Il caso Germania: 1.000 miliardi a imprese e lavoratori subito

Lo stimolo della Merkel per combattere la crisi del coronavirus sta già impattando positivamente sulle imprese tedesche e sui lavoratori dipendenti e non.

Il caso Germania: 1.000 miliardi a imprese e lavoratori subito

Il ministro tedesco dell’Economia, Peter Altmaier, lo scorso 6 aprile ha presentato un programma di emissione di prestiti rapidi a beneficio delle piccole e medie imprese in Germania, la spina dorsale dell’economia più grande d’Europa, con garanzie illimitate che coprono il 100% del rischio di credito.

La Germania, che ha sorpreso tutti con il suo aver quasi azzerato la burocrazia per cui è ben nota, mostra così un approccio pratico nel tentativo di proteggere la crescita economica in un contesto in cui il coronavirus ha portato alla chiusura di negozi, aziende e fabbriche in tutto il mondo.

Come riporta Bloomberg, il governo della cancelliera Angela Merkel ha promesso aiuti per un valore di oltre 1.000 miliardi di euro in garanzie statali, prestiti e capitale diretto alle imprese, e ha anche semplificato l’accesso al sostegno salariale per i lavoratori da parte dello Stato.

L’aiuto della Germania alle sue aziende sta funzionando

Nel resto del mondo sviluppato la situazione è ben diversa: secondo un sondaggio inglese solo l’1% delle aziende nel Regno Unito si è visto accettare un prestito di emergenza, mentre in Italia sono assai diffuse le lamentele tra esborsi lenti e tanta burocrazia. Negli Stati Uniti, il Paycheck Protection Program (“programma di protezione dello stipendio”) del governo, che mira a erogare prestiti destinati ad aiutare le piccole imprese, è oggetto di confusione e ritardi sin dalla sua introduzione.

Eppure l’emergenza esiste ed è reale. L’economia tedesca si ridurrà di quasi il 10% nel secondo trimestre del 2020, una contrazione grande di più del doppio di quella subita al culmine dell’ultima crisi finanziaria, stando a quanto riportano gli istituti di ricerca in Germania.

Ben consapevoli dell’estrema necessità di agire in fretta, le autorità di Berlino hanno reso disponibili 1,3 miliardi di euro da dedicare a lavoratori indipendenti e piccole aziende, elaborando 140.000 domande in pochi giorni. Il denaro è arrivato nei conti bancari di alcune aziende solo dopo 24 ore.

La Germania ormai da anni è abituata a mettere a disposizione delle misure piuttosto generose in risposta alle crisi ed è forse questo che giustifica la sua prontezza ad affrontare quanto sta succedendo oggi a causa del coronavirus. Il sostegno statale agli stipendi dei dipendenti, ad esempio, ha salvato centinaia di migliaia di posti di lavoro durante la crisi finanziaria del 2008. Ai tedeschi è bastato perfezionare un programma che esiste già dagli anni ’50.

Il supporto alla liquidità erogato dalla banca statale del paese, KfW, esisteva anche prima ed oggi è oggetto di espansione. Un portavoce del governo ha affermato che sono già stati approvati prestiti per un valore di diversi miliardi di euro e che le domande (fino a un massimo di 3 milioni di euro) vengono elaborate praticamente all’istante.

I nodi (ancora) da sciogliere

Non tutto però va a gonfie vele, è il caso di ammetterlo. Le banche stanno sofferendo e resta da vedere con quale rapidità verrà erogato il sostegno agli stipendi da parte del Governo (e aziende lo anticipano con la promessa di essere rimborsati dallo Stato quanto prima).

Le piccole e medie imprese tedesche temono che la Germania sarà comunque troppo lenta nell’uscita dalla crisi e richiedono indicazione su un possibile orizzonte temporale così da poter pianificare il riavvio della produzione.

Attenzione però, i programmi di aiuto in Germania non sono certo una panacea.

Alcune società più piccole potrebbero avere difficoltà a rimborsare i prestiti e un sondaggio condotto alla fine di marzo dall’Associazione tedesca dell’industria e del commercio (DIHK) ha mostrato che una PMI su cinque riscontra rischio di insolvenza. Oltre due terzi hanno affermato che gli aiuti sotto forma di iniezioni di denaro sono i più efficaci e dovrebbero essere ampliati.

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3 commenti

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Marco • 5 mesi fa

Direi grazie al ca...
Nel loro debito pubblico non entra la loro cassa depositi e prestiti altrimenti avrebbero un debito del 96 e se noi usassimo lo stesso loro metodo al 116 intanto, vanno avanti con surplus all 8% vietato in europa e se ne fottono, e per chi non se lo ricordasse sia nel 53 sia nel 90 il loro debito glie l abbiamo abbonato noi...son buono anch io di tirar fuori 1000 miliardi adesso e non voler mutualizzare il debito europeo...

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steve50 • 5 mesi fa

Sarebbe ora di smettere di fare apparire la germania come simbolo di efficienza Europea. E’ fatto risaputo che a motivo dei costi estremamente elevati del loro sistema sanitario mutualistico, sistema obsoleto basato sul modello Bismark, non possono assolutamente permettersi di scatenare una pandemia interna che affonderebbe rapidamente ogni loro bilancio. Di conseguenza, come loro abitudine, hanno ancora una volta «truffato» utilizzando metodi di conta delle vittime ad hoc per non fare apparire le evidenze. Se l’Italia usasse lo stesso metodo i decessi sarebbero poco più di qualche centinaio. Ricordiamoci inoltre che il primo caso in Europa è stato rilevato proprio in germania, ragion per cui i numeri a casa loro sono ben diversi da quelli che vorrebbero fare apparire.

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daniele • 5 mesi fa

...che tutto funzioni non sarei cosi sicuro. Ci sono state numerose frodi e attacchi hacker (riusciti) contro il sito erogatore.

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