Il Governo al lavoro sul testo del Decreto Lavoro

Esecutivo concentrato sul tema lavoro dopo aver concentrato gli sforzi su P.A. e irpef. Accordo sulle modifiche da introdurre al testo originario

Dopo le modifiche apportate alle imposte sugli immobili con il decreto sugli enti locali ( introdotta la Tasi con la possibilità per i sindaci di incrementare il gettito di 0,8 punti percentuali) il Governo si concentra sul tema lavoro. Il decreto, già sul tavolo del consiglio dei ministri, è stato recentemente oggetto di emendamenti che potrebbero modificarne il contenuto sostanziale. Modifiche al numero dei dipendenti che l’azienda deve avere per stabilizzare gli apprendisti (si passa da 30 dipendenti a 50 dipendenti) e possibilità per Regioni e Province autonome, che hanno istituito un sistema di alternanza lavoro – scuola, di utilizzare il contratto di apprendistato a tempo determinato per lavori stagionali. Per l’offerta formativa le Regioni hanno la possibilità, entro 45 giorni di tempo, di indicare le modalità dello svolgimento dell’offerta pubblica e le sedi ove verranno effettuati i corsi di informazione.

Inoltre altri emendamenti prevedono che il datore di lavoro che abbia in essere più contratti a termine di quanti consentiti devono mettersi in regola entro il 31 dicembre 2014. In alternativa un accordo sindacale dovrà prevedere una percentuale agli stessi contratti o un limite più favorevole. Previsto anche un diritto di precedenza per le donne in stato di gravidanza all’atto della conversione del contratto a termine.

La parte forse più interessate riguarda l’emendamento che prevede pesanti sanzioni per il datore di lavoro che sfora il limite del 20 % dei contratti a termine all’interno dell’azienda. In particolare sarà del 20 % della retribuzione per il 21esimo lavoratori (qualora l’azienda abbia 100 dipendenti) e del 50 % dal 22esimo lavoratore in poi.
Gli emendamenti presentati, secondo le dichiarazioni degli addetti ai lavori, sono il frutto di una mediazione avvenuta tra esponenti della maggioranza ed esponenti di Governo. In particolare dopo le tensioni che si sono verificate nelle settimane scorse, i provvedimenti si muoverebbero tutti lungo la stessa direttrice e l’entusiasmo sulla vicenda traspare da diverse dichiarazioni fatte dai parlamentari. Maurizio Sacconi, presidente della commissione lavoro al Senato è convinto che gli emendamenti seguano tutti la versione originale e lo spirito del decreto. Anche Ichino di Scelta Civica si dice convinto che le recenti modifiche possano realizzare una riforma del settore, che unita ai futuri provvedimenti normativi come il contratto di lavoro a tempo indeterminato a protezioni crescenti e il codice semplificato del lavoro, rappresenterà un’evoluzione della disciplina.

Si attende pertanto la discussione in aula del decreto così come recentemente modificato, anche perché sono in vista centinaia di emendamenti (circa 700) presentati per la maggior parte da Movimento 5 stelle e Lega.

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