IVA Split Payment PA: sanzioni, rimborsi e adempimenti secondo i recenti chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Una recente circolare dell’Agenzia delle Entrate chiarisce quali sono le operazioni interessate e i casi di esclusione dallo split payment nonché i meccanismi di rimborso e le sanzioni.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito con la circolare n. 15/E dello scorso 13 Aprile 2015 alcuni importanti aspetti riguardanti la scissione dei pagamenti che la legge di Stabilità ha previsto per l’IVA delle operazioni effettuate nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni.

A proposito del meccanismo dello split payment, le Entrate hanno, infatti, precisato alcuni importanti aspetti relativi agli adempimenti che il fornitore e l’acquirente devono mettere in atto nel caso di operazioni soggette alla scissione dei pagamenti dell’IVA; altre utili informazioni sono state fornite anche relativamente alle sanzioni previste e alle modalità di rimborso dell’IVA.

Casi di applicazione
Per quanto riguarda l’ambito di applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti dell’IVA viene ribadito che tale regime fiscale deve essere adottato nei confronti di tutte le Pubbliche Amministrazioni, come già previsto dalla precedente circolare 1/E/2015 emanata dall’Agenzia delle Entrate.

Anche se l’art. 17-ter del D.P.R. n. 633/1972 non li cita espressamente tra le Pubbliche Amministrazioni, devono essere considerati tali, dal momento che sono qualificabili come “immediata e diretta espressione” di enti pubblici anche:

  • i Commissari delegati per la ricostruzione a seguito di eventi calamitosi che gestiscono fondi di apposite contabilità speciali;
  • i Consorzi di Bacino imbrifero montani;
  • i consorzi interuniversitari;

In ogni caso, per comprendere se è possibile o è necessario avvalersi del regime fiscale dello split payment, il soggetto fornitore può sempre avvalersi dell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA) e, nel caso in cui permanga comunque un’incertezza di fondo, può sempre decidere di rivolgersi alla Pubblica Amministrazione che ha commissionato il bene o il servizio, seguendo tutte le indicazioni fiscale ottenute da essa e presupponendo che qualla stessa PA abbia tutti gli elementi per valutare se è tenuta all’applicazione dello split payment.
Nel caso in cui sia la stessa Pubblica Amministrazione a nutrire dubbi sull’obbligo di applicare il regime contabile dello split payment, essa può sempre interpellare a proposito l’Agenzia delle Entrate.

Casi di esclusione
Sono esclusi dall’applicazione del meccanismo contabile delle split payment:

  • gli enti pubblici che non possono essere considerati economicamente autonomi rispetto alla struttura statale;
  • gli enti pubblici che perseguono fini propri, seppur di interesse generale;
  • gli enti previdenziali non pubblici;

La circolare dell’Agenzia delle Entrate esclude dall’applicazione del meccanismo dello split payment anche quelle PA che non effettuano alcun pagamento del corrispettivo al fornitore; in questo caso si intendono:

  • i servizi di riscossione delle entrate;
  • i servizi di riscossione di altri proventi;

In ogni caso sono da includere in questa eventualità tutti quei servizi nei quali il fornitore ha già nella propria disponibilità il corrispettivo che gli spetta, in base all’applicazione di una specifica legge e, quindi, si limita a versare alla pubblica amministrazione l’importo netto dovuto, trattenendo per sé il corrispettivo che gli spetta.

Devono ritenersi escluse dall’applicazione del meccanismo dello split payment anche

  • i servizi e, comunque tutte le prestazioni nei confronti di una PA, per i compensi delle quali sono previste ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito oppure è prevista una ritenuta a titolo di acconto (articolo 25 del DPR 600/1973);
  • le operazioni per le quali il fornitore non rilascia fattura ma, invece, ricevuta o scontrino fiscale o, ancora, fattura semplificata; in tutti questi casi il soggetto cedente IVA (fornitore) non trasmette per via telematica i corrispettivi;
  • le operazioni soggette a regimi speciali, ai fini dell’assolvimento dell’IVA;

Operazioni soggette a reverse charge
Altro caso di esclusione dal meccanismo dello split payment è quello in cui l’operazione rientri tra quelle in cui si applica l’inversione contabile dell’IVA, ossia il meccanismo contabile del reverse charge.
In questo caso una Pubblica Amministrazione effettua acquisti di beni o servizi come soggetto passivo di IVA, tuttavia occorre sempre distinguere i casi in cui:

  • i beni e i servizi siano destinati alla sfera commerciale, caso nel quale la PA è soggetto passivo di IVA (si applica il reverse charge);
  • i beni e i servizi destinati alla sfera istituzionale non commerciale, caso nel quale l’amministrazione che acquista il bene o il servizio non viene considerata come soggetto passivo IVA;

In questi casi è compito della Pubblica Amministrazione chiarire al fornitore, soprattutto nel caso di acquisti misti, quali sono i beni e i servizi o qual è la quota dello stesso bene e servizio che deve essere destinata all’attività commerciale della PA e per la quale, quindi, la PA è considerata come soggetto passivo di IVA e si applica l’inversione contabile dell’IVA e quali sono, invece, i beni e i servizi o la quota dello stesso bene da destinare alla sfera istituzionale per cui rimane applicabile il meccanismo della scissione dei pagamenti (split payment).

Per gli acquisti istituzionali, in definitiva, le Pubbliche Amministrazioni acquirenti:

  • sono tenute a versare l’IVA senza possibilità di compensazione;
  • non hanno la possibilità di utilizzare l’importo dell’Iva dovuta per le operazioni in regime di scissione contabile per la compensazione orizzontale con altri crediti d’imposta;

Errori di applicazione dello split payment
A seguito dei molteplici errori avvenuti in questi primi mesi in cui è entrato in vigore il regime dello split payment, la Circolare dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito che:
Se una PA, che svolge il ruolo di acquirente e, quindi, di soggetto passivo di IVA, ha ricevuto una fattura irregolare, deve avviare una procedura di regolarizzazione;
Se il fornitore della PA ha, invece, commesso errori di fatturazione, può trovarsi di fronte a due casi:

  • note di variazione in aumento, in cui si continua ad applicare il meccanismo della scissione dei pagamenti; in questo caso la nota deve essere numerata e deve indicare l’ammontare della variazione e l’IVA relativa, riferendosi alla fattura originaria che viene, in tal modo, corretta;
  • nota di variazione in diminuzione, in questo caso il fornitore deve solo effettuare una apposita annotazione che ha lo scopo di rettificare quanto precedentemente annotato nel registro degli acquisti, senza però determinare alcun effetto nella liquidazione dell’IVA.

Rimborsi IVA
Proprio per il rischio di rilevanti perdite finanziarie da parte dei fornitori, la Legge di Stabilità ha previsto, riguardo ai rimborsi IVA che i fornitori delle Pubbliche Amministrazioni possano computare nel calcolo dell’aliquota media, anche le cosiddette operazioni «ad aliquota zero» ovvero le operazioni soggette a split payment, effettuate nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni, nel momento in cui predispongano la dichiarazione IVA annuale o il versamento trimestrale, al fine di ottenerne il rimborso.
I rimborsi avvengono in via prioritaria solo stante il presupposto dell’aliquota media: a tal proposito occorre considerare che i rimborsi ottenuti per le operazioni soggette a split payment possono essere soggette a rimborso prioritario solo per una parte del loro importo e sempre, considerando le soglie di importo fissate per i rimborsi, mentre la parte restante potrebbe rimanere soggetta alle modalità ordinarie di rimborso.

Sanzioni
Viene confermato che per il periodo intercorso dal 1 Gennaio 2015, ovvero dal momento di entrata in vigore del meccanismo dello split payment, si sono verificate delle condizioni di incertezza generalizza per le quali le violazioni commesse prima della pubblicazione della Circolare 15/E dell’Agenzia delle Entrate, rimangono comunque escluse da qualsiasi sanzione, a condizione che l’IVA sia stata comunque assolta (anche se dal fornitore, come nella modalità ordinaria).
L’esclusione dalle sanzioni vale anche nel caso in cui il fornitore, in seguito a specifiche indicazioni di una PA acquirente, abbia applicato il meccanismo della scissione dei pagamenti quando non dovuto.

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