Governo: investitori pronti alla fuga, Moody’s valuta peggioramento rating

Governo: l’Italia rischia di non avere più accesso alla BCE. Gli investitori sembrano pronti a fuggire mentre Moody’s si prepara ad un peggioramento del rating.

Governo: investitori pronti alla fuga, Moody's valuta peggioramento rating

In Italia questo nuovo Governo non s’ha da fare.

Potrebbe essere riassunta in una sola frase l’esperienza che sta attualmente vivendo il Belpaese, tornato sotto i riflettori internazionali date le innumerevoli difficoltà incontrate da Lega e Movimento 5 stelle nella formazione di un nuovo esecutivo.

I mercati hanno guardato con apprensione a tutte quelle novità, a tutti quei cambi di rotta che hanno portato Giuseppe Conte a rimettere l’incarico di Governo a Mattarella. I progressi compiuti fino a questo momento sono stati accantonati e gli investitori hanno iniziato a mostrare un certo nervosismo sull’Italia.

Moody’s solo per fare un esempio, sta valutando il declassamento del rating del Belpaese, mentre altri esperti tra cui Olivier Blanchard, ex capo-economista del FMI, stanno addirittura parlando di un Paese che non avrà più accesso alla BCE. Sono in molti a temere per il futuro dell’Italia dato l’attuale stallo nella formazione del nuovo Governo.

Italia: fuga investitori un pericolo reale?

Il già citato Blanchard non ha utilizzato mezzi termini e in un’analisi recentemente pubblicata ha parlato di una vera e propria crisi del debito che, abbattendosi sull’Italia, potrebbe avere conseguenze imponenti per diversi motivi.

In caso di crisi il Belpaese non potrà usufruire di alcun meccanismo di stabilizzazione dell’area euro, e questo semplicemente perché non è stato mai creato uno strumento del genere in grado di salvare l’Italia. Quest’ultima, ha continuato l’esperto, potrebbe addirittura perdere l’accesso al credito della BCE con un peggioramento del rating sotto il grado investment.

Ed è proprio sul rating italiano che è tornata ad esprimersi l’agenzia Moody’s. Nella giornata di venerdì gli esperti hanno messo sotto osservazione l’Italia e, in considerazione di un Governo M5s-Lega, hanno iniziato a valutare un peggioramento del rating, attualmente a Baa2.

L’addio alla liquidità della BCE, ha comunque continuato Blanchard, imporrebbe all’Italia di uscire dall’euro anche contro la sua volontà, con l’obiettivo di far fronte alla crisi con una nuova valuta nazionale. In una situazione del genere l’euro riuscirebbe a sopravvivere, scrive l’esperto, ma l’Italia sarebbe trascinata in una profonda recessione.

“Ridenominare attività e passività delle imprese e delle banche italiane innescherebbe bancarotte e conflitti legali. La tensione che ne risulterebbe non sarebbe nulla in confronto alla crisi del 2010-2012”.

Tutti gli occhi saranno, oggi più che mai, puntati sull’Italia e sull’andamento dello spread tra Btp e Bund. Nelle ultime giornate il differenziale fra i rendimento del decennale italiano e tedesco ha sfondato la soglia dei 200 punti base, sostenuto da un rendimento del Btp sopra il 2,55%.

Bisognerà capire in che modo si muoveranno ora le istituzioni per garantire all’Italia un Governo nel minor tempo possibile. I mercati, dal canto loro, non potranno fare altro che scontare il clima di incertezza sempre più pressante.

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