Il costo per un pieno di benzina è schizzato da 60 a quasi 85 euro in 20 anni

Alberto De Pasquale

24/06/2025

In vent’anni ecco di quanto sono aumentati i prezzi dei carburanti. Cosa può succedere con il possibile blocco dello Stretto di Hormuz?

Il costo per un pieno di benzina è schizzato da 60 a quasi 85 euro in 20 anni

I prezzi dei carburanti ora sono osservati speciali. Dopo gli attacchi degli Stati Uniti alle basi iraniane, la preoccupazione principale è naturalmente la guerra in Medio Oriente, con lo spettro di uno scontro aperto che potrebbe salire di intensità. Ma di riflesso ci sono conseguenze collaterali, di natura commerciale, potenzialmente pesanti per le tasche degli automobilisti e non solo.

A maggio fare il pieno di benzina per un’auto con un serbatoio di capacità media (50 litri) è costato in Italia circa 84,7 euro; nello stesso mese di quindici anni fa ne sarebbero bastati 69,6 e vent’anni fa poco più di 60, ossia quasi 25 euro in meno rispetto a quanto pagato oggi. Lo scorso maggio il prezzo medio (mensile) della benzina è finalmente sceso a 1,695 euro al litro, a livelli che negli ultimi tre anni erano stati più l’eccezione che la regola.

Ora c’è da chiedersi cosa succederà per l’ultima settimana di giugno e a partire da luglio. Al momento è solo un’ipotesi, ma la possibile chiusura da parte dell’Iran dello Stretto di Hormuz, da cui passa circa il 20% del petrolio scambiato nel mondo (e anche un quinto del commercio globale di gas naturale liquefatto), non è da sottovalutare.

Cosa sta influenzando i prezzi dei carburanti?

Nei giorni scorsi la Cgia Mestre, non aveva rilevato «alcun significativo aumento del prezzo alla pompa dei carburanti», a differenza di ciò che si verificò a pochi giorni dall’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio del 2022. L’avvertenza, comunque, è che fosse troppo presto per fare bilanci definitivi e infatti adesso si guarda con apprensione alle quotazioni del petrolio, con Wti e Brent, i due principali riferimenti riconosciuti a livello mondiale, in aumento negli ultimi giorni. Stando alle stime di alcuni analisti, un blocco di Hormuz potrebbe spingere il barile fino a 130 dollari.

Secondo uno studio congiunto del Centro di formazione e ricerca sui consumi e Assoutenti, rispetto alla prima settimana di giugno il prezzo della benzina è cresciuto in media di sei centesimi al litro, mentre quello del gasolio è aumentato di 8,5 centesimi. Il timore è che i prezzi dei carburanti possano tornare ai massimi storici, ossia sopra quota due euro al litro: livelli già sperimentati dagli automobilisti italiani pochi anni fa e poi gradualmente lasciati alle spalle negli ultimi mesi.

Come si legge nella serie storica del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, il prezzo medio mensile più alto mai registrato per la benzina in Italia, di 2,034 euro al litro, è stato toccato nel giugno del 2022. Da quel momento il prezzo ha cominciato a scendere, principalmente grazie al taglio temporaneo delle accise previsto dal governo Draghi come misura di sostegno contro i rincari energetici. Da gennaio 2023, esaurita la misura, il prezzo della benzina è tornato sopra quota 1,834 euro al litro, iniziando la lenta discesa, non priva di qualche rialzo, che ha portato agli attuali 1,695 euro al litro, il valore medio mensile più basso degli ultimi quattro anni (se si escludono quelli rilevati durante il temporaneo taglio delle accise).

Prezzo medio della benzina al litro in Italia

Maggio 2025: 1,695 euro
Maggio 2020: 1,365 euro
Maggio 2015: 1,614 euro
Maggio 2010 1,392 euro
Maggio 2005 1,209 euro

Discorso simile vale per il gasolio auto, che a maggio ha avuto un prezzo medio mensile di 1,590 euro al litro, contro gli 1,256 dello stesso mese del 2020 e poco più di un euro al litro nel 2005.

Prezzo medio del gasolio auto al litro in Italia

Maggio 2025: 1,590 euro
Maggio 2020: 1,256 euro
Maggio 2015: 1,480 euro
Maggio 2010: 1,241 euro
Maggio 2005: 1,071 euro

Il Parlamento iraniano ha già appoggiato il blocco dello stretto, la decisione finale spetta al Consiglio supremo di sicurezza nazionale della Repubblica islamica. Bisogna sottolineare che dal 1979 a oggi l’Iran ha minacciato più volte di chiudere Hormuz, senza mai di fatto procedere al blocco, che avrebbe conseguenze fortemente negative per l’Iran stesso.