Cassazione: sì a sanzioni penali e amministrative per i reati tributari

La Cassazione conferma duplice binario: per i reati tributari è legittimo sanzionare il contribuente sia penalmente che dal punto di vista tributario.

Con la sentenza n. 20266/2014 la Cassazione conferma il “duplice binario” per quanto riguarda gli illeciti tributari prevedendo quindi una sanzione amministrativa ed una sanzione penale per la stessa violazione. La Cassazione ha formulato tale giudizio nonostante la pronuncia del Cedu (Corte europea dei diritti dell’uomo) del 4 marzo 2014 che sembrava escludere la sovrapposizione delle due sanzioni (tuttavia occorre ribadire che la Corte Europea rimette al giudice nazionale la valutazione della doppia afflittività della violazione).

Il nostro ordinamento, come detto, nel caso di violazioni di una certa entità prevede una duplice sanzione. Ad esempio nel caso dell’iva, l’omesso versamento superiore a 50 mila euro che risulti dalla dichiarazione annuale è punito con la sanzione tributaria del 30 % di quanto non versato e con la reclusione da 6 a 12 mesi. La sanzione fiscale e quella penale devono colpire il medesimo soggetto giuridico autore della violazione, ed in base alle indizioni del Ministero il più delle volte è la norma penale visti gli elementi specifici, come il dolo, il superamento delle soglie di punibilità e le modalità con cui viene commesso il reato. Di conseguenza in caso di violazione tributaria che prevede anche una sanzione penale commessa da una persona fisica, l’ufficio comminerà le sanzioni amministrative relative alle violazioni tributarie oggetto di notizia di reato. Tuttavia le norme prevedono che la riscossione coattiva è comunque sospesa sino a quando il procedimento penale non arriva a definizione.

Qualora il procedimento è definito con sentenza di condanna, per il principio di specialità, l’attività amministrativa effettuata non produce alcun effetto. Qualora invece il procedimento si chiuda con una assoluzione o archiviazione si rimetterà in piedi il procedimento per la sanzione tributaria. Tuttavia occorre ribadire che negli anni raramente il Fisco ha applicato tale principio tollerando che l’amministrazione finanziaria persegui sia il filone delle sanzioni amministrative che quello delle sanzioni penali.

La Cassazione ha pertanto fatto chiarezza sull’argomento prevedendo che nell’omesso versamento di ritenute e di iva non sussiste la specialità tra le due sanzioni ma un rapporto di progressione in quanto la fattispecie penale, più grave di quella amministrativa, la arricchisce di elementi essenziali. Dopo queste sentenze sembrava tramontata l’ipotesi di applicare una sola sanzione ma poi la Corte europea dei diritti dell’uomo ha riaperto tale possibilità. Tuttavia la sentenza n. 20266 del 2014 ha riaffermato la legittimità del doppio sistema sanzionatorio in quanto i reati fiscali viaggiano in parallelo coni debiti tributari. Sul punto si attende la delega fiscale che potrebbe fare chiarezza ed evitare sanzioni da parte della Commissione Europea.

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1 commento

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Anonimo • Giugno 2014

Buon pomeriggio, credo che questa sentenza sia in contrasto con quella della Corte Europea del 20 maggio 2014, che vieta l’applicazione di una duplice sanzione per lo stesso fatto.
Grazie

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