Popolari, non solo Banco Bpm: ecco le prossime fusioni in calendario

Ex popolari: dopo un 2016 disastroso, gli istituti di credito italiani provano a rilanciarsi e ad attuare un difficile percorso di risanamento, che in molti casi passa per operazioni di m&a (merger and acquisitions).

Popolari, non solo Banco Bpm: ecco le prossime fusioni in calendario

Dopo un 2016 disastroso, gli istituti di credito italiani provano a rilanciarsi e ad attuare un difficile percorso di risanamento, che in molti casi passa per operazioni di m&a (merger and acquisitions, fusioni e acquisizioni).

E’ il caso delle nozze tra Bpm e Banco Popolare, che a partire dal primo gennaio hanno dato vita al terzo gruppo bancario del Belpaese: Banco Bpm. L’esempio dell’istituto guidato da Giuseppe Castagna sarà presto imitato da altre banche ex popolari.

Ieri il cda del Credito Valtellinese ha scelto Mediobanca ed Equita Sim come advisor per l’analisi delle operazioni strategiche (leggasi aggregazioni). L’ipotesi di una fusione tra Creval e la Popolare di Sondrio ha tenuto banco a lungo, ma al momento non sembra essere praticabile.

Popolari, le prossime fusioni: Creval cerca un partner

Dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato, infatti, la banca guidata da Mario Pedranzini ha bloccato la trasformazione in società per azioni prevista dalla riforma delle popolari varata nel 2015 dal governo Renzi.

Come evidenziato oggi da Milano Finanza, per Creval - dopo un lungo corteggiamento a Bpm, finita tra le braccia del Banco Popolare, e di Veneto Banca, promessa sposa della Popolare di Vicenza con la benedizione del fondo Atlante - la soluzione più congeniale sarebbe un’aggregazione con la Banca Popolare dell’Emilia Romagna.

Ma non si tratterebbe di un matrimonio tra pari. Creval ha attivi per 26 miliardi e una capitalizzazione di 455 milioni, mentre attivi e capitale di Bper ammontano rispettivamente a 63 e 2,5 miliardi.

Dopo un’eventuale fusione, Alessandro Vandelli - attuale ad di Bper - potrebbe assumere la guida del nuovo istituto, mentre la presidenza andrebbe a Miro Fiordi, che ora è a capo di Creval.

Dal canto suo, Bper è al lavoro per costituire un nocciolo duro di azionisti (il quale dovrebbe comprendere imprese, fondazioni e Unipol) allo scopo di blindare fino al 20-25% del capitale.

L’ultimo downgrade dell’Italia potrebbe velocizzare m&a tra banche

Secondo Mediobanca le operazioni di m&a potrebbero subire un’accelerazione dopo l’ultimo downgrade sull’Italia deciso dall’agenzia di rating canadese DBRS. Nel dettaglio gli economisti di Toronto hanno abbassato il giudizio sul Belpaese da A (low) a BBB (high) sulla base di

“una combinazione di fattori, incluse l’incertezza sulla capacità politica di realizzare le riforme strutturali e la persistente debolezza del sistema bancario, in un periodo di crescita fragile”.

Stando al giudizio di alcuni broker, il taglio del rating avrà un impatto limitato sulle banche italiane. Per Equita Sim il downgrade comporterà un rialzo delle garanzie del 10% e un assorbimento di 21 miliardi di euro di liquidità.

Mediobanca invece ritiene che gli istituti di credito di minori dimensioni con un accesso al mercato limitato e problemi di liquidità più ingenti siano destinati a soffrire di più, optando dunque per una velocizzazione del loro processo di consolidamento.

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Banche Gruppo BPER

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