Riunione BCE di marzo: la conferenza di Draghi in 10 semplici punti

Cristiana Gagliarducci

8 Marzo 2018 - 17:50

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La riunione BCE di marzo e la conferenza stampa di Draghi in soli 10 punti: dai tassi di interesse al tapering, dalla forward guidance alla revisione delle stime su crescita e inflazione.

Riunione BCE di marzo: la conferenza di Draghi in 10 semplici punti

La riunione BCE di marzo e la conferenza stampa di Mario Draghi si sono ufficialmente concluse.

La banca centrale non ha deluso le attese del mercato e, alle ore 13:45 di oggi, ha comunicato la sua intenzione di lasciare invariati i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, quelli sulle operazioni di rifinanziamento marginale e altresì sui depositi.

Al termine della riunione BCE, più precisamente alle 14:30, ha preso il via la conferenza stampa di Draghi, che ha catalizzato nuovamente l’attenzione degli investitori e anche quella dei più curiosi. Se sul fronte della politica monetaria i mercati hanno subito dato per scontata l’assenza di qualsiasi novità, le parole del presidente sono state comunque monitorate con attenzione, soprattutto alla luce del nuovo linguaggio emerso dal comunicato stampa di seguito disponibile.

Anche le nuove previsioni sulla crescita e sull’inflazione, riviste rispettivamente al rialzo e al ribasso, hanno attirato l’attenzione degli osservatori internazionali. Tra i temi discussi dalla riunione di marzo anche l’ipotesi di una guerra commerciale e i pericoli derivanti dalle elezioni italiane.

Nelle righe che seguiranno tutti gli elementi dell’odierna riunione BCE e della conferenza stampa di Mario Draghi, seguite entrambe da Money.it tramite aggiornamenti in italiano tradotti in tempo reale.

La riunione BCE di marzo in 10 punti

Il contenuto dell’odierno meeting BCE può essere così sintetizzato:

  1. Tassi di interesse invariati;
  2. QE a $30 miliardi/mese fino a settembre 2018 e anche oltre se necessario;
  3. Eliminati riferimenti ad un nuovo aumento del QE;
  4. Stime di inflazione riviste al ribasso;
  5. Stime di crescita riviste al rialzo;
  6. C’è ottimismo sull’inflazione, ma non abbiamo ancora vinto;
  7. Il protezionismo costituisce un rischio;
  8. C’è preoccupazione sullo stato delle relazioni internazionali;
  9. L’euro è irreversibile;
  10. C’è la necessità di lavorare alla parità di genere.

La conferenza stampa di Draghi

Il secondo appuntamento del 2018 è partito col botto. In sede di riunione la BCE ha scelto di evitare riferimenti ad un possibile deterioramento delle condizioni economiche ed ha avuto un impatto pressoché immediato sull’andamento della moneta unica. Di seguito tutte le dichiarazioni di Draghi in conferenza stampa.

15:28 - Fine della conferenza stampa

Termina così come è cominciata la conferenza stampa di Mario Draghi: con due minuti di anticipo. Le decisioni prese in sede di riunione BCE hanno portato volatilità sul fronte dei cambi soprattutto con riferimento al cambio euro dollaro.

15:26 - Abbandonare il target del 2%

Un’idea popolare qualche anno fa, quando l’inflazione era sotto lo zero. Oggi molti pensano che la BCE dovrebbe alzare l’obiettivo al 4% (forzando così le attese sull’inflazione), mentre altri chiedono un abbassamento allo 0% (che sarebbe come ammettere la sconfitta).

15:22 - Il QE sarà esteso?

Si chiede a Draghi se, nel momento in cui l’inflazione core sarà ancora sotto il 2% a luglio, il QE sarà esteso. Il presidente risponde semplicemente ripetendo parte di quanto affermato nel comunicato stampa iniziale.

15:19 - Deregulation rischio primario

Per Draghi i rischi più evidenti sono oggi due. Uno è quello relativo al commercio. L’altro, quello meno citato, è linvece riferito alla deregolamentazione finanziaria. Non bisogna dimenticare la situazione pre-crisi. Nei 10-12 anni antecedenti c’è stata una disruption della regolamentazione nelle maggiori giurisdizioni. Non dobbiamo ripetere gli stessi errori, tuona Draghi.

15:15 - Ancora Italia nelle domande della stampa

D: “Non è preoccupato che le forze anti-europeiste in Italia abbiano preso più del 50% dei voti? E la seconda domanda: oggi è la giornata delle donne, ma con tutto il rispetto per Luis De Guindos, non ce ne sono nei ruoli più elevati di BCE ecc...”

R: “Sull’Italia davvero non voglio commentare. L’euro è irreversibile. Il rafforzamento dell’Unione monetaria rimane fondamentale, come ho già letto nel comunicato. L’equilibrio di genere, invece, va migliorato ed è una cosa che deve accadere a ogni livello. Faccio tra l’altro i miei complimenti al nuovo vicepresidente che il Consiglio ha approvato, De Guindos. È necessario comunque assicurarsi una maggiore presenza delle donne”.

15:09 - Italia un rischio per la crescita?

D: “Ha parlato di rischi all’orizzonte. Significa che l’instabilità politica, come quella dell’Italia, potrebbe essere un problema per la crescita e per la stabilità dell’Eurozona?”

R: “Ciò che abbiamo visto nelle passate elezioni fa notare come le reazioni dei mercati non siano mai tali da mettere a rischio la stabilità. Il caso italiano non fa eccezione, ma un’instabilità protratta potrebbe mettere in discussione la fiducia e dunque la crescita”.

15:05 - Volatilità e correzione dei mercati

D: “I mercati appaiono sempre più sensibili, come è stato possibile osservare in occasione delle minute sulla riunione BCE di dicembre. Non sarebbe meglio essere più chiari sulla forward guidance per escludere reazioni improvvise? E poi, paure relative ad un rapido aumento dell’inflazione hanno scosso i mercati nelle scorse settimane. Cosa ne pensa?”

R: “Con l’eccezione degli Stati Uniti, non c’è poi così tanta volatilità sui mercati finanziari dell’Eurozona! Quelli USA hanno reagito all’inflazione con un’imponente correzione, amplificata poi dalle condizioni degli stessi mercati, soprattutto l’azionario. La suddetta correzione si è limitata proprio all’equity ed è stata molto breve dal punto di vista della tempistica. In Europa non abbiamo la stessa crescita dei salari, la situazione è diversa. La politica continua a mantenersi proattiva e non reattiva”.

15:02 - Ancora domande sull’addio del presidente

“Continuate a chiedere se mi dimetterò domani. Ho ancora tempo prima che il mio mandato finisca. Forse risponderò quando si avvicinerà la fine.”

14:55 - Necessaria più cooperazione

L’esperienza che abbiamo avuto ci ha dato delle lezioni. Prima di tutto qual è stato il ruolo della BCE? Ha cooperato, informato e richiesto, cose che fa sempre durante queste situazioni. Non abbiamo potere di investigare. Vorremmo vedere più scambio di informazioni, più cooperazione anti-riciclaggio di denaro.

14:50 - Quale impatto dalle misure commerciali?

Non sarà enorme. Ma qualsiasi convinzione uno abbia sul commercio, siamo certi che questa debba essere discussa non sulla base di decisioni unilaterali, che sono tra l’altro pericolose. C’è preoccupazione in merito allo stato delle relazioni internazionali. Se imponi tariffe sui tuoi alleati uno si domanda, chi sono i miei nemici?

14:54 - Draghi buon presidente?

Si chiede a Draghi cosa renda un presidente BCE un buon presidente. “Lascio che siano gli altri a giudicare”, risponde lui.

14:50 - Abbiamo vinto sull’inflazione?

Non ancora. Draghi ripete quanto già affermato a gennaio: non possiamo ancora dichiarare sconfitta l’inflazione.

14:47 - Persistenza e pazienza

Non ci sono state molte discussioni in merito alle future dichiarazioni della politica monetaria. La fiducia nella crescita riduce certo le variabili relative all’inflazione. Persistenza e pazienza sono però ancora necessarie.

14:41 - Al via le domande: i motivi del cambio di tono

Si chiede a Draghi il motivo del cambio di comunicazione. Perché è stato eliminato il riferimento a possibili peggioramenti delle condizioni?

R: “La frase è stata introdotta nel 2016 quando abbiamo tagliato da 80 a 60 miliardi il QE. Già da questo si capisce come la situazione sia diversa oggi. Abbiamo rimosso il riferimento esplicito alla possibilità di un aumento del programma nel breve periodo, ma c’è da notare come abbiamo mantenuto il nostro “anche oltre se necessario”. La decisione è stata unanime”.

Si parla anche della Lettonia. Draghi afferma: “Non abbiamo abbastanza informazioni per cui oggi abbiamo mandato una lettera alla Corte di Giustizia, nella quale abbiamo chiesto chiarificazioni in merito alle misure prese sul governatore”.

14:41 - Ancora pressing sulle riforme

Come sempre, la lettura di Draghi si conclude con un monito ai Paesi del blocco: le riforme sono ancora necessarie alla ripresa. Il rafforzamento dell’Unione monetaria rimane fondamentale.

14:38 - Stime inflazione riviste al ribasso

Rispetto alle previsioni BCE di dicembre 2017, l’outlook per l’inflazione di fondo è stato revisionato al ribasso per il 2019, mentre è rimasto invariato per gli altri anni.

  • 1,4% nel 2018;
  • 1,4% nel 2019 (dall’1,5%);
  • 1,7% nel 2020.
14:34 - Stime di crescita al rialzo ma occhio a Trump

Rispetto alle proiezioni di dicembre, l’outlook per la crescita è stato rivisto al rialzo per il 2018, mentre è rimasto stabile per gli altri anni.

  • 2,4% nel 2018 (dal 2,3%);
  • 1,9% nel 2019 ;
  • 1,7% nel 2020.

I rischi sono ancora bilanciati. Da un lato lo slancio potrebbe portare ad una crescita maggiore del previsto. Dall’altro però, fattori globali, con particolare riferimento alla crescita del protezionismo, costituiranno rischi al ribasso.

14:32 - Stimoli ancora necessari

Nessuna sorpresa. Nonostante ci sia ottimismo nei confronti dell’inflazione e della sua risalita verso il target del 2%, le misure di politica monetaria della BCE sono ancora necessarie.

14:29 - Il presidente BCE arriva in sede

Mario Draghi arriva in sede di conferenza stampa, accolto come sempre dai flash e dagli obiettivi dei fotografi. Si parte.

Il comunicato sorprende

Nulla di nuovo sul fronte dei tassi di interesse che, stando al comunicato stampa reso noto dall’Eurotower, rimarranno ai livelli attuali per un prolungato periodo di tempo e ben oltre l’orizzonte degli acquisti netti di attività.

Quanto alle misure non convenzionali di politica monetaria, il Consiglio direttivo conferma che intende effettuare gli acquisti netti di attività, all’attuale ritmo mensile di 30 miliardi di euro, sino alla fine di settembre 2018, o anche oltre se necessario, e in ogni caso finché il Consiglio direttivo non riscontrerà un aggiustamento durevole dell’evoluzione dei prezzi coerente con il proprio obiettivo di inflazione.

L’Eurosistema reinvestirà il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del programma di acquisto di attività per un prolungato periodo di tempo dopo la conclusione degli acquisti netti di attività e in ogni caso finché sarà necessario. Ciò contribuirà sia a condizioni di liquidità favorevoli sia a un orientamento di politica monetaria adeguato.

Il Presidente della BCE illustrerà i motivi di tali decisioni nella conferenza stampa che avrà luogo questo pomeriggio alle ore 14.30 (ora dell’Europa centrale)”.

Come si può notare dal comunicato, la riunione BCE ha eliminato qualsiasi riferimento ad un deterioramento delle prospettive e delle condizioni finanziarie, escludendo la possibilità di incrementare di nuovo il programma di acquisto asset.

“Se le prospettive diverranno meno favorevoli, o se le condizioni finanziarie risulteranno incoerenti con ulteriori progressi verso un aggiustamento durevole del profilo dell’inflazione, il Consiglio direttivo è pronto a incrementare il programma di acquisto di attività (PAA) in termini di entità e/o durata”,

così aveva recitato il comunicato stampa di gennaio.

Il contenuto seguente è stato redatto prima della riunione BCE e prima della conferenza stampa ed ha riguardato le previsioni del mercato in merito all’odierno meeting.

Riunione BCE in focus: via l’easing bias?

Ad irrompere sul mercato negli ultimi giorni è stata la tesi per cui l’odierno meeting potrebbe portare all’eliminazione dell’espansivo termine “Bias” riferito al Quantitative Easing dell’Eurotower. L’attuazione della proposta (già avanzata da alcuni membri del Board in occasione della riunione BCE di gennaio) e dunque l’addio al suddetto termine, escluderebbero così le possibilità di tornare indietro con il programma.

“Il massimo che potrebbe accadere in sede di consiglio sarebbe una discussione sull’eventuale eliminazione del ‘Bias’ espansivo sul piano della comunicazione ai mercati.”

avevano commentato gli esperti di Reuters già la scorsa settimana.

Un sondaggio condotto proprio da questi ultimi ha alzato il velo sulla view oggi prevalente: un terzo degli economisti intervistati è convinto che la rimozione del Bias avverrà oggi, mentre la maggioranza degli esperti sta già pensando alla prossima riunione BCE di giugno. In ogni caso, l’eliminazione del termine avvicinerà la zona Euro all’obiettivo di inflazione al 2%.

Avendo promesso una revisione della comunicazione già a partire da “inizio 2018”, e in virtù di un programma di acquisti prossimo al termine, è probabile che la BCE fornirà qualche piccolo indizio aggiuntivo rispetto a quanto già affermato a dicembre, per preparare gli investitori e creare terreno fertile ad una prossima più ampia revisione della politica monetaria prevista per i mesi estivi.

Crescita e inflazione nel mirino: stime al rialzo?

Altri temi caldi oggi saranno l’inflazione e la crescita economica. Stando al consensus, l’odierna riunione BCE e la successiva conferenza stampa di Draghi rivedranno al rialzo le previsioni sui prezzi al consumo, nonostante indici ancora sottotono. Il motivo della possibile revisione sarà da ricercare nelle dinamiche e nei miglioramenti osservati sul fronte dei beni industriali.

Da un lato, la crescita del blocco e la discesa della disoccupazione aiuteranno l’inflazione a salire. Dall’altro, però, il rimbalzo impiegherà mesi e sarà complicato soprattutto dall’apprezzamento dell’euro contro il dollaro.

Anche le stime sulla crescita economica potrebbero essere oggi riviste, seppur lievemente, al rialzo. Quelle relative al 2018 potrebbero passare dal 2,4% al 2,5%.

In conclusione, la riunione BCE e la conferenza stampa di Mario Draghi non dovrebbero oggi rivelare particolari novità dal punto di vista della politica monetaria. Come sempre, però, le parole del presidente e il tono dell’istituto saranno monitorati accuratamente con l’obiettivo di scovare maggiori e corposi indizi sul futuro cammino dell’Eurotower.

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