Pensioni precoci, ultime novità: per Poletti costi troppo alti

Stefania Manservigi

15 Settembre 2016 - 09:29

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Il Governo rompe il silenzio sulle pensioni dei precoci, il Poletti ammette: «Costi troppo alti». Ogni decisione è rinviata al 21 settembre.

E’ ancora senza lieto fine la situazione dei lavoratori precoci.
Le ultime notizie che riguardano le pensioni dei precoci, infatti, hanno visto il Governo rompere il silenzio e parlare delle prossime mosse in materia. Le premesse non sono tuttavia buone: come anticipato prima della pausa estiva, quando si è deciso di rinviare tutto a settembre, il problema resta quello delle coperture economiche.
Ad anticipare quali sono i piani del Governo per i lavoratori precoci, che da mesi chiedono a gran voce l’approvazione della Quota 41, è stato il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti che ha parlato di costi troppo alti della manovra.

Pensioni precoci, ultime novità: per Poletti costi troppo alti
Uno dei nodi più difficili da sciogliere in vista dell’approvazione della riforma delle pensioni resta quello dei lavoratori precoci. La Quota 41, la proposta di legge chiesta a gran voce dagli interessati, sembra sempre più difficile da realizzare.
A confermare le difficoltà dell’esecutivo nello sciogliere il nodo delle pensioni dei precoci è stato proprio il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti che ha definito il problema

«molto difficile, perché ha un livello di costo molto alto».

Il Ministro non ha comunque chiuso le porte alle richieste avanzate dai lavoratori precoci ma ha aggiunto che

«occorre fare i conti».

A spingere sulla situazione dei lavoratori precoci sono anche i sindacati. Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, ha affermato che il nodo dei lavoratori precoci sarà la chiave della trattativa con il Governo. Il segretario della Uil, Carmelo Barbagallo, ha invece aggiunto:

«Tirino fuori i soldi e troveremo le soluzioni per i lavoratori precoci e per tutti gli altri».

La partita decisiva, quindi, si giocherà il 21 settembre data in cui è stato convocato presso la sede del Ministero del Lavoro il tavolo di confronto tra governo e sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil per «delineare una sintesi sui risultati del ciclo di incontri sui temi della previdenza e delle politiche del lavoro avviato il 24 maggio», come riportato su un dispaccio ministeriale.

Pensioni precoci, novità: le soluzioni ipotizzate
In vista dell’incontro decisivo del 21 settembre, sono ancora poche le indicazioni che trapelano in merito alle possibili soluzioni ipotizzate dal Governo per la questione dei lavoratori precoci.
Poletti, pur avendo sottolineato le difficoltà legate ai costi, non ha tuttavia chiuso le porte a una manovra sui precoci, sottolineando la necessità di fare i conti per capire quali possono essere le soluzioni più idonee da presentare ai sindacati.
Per ora la misura più probabile rimane quella del bonus contributivo che consentirebbe ai lavoratori che hanno lavorato almeno un anno tra i 14 e 18 anni di usufruire di un bonus che va da 4 o 6 mesi di contributi, che verrebbero scalati dall’attuale limite fissato dalla legge Fornero.
Sembra invece essersi rivelata infondata l’ipotesi che prevedeva due mesi di bonus, come annunciato da Roberto Occhiodoro, amministratore del gruppo s Facebook «Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti» che nella giornata di ieri ha incontrato alcuni esponenti del Governo.

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