Nuovi incentivi auto con bonus-malus. Come funzionano e come ottenerli

I nuovi incentivi per l’acquisto delle auto non costeranno un euro allo Stato, ma saranno finanziati da una tassa sulle macchine più inquinanti: il cosiddetto bonus-malus. Ecco tutti i dettagli.

Secondo indiscrezioni riportate da il Sole 24 Ore, il Ministero dello Sviluppo economico guidato da Flavio Zanonato starebbe mettendo a punto una proposta per venire incontro alle crescenti difficoltà del settore automobilistico in Italia: incentivi all’acquisto di auto nuove seguendo il modello francese del bonus-malus.

Una formula che coniugherebbe le esigenze di contabilità pubblica (non sarebbe infatti lo Stato a dover erogare i finanziamenti) con la necessaria attenzione alla questione ambientale: a finanziare gli incentivi sarebbero direttamente le tasse sulle vetture con le maggiori emissioni di anidride carbonica (CO2). Una svolta tutta green, quindi, che punta a sostenere un mercato dell’automobile sempre più in crisi nel nostro Paese, incentivando le vendite dei modelli a bassa emissione.

Niente rottamazione

Sembra quindi da escludersi un ritorno alla forma di incentivazione classica, basata sulla rottamazione delle vecchie auto. E’ stato lo stesso Zanonato, commentando il costante calo delle immatricolazioni in Italia, ad affermare:

C’è una contrazione del mercato, vediamo quali misure possiamo adottare per farlo ripartire. Non ci saranno nuovi incentivi alla rottamazione, pensiamo più a interventi che aiutano il campo della trazione alternativa come metano, elettrico e ibrido.

Come funziona il bonus-malus

In attesa di chiarimenti dal Ministero dello Sviluppo economico, quello che possiamo dedurre dall’esperienza dei nostri cugini d’Oltralpe è che verrebbe fissata una soglia alle emissioni di CO2: le auto ad avere diritto ai bonus sarebbero solo quelle le cui emissioni inquinanti non superano tale limite. Al contrario, tutte le vetture che inquinano di più verrebbero vincolate a una tassa supplementare già all’atto dell’immatricolazione, il cui importo potrebbe essere proporzionale all’entità dello sforamento. Non si tratterebbe, quindi, di una penalizzazione verso chi possiede già una vettura troppo inquinante (e magari non può permettersi di cambiarla), ma di un tentativo di disincentivare l’acquisto di automobili con eccessive ripercussioni sull’ambiente. Una proposta che, secondo il Sole 24 ore, consentirebbe inoltre di eliminare il contestatissimo superbollo sui veicoli più potenti e di superare il tradizionale sistema di incentivi statali, sempre più esigui ed inadeguati.

Il caso francese

Un modello che in Francia ha funzionato persino troppo bene: nel 2013, infatti, il numero delle auto “verdi” con diritto al relativo ecobonus è aumentato al punto da non essere più coperto dal “malus” previsto per le vetture inquinanti, comportando una perdita per lo Stato di oltre 100 milioni di euro. Proprio per questo, nella legge finanziaria per il 2014, il Paese transalpino inasprirà fortemente la tassazione per le auto inquinanti (definite tali a partire da 131 g/km di CO2 e non più da 136 g/km). Secondo Autoactu, il più famoso portale internet francese sull’informazione automobilistica, si arriverebbe al pagamento di un malus che varierà dai 150 fino agli 8000 euro, consentendo così alle casse dello Stato di continuare a sovvenzionare l’acquisto di auto a bassa emissione.

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