Pensioni precoci, ultime novità: Quota 41 solo per lavoratori in difficoltà

Si è concluso da poco il tanto atteso incontro tra Governo e sindacati per discutere sulla riforma delle pensioni. Ecco quanto è stato deciso per quanto riguarda i lavoratori precoci.

Si è concluso da poco il tanto atteso e più volte rimandato incontro decisivo tra sindacati e Governo, durante il quale è stata delineata nei dettagli la riforma delle pensioni e gli interventi che verranno attuati nei prossimi tre anni.
Tra le questioni sulle quali è stata assunta una decisione risulta anche quella dei lavoratori precoci, una delle situazioni rimaste in bilico fino all’ultimo.
Da quanto trapelato da fonti sindacali che hanno partecipato all’incontro e nelle conferenze stampa tenute dal Governo e dai sindacati a seguito dello stesso, la soluzione pensata per i precoci sarebbe una Quota 41 riservata a pochi.
Vediamo di seguito quali sono le prime indicazioni sulla riforma che riguardano i precoci.

Pensioni precoci: Quota 41, ma solo per lavoratori in difficoltà
Come annunciato dall’Ansa poco meno di un’ora fa, è stato firmato sia dal Governo che dai sindacati il verbale sugli interventi sul sistema pensionistico: un verbale di cinque cartelle nel quale vengono descritte le misure che dovranno essere messe in campo dall’esecutivo nei prossimi tre anni. Tra queste anche il capitolo precoci che fino all’ultimo ha tenuto con il fiato sospeso i lavoratori appartenenti alla categoria.
In base alle prime indiscrezioni trapelate le aspettative dei precoci che da mesi si stanno battendo per i loro diritti sono state disattese: la riforma delle pensioni pensata dal Governo e approvata dai sindacati, infatti, prevede una Quota 41 solo per alcune tipologie di lavoratori precoci. Nello specifico chi ha lavorato 12 mesi effettivi, anche non continuativi, prima del compimento dei 19 anni potrebbe beneficiare di un’uscita anticipata al raggiungimento dei 41 anni di contributi qualora appartenga alle categorie di lavoratori in difficoltà.
Nei prossimi giorni dovrebbero essere definiti meglio i dettagli della misura, e dovrebbe essere specificato cosa si intenda per lavoratori in difficoltà: tra questi, in linea di massima, dovrebbero essere ricompresi i disoccupati senza ammortizzatori sociali, i disabili e chi ha svolto attività gravose.

Pensioni precoci: eliminate le penalizzazioni
Le notizie che sono giunte al termine dell’incontro tra sindacati e Governo non sono state accolte in maniera positiva dai precoci che da mesi si stanno battendo per la Quota 41, ossia la possibilità di uscita anticipata con 41 anni di contributi senza penalizzazioni e indipendentemente dall’età anagrafica.
Per tutti i precoci che non appartengono alle categorie dei lavoratori in difficoltà, infatti, nella sostanza non cambierà nulla. O quasi. Sembra ormai certa, infatti, l’eliminazione delle penalizzazioni per tutti coloro che andranno in pensione anticipata prima dei 62 anni. Unica nota positiva della giornata.

Sul gruppo Facebook «Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti», intanto, sono arrivate le prime reazioni di disapprovazione sulle misure approvate dai sindacati. Nei prossimi giorni si attendono informazioni più precise su quale sarà nello specifico la platea che potrà beneficiare della Quota 41.

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