Ravvedimento operoso 2015: le sanzioni sono retroattive. I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Vittoria Patanè

05/02/2015

05/02/2015 - 14:37

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Ravvedimento Operoso 2015: le sanzioni sono retroattive. Tutti i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate su cambiamenti, decorrenza e violazioni che possono accedere all’istituto

Ravvedimento operoso 2015: le sanzioni sono retroattive. I chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate

Cambia il ravvedimento operoso nel 2015 e con esso le sanzioni da applicare in caso di violazione. L’Agenzia delle Entrate, nel corso degli incontri con la stampa secializzata, interviene sulla questione chiarendo che le suddette sanzioni sono retroattive e quindi vengono applicate anche alle trasgressioni commesse prima che i cambiamenti entrassero in vigore e non ancora regolarizzate.

Ma vediamo di saperne di più.

Ravvedimento operoso 2015: cosa cambia?
La Legge di Stabilità 2015 ha applicato delle modifiche all’articolo 13, comma 1 del Decreto Legislativo n.472/1997.

I cambiamenti riguardano in particolare:
- l’accesso al ravvedimento operoso, consentito anche nel caso in cui i termini previsti dalle norme vigenti fino al 31 dicembre 2014, nonché - per i tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate - a prescindere dalla circostanza che la violazione sia già stata constatata o che siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento, delle quali i soggetti interessati abbiano avuto formale conoscenza, salvo la formale notifica di un atto di liquidazione o accertamento o il ricevimento delle comunicazioni di irregolarità in materia di imposte sui redditi e di IVA.

- il ravvedimento medio: in questo caso la sanzione viene ridotta di 1/9 del minimo se la regolarizzazione avviene entro il 90esimo giorno successivo al termine previsto per la presentazione della dichiarazione, cioè, nel momento in cui non è prevista la dichiarazione periodica, entro 90 giorni dall’omissione o dall’errore commesso.

Ravvedimento operoso 2015: decorrenza
Le nuove disposizioni in materia di avvedimento si applicano con decorrenza 1°gennaio 2015. Da sottolineare che l’Agenzia delle entrare riteneva già retroattive le nuove norme, in relazione alle violazioni ancora suscettibili di ravvedimento.
A conferma basta leggere la circolare n.10/E del 19 marzo 2012 che riduce le sanzioni dovute per il ravvedimento, rendendo maggiormente conveniente il ricorso all’istituto affermandone l’applicabilità a “tutte le fattispecie di regolarizzazione perfezionate a decorrere da tale data, anche se aventi ad oggetto violazioni commesse in tempo anteriore”.

La stessa Agenzia delle Entrate è intervenuta a chiarire l’orientamento, affermando che le nuove disposizioni relative al ravvedimento operoso nel rispetto del principio di legalità di cui all’art. 3, D.Lgs. n. 472/1997, si applicano anche con riguardo alle violazioni che alla data del 1° gennaio 2015 siano già state constatate dall’ufficio ma non siano ancora state interessate da atti accertativi, liquidatori o da cartelle di pagamento.

Ciò significa che, in virtù del favor rei, le violazioni precedenti al 1°gennaio 2015 sono soggette a ravvedimento a condizione che non ci sia stata alcuna notifica di atti di liquidazione e di accertamento, ivi incluse le comunicazioni di cui agli articoli 36-bis e 36-ter, D.P.R. n. 600/1973 e 54-bis del D.P.R. n. 633/1972 relative alle violazioni oggetto di regolarizzazione.

Ravvedimento operoso 2015: quali violazioni?
L’Agenzia delle Entrate ha inoltre sottolineato che, in presenza di un PVC, il contribuente ha l’opportunità di regolarizzare solo alcune delle violazioni constatate. S
’Agenzia precisa che in presenza di un PVC il contribuente può regolarizzare solo alcune delle violazioni constatate. Secondo quanto affermato, anche se la violazione è stata precedentemente constatata tramite PVC:

“non muta la natura e le finalità dell’istituto del ravvedimento operoso - che rimane un atto di regolarizzazione spontanea da parte del contribuente - nel senso che non lo trasforma in un atto di acquiescenza ai rilievi contenuti nel PVC”.

In questi casi dunque “sarà onere del contribuente comunicare agli Uffici i distinti rilievi per i quali si intende prestare acquiescenza”.

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