dal contatto con questi prodotti è l’influenza che possono avere su ghiandole come la tiroide. Inoltre possono causare l’induzione di uno sviluppo sessuale precoce: la cosiddetta pubertà anticipata.

Possono poi agire sul metabolismo dei lipidi e del glucosio, favorendo l’obesità e l’aumento del tessuto adiposo: per questo vengono definiti “Metabolic disruptors” dagli uomini di scienza. Per quanto riguarda il cancro invece ad oggi non esistono prove scientifiche a sostegno del fatto che queste sostanze lo favoriscano. Bisogna però tenere conto che, nonostante siano oggetto di studio da almeno 20 anni, ancora non tutti i meccanismi della loro azione sono noti.

Come limitare l’assunzione di Edc?

La prima domanda da porsi sarà quindi come è possibile salvaguardare la propria salute limitando al minimo l’utilizzo di prodotti contenenti questi sostanze chimiche nocive. Conoscere i prodotti che le contengono e essere informati sull’argomento è senz’altro il primo passo, a cui ne potranno fare seguito altri tanto utili quanto semplici da attuare:

  • lavare bene frutta e verdura all’interno delle quali è possibile trovare residui di pesticidi;
  • leggere bene le etichette dei prodotti per la cura di casa e persona ed evitare quelli con sostanze che sono state definite pericolose;
  • non cucinare utilizzando utensili in plastica perchè il calore favorisce il rilascio degli interferenti;
  • arieggiare con cura e a lungo gli ambienti all’interno dei quali si siano usati gli insetticidi.

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