Pensioni 2014 per medici: ecco le info aggiornate dall’Enpam

L’Enpam è l’ente previdenziale che opera a sostegno dei medici iscritti e degli odontoiatri. L’ente ha approvato il suo nuovo regolamento in linea con la riforma delle pensioni targata Fornero. Il regolamento stilato dalla fondazione Enpam è stato approvato dal Ministero del Lavoro e dell’Economia ed è entrato in vigore dal primo gennaio del 2013.

Questi i criteri seguiti dall’Ente negli interventi di riordino del regolamento previdenziale:

  • il rispetto del pro rata: la parte di pensione maturata fino al 31/12/2012 verrà calcolata con i vecchi criteri; non verrà toccato quanto assegnato prima del 2013;
  • la valutazione della tenuta del sistema su un unico bilancio tecnico della Fondazione.

Pensione di vecchiaia

Di seguito una tabella che illustra i nuovi requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia:

Per coloro che decidono di rimandare il pensionamento l’ente prevede un premio: i contributi versati dopo il compimento dell’età per la pensione di vecchiaia varranno il 20% in più.

Pensione di vecchiaia anticipata

E’ ancora possibile andare in pensione anticipatamente, ma anche in questo caso il requisito anagrafico è stato modificato dal Ministro Fornero. A partire dal 2014 infatti l’età minima per la pensione anticipata è di 60 anni:

Oltre al requisito minimo anagrafico, per la concessione della pensione anticipata i medici dovranno maturare:

  • anzianità contributiva di 35 anni,
  • anzianità di laurea di 30 anni.

O ancora, chi non abbia raggiunto il requisiti dell’età minima può andare in pensione con 42 anni di contributi e 30 anni di anzianità di laurea,

Chi sceglierà il pensionamento anticipato, in qualsiasi sua forma, avrà una riduzione rispetto alla pensione ordinaria.

Metodo contributivo e aliquote

Il metodo di calcolo dell’Enpam è quello contributivo: le pensioni sono legate ai contributi versati nel corso dell’intera vita lavorativa, con l’uso di un’aliquota di prestazione stabilito dall’Ente. Il metodo utilizzato dall’ Enpam viene definito contributivo indiretto perché, ai fini del calcolo, la prestazione viene determinata in base ai compensi rivalutati.

Tale metodo rimane per i fondi della Medicina generale, per gli Specialisti ambulatoriali e per la Libera professione, ovvero per oltre l’80% delle entrate contributive dell’Enpam.

L’Aliquota contributiva resta fino al 31 dicembre 2014:

  • al 16,5% per i medici di medicina generale,
  • al 15%, per i pediatri,
  • al 24% per gli specialisti ambulatoriali
  • al 12,5% per i liberi professionisti.

Nel 2015 l’aliquota passerà:

  • al 17% per i medici,
  • al 16% per i pediatri,
  • per i medici ambulatoriali ci sarà un aumento graduale di un punto percentuale all’anno fino al raggiungimento del 32,65% (nel 2023),
  • per i liberi professionisti ci sarà un aumento graduale di un punto all’anno fino al raggiungimento del 19,5% (nel 2021).

Per i medici di medicina generale i contributi versati dal primo gennaio 2013 verranno trasformati in rendita mensile con un’aliquota di prestazione (o di rendimento) dell’1,4%. Per i pediatri quest’aliquota verrà calcolata in proporzione all’aliquota di contribuzione fino a raggiungere l’1,4% dal 2025 in poi.

L’aliquota di prestazione (o rendimento) per gli specialisti ambulatoriali sarà il 2,10% all’anno (per gli iscritti con contratto di dipendenza sarà del 2,30%). Visto che la pensione verrà calcolata con il contributivo indiretto, la somma maturata fino al 31 dicembre 2012 verrà rivalutato al 100% dell’Istat.

Per i liberi professionisti i contributi versati dal primo gennaio 2013 verranno trasformati in rendita mensile con un’aliquota di prestazione (o rendimento) dell’1,25%. È previsto anche un aumento del tetto di reddito entro il quale si pagano i contributi ordinari: nel 2014 sarà di 85.000 euro, fino ad agganciarsi, dal 2015 in poi, al massimale stabilito dalla legge per l’Inps.

Quota A e Quota B

La pensione di vecchiaia é costituita dalle seguenti quote:

  • Quota A, corrispondente ai contributi minimi versati dell’iscritto;
  • Quota B, corrispondente ai contributi eccedenti i suddetti minimi.

Con la riforma delle pensioni, la quote da versare per la quota A e la quota B restano sostanzialmente invariate, cambia solo il meccanismo d’indicizzazione della quota A: dal primo gennaio 2013 i contributi saranno indicizzati nella misura del 75% del tasso di inflazione maggiorato di un punto e mezzo percentuale.

Il fondo generale o quota A è il fondo pensionistico obbligatorio per tutti i medici e gli odontoiatri iscritti all’Ente. La quota A garantisce:

  • una pensione di base (attualmente di circa 200 euro al mese);
  • una pensione di circa 15 mila euro (minimo) nei casi di invalidità o di decesso dell’iscritto in attività (si applica anche ai giovani medici o dentisti indipendentemente da quanti contributi hanno versato);
  • l’indennità di maternità anche se l’iscritta non ha redditi professionali;
  • prestazioni assistenziali (es: calamità naturali, indigenza, assistenza domiciliare).

Per consultare il Regolamento del Fondo di Previdenza Generale clicca QUI.

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