Lavoro: in Italia 70mila assunzioni in arrivo in questo settore

Si stimano oltre 70mila assunzioni in Italia nel comparto della mobilità elettrica. Le realtà del settore e il Ministero per l’Ambiente stanno lavorando alla creazione di una filiera italiana del riciclo delle batterie delle auto elettriche. Vediamo il dettaglio.

Lavoro: in Italia 70mila assunzioni in arrivo in questo settore

Il lavoro in Italia si prepara a crescere. Sono in arrivo migliaia di opportunità di assunzioni legate allo sviluppo della mobilità elettrica nel territorio. Grazie ad un nuovo progetto per il riciclo delle batterie delle auto elettriche che potrebbe portare alla nascita di oltre 70mila assunzioni.

Il progetto che sta prendendo forma ad opera del Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo Cobat e di diversi altri attori del panorama italiano, andrà a coinvolgere oltre 10mila aziende con un’importante ricaduta sul territorio in termini di occupazione, sviluppo e innovazione.

La mobilità elettrica è arrivata in Italia, come spesso succede, con uno scoppio ritardato ma grazie alle politiche di incentivi messe in atto e a un settore in continua evoluzione, sta rapidamente crescendo anche nel nostro Paese. Vediamo insieme quali sono le opportunità di lavoro e le figure ricercate.

Lavoro, in Italia 70mila posti nell’e-mobility

Un progetto tutto italiano sul riciclo delle batterie delle auto elettriche che punta in duplice direzione: creare nuovi posti di lavoro che secondo le previsioni saranno almeno 70mila nei prossimi anni, e dare una spinta all’innovazione italiana nel settore dell’e-mobility.

Il progetto, ancora in fase embrionale, punterà a creare un sistema di riutilizzo della batteria dei veicoli elettrici; una filiera italiana che dia nuova vita alla componente essenziale della mobilità a zero emissioni.

Tra i soggetti promotori del progetto ci sono il Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo Cobat, il Gruppo FCA (Fiat Chrysler Automobiles) e il Ministero per l’Ambiente.

Le batterie quando vengono dismesse hanno infatti ancora un’importante percentuale di carica residua, queste possono essere riutilizzate facendo fronte a una domanda sempre maggiore di storage elettrico proveniente dallo sviluppo delle fonti di energia rinnovabili in Europa.

Gli studi stimano che nel 2030 in Italia, il settore lavoro potrà essere occupato da più di 10mila aziende operanti nella mobilità elettrica che, come detto, è oggetto di una crescita accelerata in Europa e non solo.

Si ricorda che l’UE ha emanato diverse direttive allo scopo di incentivare l’uso di auto elettriche e l’Italia dovrà presto adeguarsi.

Le figure richieste nella mobilità elettrica

Il progetto legato al riciclo delle batterie dei veicoli elettrici sarà rivolto alla ricerca e all’inserimento sia di nuovi profili, ovvero i tecnici che si stanno formando oggi sul tema, sia di risorse che già lavorano nel settore.

Sono in particolare coloro che già lavorano, anche nei settori affini, i più predisposti a una riqualificazione professionale che gli permetta di acquisire le nuove competenze necessarie a restare al passo con i tempi e ovviamente a lavorare nel settore della mobilità elettrica.

Si pensi ad esempio ai meccanici che, indipendentemente dal progetto, dovranno diventare meccatronici in previsione di un futuro sempre più predisposto all’utilizzo di auto elettriche.

Loro e molti altri professionisti del settore sono oggi chiamati ad accettare la sfida del cambiamento per poter lavorare in un mercato nuovo, in espansione, e potenzialmente più importante del vecchio.

Chiaramente, come anticipato, il progetto si trova ancora in fase di definizione perciò non è possibile parlare di candidature.

L’impegno delle grandi aziende nella e-mobility

Si tratta di un settore che a tratti spaventa dato che molte delle maggiori case automobilistiche hanno convertito parte della loro forza lavoro in robot, diminuendo così l’apporto dell’uomo.

In realtà quello che realmente manca, anche nelle grandi compagnie, e su cui si sta investendo è la formazione di personale qualificato che sia in grado di operare nel settore.

In Italia Nissan con il “Nissan Academy tour” ha presentato in diversi atenei un percorso formativo che possa indirizzare i ragazzi delle facoltà ingegneristiche verso una maggiore conoscenza delle auto a zero emissioni, solleticando la curiosità nei confronti di un settore ancora poco incisivo nei percorsi di studio.

Dello stesso avviso Jaguar Land Rover Italia che attraverso lo “Jaguar e-Future Academy” in collaborazione con le università la Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre, sta dando agli studenti più meritevoli la possibilità di aggiudicarsi borse di studio e stage presso i suoi centri di progettazione nel Regno Unito.

Anche se la mobilità elettrica esiste da anni, la sua adozione è decisamente recente per questo, in un certo senso, deve ancora svilupparsi un comparto lavoro in linea con le necessità dell’e-mobility.

Preme ricordare che si tratta di un settore in grande espansione anche in Italia e che, al momento, le figure specializzate sono davvero poche; il nostro consiglio, se siete interessati a intraprendere una carriera nella mobilità elettrica, è quello di puntare sulla formazione che oggi manca.

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