Il punto di vista della GenZ sulla politica

Il punto di vista della GenZ sulla politica

di Marta De Vivo e Paolo Di Falco

La bellezza di essere giovani in un paese per vecchi

Marta De Vivo

15 ottobre 2020

La bellezza di essere giovani in un paese per vecchi

Nascere e crescere in Italia è un valore aggiunto per i giovani: fin da piccoli si è educati alla bellezza e a una profonda tradizione storica. Bisogna solo rendersene conto e ripartire.

“L’Italia non è un paese per giovani” ce lo siamo sentiti dire più e più volte : dai titoli di giornale ai dibattiti in tv sino alle dichiarazioni shock dei più autorevoli professori ed economisti. Eppure mi sento di dire che essere giovane in un paese per vecchi sia la più bella cosa che mi sia mai capitata. Viviamo in un paese dove le opportunità ci sono ma sono nascoste, come quando si entra in un negozio e ci sembra che sia tutto inadatto a noi ma poi in una pila di maglie dell’ultimo scaffale, troviamo la maglia che abbiamo sempre sognato e desiderato. Io questo paese posto al centro del Mar Mediterraneo, lo vedo e dipingo così, il mio piccolo scrigno di tesori inesplorati, un potenziale immenso che non riesce a mostrarsi: una Mona Lisa che fatica a mostrare il suo sorriso per intero, un sorriso nascosto, da scoprire. La Mona Lisa d’Europa, una penisola di menti geniali e invenzioni clamorose, un orgoglio che va oltre il concepibile, il genio italiano continua a far breccia nei nostri cuori anche se non ce ne accorgiamo.

Quando tutto va male, state tranquilli : potrebbe andar peggio.

Il terrorismo psicologico che vedo spesso nei quotidiani e nella maggior parte dei profili social di autorevoli personaggi pubblici e politici mi fa riflettere. Come mai va sempre posto l’accento sulle cose che non vanno e mai su quelle che invece funzionano? Genera più consenso? Aumenta la popolarità?

L’Italia ha delle cose che devono essere riviste, questo lo sappiamo, ma ci sono anche dei lati estremamente positivi di questo paese che meritano di essere raccontati. Siamo un paese democratico, tendenzialmente accogliente, laico e dove l’istruzione è gratuita e garantita a tutti, così come la sanità. Se sei uno studente in Italia e non provieni da una famiglia abbiente, non devi avere paura, perché sai che lo Stato c’è, esiste. Certo, con tutte le sue lentezze e pratiche burocratiche, ma sai che è presente e che ti sostiene.

In Italia c’è moltissima arte e tanto buon gusto, è un paese nel quale per trovare l’ispirazione è sufficiente affacciarsi alla finestra o andare a prendere un caffè in piazza. È un paese nel quale il processo creativo è incredibilmente avvantaggiato dal semplice paesaggio: le montagne, i fiumi, i monumenti. Non vorrei mai essere giovane in un altro paese, dove mi potrebbe possibilmente capitare di uscire in piazza e venire folgorata dalla basilica di San Marco e trovare subito l’energia per lanciarmi in una nuova avventura, in una nuova passione, in un nuovo amore?

Sono entusiasta di essere nata in questo tesoro di colori, tradizioni e perfezioni imperfette, l’Italia è scomposta, perfetta nella sua imperfezione, con acciacchi causati dal tempo eppure così profondamente bella, accattivante, passionale. Il mio è un inno d’amore e devozione al paese che mi ha permesso di essere me stessa, esercitare il mio modo di fare arte, il mio pensiero e il mio credo.

Come adattarsi al processo di una società liquida in un paese statico?

Bauman se ci sei batti un fischio! In una società liquida come fare a sopravvivere in un paese statico? La prova del nove. Io credo che l’Italia sia una macchina estremamente fluida e liquida, bando alle ciance, non siamo bloccati, come molti illustri signori amano definirci. Siamo in continuo progresso, la moda è ancora un pilastro del nostro paese, così come lo è il cibo, l’arte e la cultura nel suo più alto grado di espressione. L’Italia non è statica, è fluida, il problema è la sua macchina amministrativa che la rende lenta, (consiglio di leggere “I sette peccati capitali dell’economia italiana” del professore ed economista Carlo Cottarelli, per capire meglio a cosa mi riferisco).

Il problema dell’Italia sta nella corruzione e nella lentezza decisionale e burocratica, sta nel rifiuto del nuovo, nell’incapacità di accettare che i tempi stiano cambiando, che ci sia bisogno di adattarsi agli standard europei ed internazionali. Risiede nell’incapacità di capire ed accettare e digerire il fatto che il nostro genio italiano vada ricalibrato ed adattato ad una società estremamente tech, connessa, robotica. Se solo accettassimo tutto questo, non ho dubbi che diventeremo i leader nel campo tecnologico ed informatico, abbiamo tutte le carte in regola per esserlo : le menti più brillanti, le università più prestigiose e il passato più ricco in assoluto per eccellenze e scoperte.

Dobbiamo solo accendere il motore, fare retromarcia sugli errori ed addentrarci nel fantastico mondo dell’innovazione, sono certa che rivedendo la nostra scaletta delle priorità, aprendo le porte ai giovani volenterosi di rivoluzionare il paese e renderlo più informatico e all’avanguardia, l’Italia vivrà un nuovo Rinascimento, sarà la Mona Lisa d’Europa, splendente, affascinante e come da sempre vuole la sua storia, misteriosa e nascosta nei suoi tesori ancora tutti da esplorare.

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2 commenti

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martaforfew

ieri

La ringrazio molto per l’attenzione e per gli importanti spunti di riflessione. Condivido con lei la necessità di valorizzare ciò che già abbiamo e non perdere mai di vista le nostre peculiarità straordinarie, per ciò che invece concerne la tecnologia, io la vedo ed interpreto come un «plus» al nostro paese, probabilmente non come l’unica via d’uscita ma, sicuramente come una boccata d’aria fresca; frequentando un liceo all’avanguardia mi sento di dire che c’è comunque ancora molto da lavorare su quest’ultimo fronte, non per forza per «competere» ma per essere al passo con la società e con l’evoluzione che essa porta con sé. La ringrazio nuovamente per avermi dato un angolo di osservazione diverso.

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Dimitri Stagnitto

6 giorni fa

Articolo molto interessante, mi permetto di dissentire su 2 punti: 1) corruzione in Italia ce n’è quanto in tanti altri paesi, siamo solo più zelanti nel pingerci peggio di quel che siamo. La lentezza amministrativa e la resistenza al nuovo (quantomeno nel metterlo in pratica) sono invece due dati di fatto che non possono essere contestati. 2) Mi spaventa un po’ questa prospettiva del futuro «robotico», come se la via di uscita dalla crisi per l’Italia fosse farsi paladina dell’automazione e del transumanesimo. In realtà dovremmo semplicemente valorizzare meglio ciò che abbiamo e ci portiamo in eredità dal passato, ritagliando per noi il ruolo di luogo di contatto dell’umanità con le sue «origini». Non dobbiamo per forza competere, basterebbe valorizzare le nostre peculiarità, che sono uniche.

Marta De Vivo

19 anni, blogger, bilingual, pensatrice, parlatrice. Founder @martaforfew

Paolo Di Falco

18 anni, di Siracusa. Ho creato La Politica Del Popolo, un sito di news gestito da giovani.

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