Per la Banca Mondiale la crescita cinese continua a rallentare: ma l’Asia rimane l’economia trainante del mondo

La Banca mondiale ha tagliato le stime di crescita per la Cina e per l’intera area pacifica, che da un decennio guida la crescita mondiale: tra gli emergenti molto positiva la Malaysia.

La crescita in Asia sarà meno marcata del previsto: nel EAP (East Pacific Area) la prospettiva di crescita per il 2014 e il 2015 si ferma al 6,9%, di poco inferiore alla precedente stima di aprile, attestata al 7,1%. Per il 2016 la crescita di assesterà al 6,8%.

A dirlo è la Banca mondiale, che ha confermato il leggero rallentamento economico in Asia alla luce delle difficoltà cinesi e ha causa degli scossoni che vengono provocati dal tapering della Federal Reserve americana.

In ogni caso, la Banca Mondiale conferma che la crescita nell’EAP rimane la più spiccata al mondo.

Secondo gli analisti della Banca Mondiale, la revisione al ribasso è dovuta soprattutto al rallentamento dell’economia cinese: Il Pil di Pechino quest’anno crescerà del 7,4% - contro la proiezione di +7,6% - e del 7,2% l’anno prossimo, precedente stima 7,5%, e si assesterà +7,1% nel 2016.

E’ dal 2012, quando la crescita era scesa sotto il 10%, che il livello d’aumento del Pil cinese è in costante calo.

La Banca Mondiale, inoltre, sottolinea come ci siano diversi fattori di incertezza che minano la crescita dell’EAP: indubbiamente pesano le difficoltà nell’Eurozona e in Giappone, ma non va dimenticato il forte irrigidimento delle condizioni monetarie e il possibile aggravamento delle tensioni politiche internazionali.

Secondo il capo economista della Banca Mondiale per l’Asia-Pacifico Sudhir Shetty:

“il modo migliore con cui i Paesi della regione possono affrontare queste sfide è quello di contrastare le aree di vulnerabilità derivanti da politiche fiscali e finanziarie del passato, e di accelerare su riforme strutturali che rafforzerebbero la competitività nelle esportazioni”.

In controtendenza rispetto alla ina, la crescita nelle economie regionali emergenti dovrebbe passare dal 4,8% di quest’anno al 5,3% nel 2015-2016.

Tra i Paesi più positivi spicca la Malaysia, le cui stime di crescita per quest’anno sono state alzate dal 4,9% al 5,7% grazie all’ottima performance in corso delle sue esportazioni.

Male invece la Thailandia, alle prese con una grave crisi politica, le cui previsioni sono state dimezzate all’1,5 %.

Secondo la World Bank, infine, a livello globale nel 2014 si dovrebbe registrare una crescita del 2,6%, mentre per i successivi tre anni la media si assesterà al 3,3 %.

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