Pensioni scuola 2014, mini fuga dei docenti. Quali novità per i Quota 96?

Valentina Brazioli

18 Febbraio 2014 - 16:39

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Pensioni scuola 2014, guardando le prime statistiche relative ai dipendenti scolastici che hanno chiesto di cessare dal servizio a partire dal 1 settembre 2014 emerge un vero e proprio mini esodo, soprattutto per i docenti. Come mai? Scopriamolo insieme.

Pensioni scuola 2014, la grande fuga è in atto. O forse faremmo meglio a parlare di “mini” fuga, vista l’incidenza che la Riforma Fornero ha avuto sulla platea di coloro che già quest’anno potranno accedere al tanto sospirato trattamento pensionistico. Un vero e proprio colpo di accetta che sembra aver terrorizzato l’intero personale dipendente della scuola, sia docente che Ata.

Pensioni scuola 2014: la paura incentiva a lasciare

Per quanto possa suonare strano, la riforma pensionistica targata Fornero sembra aver avuto, tra i non pochi effetti indesiderati, quello di costituire proprio un formidabile incentivo all’andare in pensione appena possibile. Niente male per un meccanismo appositamente pensato per allungare l’età pensionabile, a tutto beneficio dei traballanti conti del nostro welfare. La verità, infatti, è che, come la vicenda dei Quota 96 ci ha insegnato, il comparto scuola teme nuovi agguati politico-parlamentari in materia pensionistica.

Aventi diritto pensione: nel 2014 25 mila invece di 80 mila

Non c’è da stupirsi, quindi, che degli oltre 25 mila dipendenti scolastici idonei per l’accesso al trattamento pensionistico, più del 50 per cento abbia già presentato domanda per la pensione di vecchiaia o quella anticipata. Sono lontani, infatti, i tempi nei quali ci si poteva concedere il lusso di rimanere in servizio, godendosi nel frattempo uno stipendio più alto rispetto a quanto spettante per la pensione. Segno che il rapporto fiduciario con la politica è definitivamente venuto meno, e probabilmente non a torto: senza la Riforma Fornero, infatti, quest’anno i potenziali pensionati sarebbero stati ben 80 mila. Ad oggi, invece, la platea dei richiedenti è costituita soprattutto da docenti al di sotto dei 64 anni e con un’anzianità contributiva tra i 38 e i 39 anni.

Quota 96: nessuna novità all’orizzonte

Un esempio lampante di quanto sostenuto finora è proprio il caso relativo ai cosiddetti Quota 96, dei quali ci siamo già occupati più volte. Nonostante le promesse, il lavoro nelle commissioni parlamentari e l’impegno congiunto di esponenti del Partito democratico e del Movimento 5 stelle, la soluzione tanto attesa non è ancora giunta. Dopo una serie di stop and go, di speranze e delusioni, le cronache di Montecitorio continuano a trasmettere notizie di infiniti rinvii, senza che si riesca a giungere nemmeno a un parere definitivo in merito.

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