I prezzi della benzina in Italia continuano a scendere, in un trend che si sta rivelando difficilmente prevedibile. Il petrolio intanto continua nel suo percorso di alti e bassi.

Mercoledì è crollato del 24% raggiungendo i minimi da 18 anni a questa parte per poi recuperare nella giornata di ieri e in quella di oggi. L’andamento del greggio è condizionato principalmente dall’impatto economico che il coronavirus sta avendo a livello globale ma anche dalla guerra energetica tra Russia e Arabia Saudita.

La richiesta è destinata a diminuire e i timori di una recessione potrebbero farla sprofondare.

Prezzi benzina e l’effetto coronavirus

Il petrolio sta subendo un contraccolpo notevole a causa della diffusione del coronavirus in tutto il mondo e i prezzi della benzina vengono influenzati di conseguenza.

Due giorni fa l’indice del greggio texano, il WTI, punto di riferimento per il petrolio statunitense, ha raggiunto i 20,37$ al barile, giù del 24,4%. Una prestazione che non si registrava da febbraio 2002. A fine giornata ha toccato addirittura i 20,06$. Per quanto riguarda invece l’indice Brent ha raggiunto i minimi dal 2003 scambiando a 24,67$, un calo del 14,1%. Dopo la buona prestazione di ieri si sono posizionati rispettivamente sui 28,22$ e sui 32,53$.

Il petrolio in realtà non è solamente influenzato dalla poca richiesta ma anche dalla produzione. L’Arabia Saudita e la Russia, infatti, nonostante il rallentamento negli spostamenti e nelle attività in generale, sono pronte ad aumentarla. L’alleanza triennale dell’OPEC+ scade a fine mese e non verrà rinnovata, visto che le trattative sono fallite dopo il vertice di Vienna del 6 marzo. La proposta in quell’occasione era stata proprio quella di ridurre le quote di produzione.

Le nazioni potranno decidere in piena autonomia e il regno saudita ha già annunciato di voler aumentare la propria produzione a 12,3 milioni di barili al giorno nel mese di aprile, rispetto ai 9,7 milioni di febbraio. Anche la Russia potrebbe prendere un’iniziativa simile.

Le previsioni sul petrolio e i prezzi dei carburanti

Nella giornata di martedì, Goldman Sachs ha modificato le proprie previsioni per il secondo trimestre, prospettando il WTI e il Brent sui 20$ al al barile. L’agenzia di rating infatti crede che il consumo di petrolio sia calato di 8 milioni di barili al giorno e non è chiaro quando questa situazione possa andare avanti o se possa addirittura peggiorare.

Il prezzo della benzina sta risentendo della situazione ed è in calo anche in Italia. La verde in servizio standard è arrivata a 1,645 euro/litro, il Diesel a 1,534 euro/litro e il GPL tra lo 0,604 e lo 0,623. In self-service invece si registrano rispettivamente questi prezzi medi: 1,495 euro/litro per la benzina e 1,382 euro/litro per il gasolio. I ribassi potrebbero continuare anche nei prossimi giorni.