Di fronte all’aumento del rischio legato a una recessione negli Stati Uniti, gli invenstitori si domandano quale possa essere la scelta più intelligente da compiere in sede di gestione del proprio patrimonio.
Gli analisti guardano con molto interesse le obbligazioni, storcendo il naso riguardo le azioni. Nonostante questo, anche il comparto obbligazionario presenta dei rischi che non possono essere ignorati.
L’impatto di una recessione su economie e mercati
Una recessione è una fase di declino dell’economia in cui c’è una riduzione significativa e generalizzata dell’attività economica di un Paese. Questa delicata fase, solitamente, è accompagnata da una drastica riduzione della spesa dei consumatori e un aumento del livello di disoccupazione nel Paese. È probabile infatti che le imprese ridurranno la produzione, licenzieranno dipendenti o addirittura falliranno creando uno stato di disagio finanziario all’interno del Paese. Le recessioni possono avere quindi conseguenze significative sulla vita delle persone e, qualora l’economia non trovi la forza di stabilizzare le proprie variabili, il Paese potrebbe cadere in una stato di crisi o depressione.
I governi e le banche centrali di solito cercano di mitigare gli effetti delle recessioni attraverso politiche economiche adeguate, anche se non sempre hanno la possibilità di intervenire prontamente. Negli ultimi decenni, grazie agli interventi mirati di banche centrali e governi, le economie sono riuscite a evitare la ricorrenza di depressioni su larga scala, concentrandosi sulla gestione delle recessioni e sulla promozione della ripresa economica.
La recessione è generalmente correlata al PIL (Prodotto Interno Lordo) di un Paese. Il PIL rappresenta il valore di tutti i beni e servizi prodotti in un’area geografica specifica durante un determinato periodo di tempo. La recessione viene spesso definita come una contrazione del PIL per due trimestri consecutivi mentre la depressione è tipicamente assoggettata a una recessione dalla lunga durata, sicuramente pluriennale. Molti analisti reputano altamente probabile che gli Stati Uniti dovranno affrontare nel corso di questo o dei prossimi anni una recessione che, secondo la maggior parte degli esperti, sarà di breve durata.
Gli indicatori che portano a pensare a questa conclusione sono molti, e persistono ormai da mesi. Per tale ragione diversi trader e investitori si domandano cosa potrebbe accadere al mercato finanziario statunitense qualora la tanto temuta e attesa recessione dovesse «finalmente» sorgere.
Il mercato azionario non è stato un buon asset in periodi di recessione
Sebbene il mercato azionario stia scontando nuovamente un periodo di forte crescita, storicamente in periodi recessivi le azioni hanno spesso sottoperformato rispetto ad altre asset-class. L’andamento delle partecipazioni di capitale tende a essere particolarmente correlato con le aspettative di profitto delle imprese e dall’andamento dei fondamentali della società.
L’interesse per un’azione sale con il progressivo aumento dei margini di profitto dell’impresa che la emette, comportando un progressivo innalzamento del prezzo. Questo, negli ultimi anni, si è avverato solo in parte a causa dell’incontrollata finanziarizzazione dell’economia, dall’aumento vertiginoso dell’afflusso di moneta circolante nel sistema, che ha causato un importante divario rispetto all’economia reale e tante «bolle» finanziarie.
Sebbene durante una recessione l’andamento delle azioni sul mercato dipenda dalla combinazione di una moltitudine di variabili, il prezzo delle partecipazioni può essere influenzato negativamente. Prima di tutto perché le revenue delle società diminuiscono assieme alle aspettative future degli analisti. Gli EPS tendono a scendere e gli investitori smetteranno di accettare di pagare così tanto le azioni, dato che probabilmente avranno meno profitti. Ciò può portare a una diminuzione del valore delle quotazioni azionarie. Tuttavia, questo non vale sempre e incondizionatamente per la totalità delle società presenti sul mercato: alcuni settori, come quelli legati ai beni di prima necessità o ai servizi sanitari, potrebbero essere meno colpiti rispetto ad altri settori più sensibili all’andamento economico. L’interesse degli analisti resta rivolto nei confronti del settore dei beni di consumo di prima necessità, che dal 2023 sembra aver assunto un andamento complessivamente rialzista.
Le obbligazioni sembrano una buona soluzione
Durante una recessione, le obbligazioni possono comportarsi in modo diverso rispetto alle azioni. Essendo un debito emesso da un’entità (governativa o aziendale) e offrendo un rendimento fisso o variabile nel tempo, le obbligazioni potrebbero essere oggetto di particolare interesse per gli investitori in determinati momenti di una recessione. Ciò può portare a un aumento della domanda e, di conseguenza, a una possibile diminuzione dei rendimenti obbligazionari.
La stessa banca centrale potrebbe intervenire sul mercato obbligazionario per cercare di stimolare l’economia adottando politiche di allentamento monetario o riducendo i tassi di interesse. Adesso che i tassi d’interesse sono stati aumentati dalla Fed e l’inflazione sembra direzionata verso il basso, gli investitori guardano con estremo interesse il comparto obbligazionario, il quale propone rendimenti allettanti.
Ciò non significa che il comparto dei titoli a reddito fisso sia privo di rischi: è importante notare che, durante una recessione, specialmente se profonda, il rischio di emittente, legato alla detenzione di obbligazioni, può aumentare in maniera vertiginosa.
Occorre quindi ricordare sempre che maggiori rendimenti significano anche maggiori rischi.