Quali sono i viadotti e ponti a rischio crollo in Italia?

Dopo il crollo del viadotto sulla A6 Torino-Savona e la tragedia del ponte Morandi a Genova, sono diverse altre le strutture in Italia che sarebbero a rischio crollo a causa di controlli mancanti o taroccati.

Quali sono i viadotti e ponti a rischio crollo in Italia?

l’Italia ha rischiato di rivivere un incubo simile a quello del crollo del Ponte Morandi a Genova. Questa volta sempre in Liguria a venire giù è stato un viadotto sulla A6 Torino-Savona, senza fortunatamente provocare nessun morto o ferito.

Una tragedia sfiorata dovuta dal maltempo: a causa delle piogge torrenziali degli ultimi giorni, verso le ore 14.00 di domenica 24 novembre una frana proveniente dalla collina circostante si è abbattuta sul viadotto della Madonna del Monte che si è letteralmente spezzato in due.

Fortunatamente nessun automobilista transitava sul tratto in quel momento, con le altre vetture accorrenti che hanno fatto in tempo a fermarsi evitando così di precipitare nel burrone che si è venuto a creare.

Un nuovo crollo questo avvenuto nel savonese che ha messo ancora una volta a nudo tutta la fragilità delle infrastrutture in Italia: nonostante l’allarme scattato con la tragedia del Ponte Morandi, ancora adesso sono diversi i ponti e viadotti a rischio nel nostro Paese.

Leggi anche Ponte Morandi: secondo le indagini i sensori non funzionavano da 3 anni

Italia: la mappa dei ponti e viadotti a rischio

L’ondata di maltempo che sta imperversando su tutta l’Italia ha riacceso ancora una volta i riflettori su quanto sia a rischio il nostro Paese. Oltre al crollo del viadotto sulla A6, anche sulla A12 Torino-Piacenza si è creata una voragine. Fortunatamente in entrambi i casi non ci sono stati feriti.

La Torino-Savona dove per una frana è venuto giù il viadotto della Madonna del Monte è gestita dal gruppo Gavio, che nel 2012 ha rilevato l’autostrada da ASPI: dopo il crollo di Genova, sono stati posizionati 3.000 sensori su questo tratto investendo 270 milioni.

In totale in Italia ci sono oltre 7.000 infrastrutture tra ponti e gallerie. Una recente indagine dell’ANAS ha portato alla luce come nel Bel Paese ci siano circa 1.400 viadotti che non hanno un gestore specifico e, di conseguenza, non sono per nulla monitorati.

Nel decreto Genova l’ex ministro Danilo Toninelli aveva previsto la creazione della Ansfisa (Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali), con lo scopo di accorpare sotto un unico ente la vigilanza su strade e ferrovie.

Il regolamento della Ansfisa però è stato scritto soltanto lo scorso luglio e attualmente è in attesa del parere del Consiglio di Stato. Al momento c’è soltanto l’organigramma dei vertici che sono stati nominati, mentre manca la dotazione organica e soprattutto l’operatività.

Stando all’ultimo report dell’Unione Province Italiane sono quasi 2.000 i ponti e viadotti che avrebbero bisogno di interventi urgenti. In particolare sono quattro le situazioni che vengono considerate in generale le più a rischio vista l’alta densità di traffico.

  • Meda-Milano (Lombardia) - SP35
  • Manna (Campania) - SS90
  • Akragas (Sicilia) - SS115
  • Cannavino (Calabria) - SS107

Questo è l’elenco invece degli altri viadotti autostradali che sono considerati dei sorvegliati speciali, visto che i loro report sulla sicurezza sarebbero stati falsificati.

  • Bormida (Liguria) - A26
  • Gargassa (Liguria) - A26
  • Busalla (Liguria) - A7
  • Coppetta (Liguria) - A7
  • Ponte ad Archi (Liguria) - A10
  • Velino (Liguria) - A12
  • Bisagno (Liguria) - A12
  • Moro (Abruzzo) - A14
  • Paolillo (Puglia) - A16

Le criticità maggiori dipendono dal fatto che ponti e viadotti in Italia sono vecchi, una buona parte sono stati costruiti tra il 1955 e il 1980, oltre al fatto che spesso mancano i monitoraggi oppure in alcuni casi sarebbero stati “ammorbiditi” come emerso dall’inchiesta della Procura di Genova sul crollo del Ponte Morandi.

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Argomenti:

Italia Ponte Morandi

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