Perché il prezzo dei limoni è raddoppiato?

I limoni sono l’ennesimo bene a diventare ricercatissimo, è boom di richiesta e il prezzo raddoppia nell’emergenza coronavirus. Cerchiamo di capire perché.

Perché il prezzo dei limoni è raddoppiato?

Anche il prezzo dei limoni come quello di molti altri beni è schizzato durante l’emergenza coronavirus. Proprio come successo al grano e al riso in queste ultime settimane, l’agrume sta diventando richiestissimo.

Turchia e Spagna sono quelli più interessati dal fenomeno ma anche l’Italia, secondo produttore europeo, sta registrando sempre più difficoltà nel soddisfare la domanda crescente.

Prezzo dei limoni alle stelle, ecco perché

I limoni hanno subito la stessa sorte di tanti altri beni e alimenti che hanno visto il proprio prezzo aumentare esponenzialmente nelle ultime settimane. L’emergenza coronavirus sta sconvolgendo gli equilibri del mercato agroalimentare e quelli del commercio. Come conseguenza i prezzi subiscono fluttuazioni frequenti e si verificano svariate carenze.

L’ultimo esempio è quello del grano: la Russia, maggior esportatore nel mondo, ha deciso di trattenere parte della produzione. Non solo, anche il Vietnam ha temporaneamente sospeso l’esportazione di riso, il cereale più consumato a livello globale, mettendo in stand by i contratti stipulati.

Così anche la richiesta di limoni ha subito un incremento impressionante in Europa, con il prezzo che è raddoppiato per due motivi: il suo utilizzo come disinfettante naturale e la produzione insufficiente.

In alcuni Paesi sull’agrume vengono addirittura effettuati controlli preventivi come sul materiale sanitario. Esempio lampante è quello della Turchia, dove viene utilizzato per produrre disinfettanti a base alcolica per uso domestico e per i locali pubblici. Scenario simile anche in Spagna, che però rientra nella seconda casistica, dove la produzione è stata limitata da motivi climatici.

Squilibro tra domanda e offerta di limoni in Italia

In Italia si sta assistendo a una situazione pressoché identica. In Sicilia, dove si ottiene oltre l’87% del raccolto nazionale, la richiesta di limoni è salita del 30% ma anche in Campania e Basilicata i numeri sono comparabili, secondo i dati forniti da Coldiretti. In Calabria, ad esempio, nell’area dell’alto Jonio e della piana di Sibari le quotazioni sono aumentate fra il 10 e il 15%.

La produzione è però in calo nonostante il nostro Paese rimanga il secondo produttore europeo. Nel 2019 su 25mila ettari di coltivazioni si sono ottenuti 3,8 milioni di quintali, un calo del 14%. Il prezzo sulla pianta al momento oscilla fra 1,20 e 1,50 € quando lo scorso anno si attestava intorno ai 60 centesimi.

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