Giovani: 1 su 3 guadagna meno di 800 euro in Italia secondo Oxfam

Un giovane italiano su 3 guadagna meno di 800 euro secondo Oxfam. Molti gli inattivi e in povertà lavorativa. Aumentano le disuguaglianze a livello globale.

Giovani: 1 su 3 guadagna meno di 800 euro in Italia secondo Oxfam

I giovani in italia sono poveri: 1 su 3 guadagna meno di 800 euro secondo Oxfam. I dati sono contenuti nell’ultimo rapporto sulle disuguaglianze presentato in occasione del World Economic Forum di Davos.

Nel report Oxfam mette in evidenza come molti giovani siano inattivi. Un problema di povertà che si lega anche a quello delle pensioni future. Abbiamo visto infatti che i giovani dovranno lavorare fino a 71 anni perché il sistema delle pensioni italiane a oggi risulta insostenibile.

Oxfam fa un’analisi anche delle disuguaglianze nel mondo e il report dimostra come queste tendano ad aumentare nel mondo dal momento che la ricchezza a livello globale resta concentrata in mano a pochi.

Ad essere penalizzate anche le donne, per le quali il lavoro di cura dei figli e della famiglia non è retribuito e spesso porta a non avere altro impiego.

I giovani italiani sono poveri: 1 su 3 vive con meno di 800 euro

La situazione dei giovani italiani non è molto rosea dal momento che 1 su 3 vive in condizioni di povertà con meno di 800 euro al mese. Secondo Oxfam quindi il 30% dei giovani in italia avrebbe uno stipendio irrisorio e un altro dato che emerge è che i figli dei poveri restano tali, a differenza di chi viene da una famiglia ricca.

Nello specifico un terzo dei giovani che proviene da una famiglia povera resta in basso nella piramide economica, mentre il 58% che proviene dal 40% ricco mantiene il capitale familiare.

Ancora i dati allarmanti sui giovani italiani non finiscono qui perché il 13% degli under 29 secondo il report si trova in condizioni di povertà lavorativa favorita anche dalla precarietà cui spesso sono ridotti.

Non solo in italia il 19,2% dei giovani tra i 15 e i 24 anni è inattivo e questo pone il nostro Paese al 56esimo posto della classifica su scala mondiale sugli 82 Paesi considerati.

Non solo giovani perché anche le donne a livello mondiale fanno parte della fascia debole della popolazione. Molte donne si occupano della cura dei figli e della famiglia e per questo motivo, essendo questo tipo di lavoro non retribuito, si vedono spesso costrette a non poter lavorare; queste sono il 42% della popolazione mondiale laddove solo il 6% degli uomini si trova nella stessa condizione.

Per il lavoro di cura della casa e dei familiari le donne impiegano 12,5 miliardi di ore di lavoro non retribuito che in termini economici corrisponde a 10,8 trilioni di dollari all’anno. In Italia nel 2018:

  • l’1,1% delle donne non ha mai lavorato per accudire i figli superando la media europea del 3,7%;
  • il 38% tra i 18 e 64 anni (1 madre su 2) con figli under 15 ha dovuto modificare alcuni aspetti lavorativi per conciliare casa e lavoro.

La situazione dei giovani italiani, come anche quella delle donne non è altro che lo specchio di una situazione che a livello mondiale vede aumentare le disuguaglianze, laddove si posizionano pochi ricchi su troppi e tanti poveri.

Solo in Italia il 10% più ricco possiede oltre 6 volte la ricchezza del 50% più povero. Se per i primi la quota è aumentata del 7,6% negli ultimi 20 anni per i secondi è diminuita del 36,6%. Giovani poveri quindi, ma non solo. Vediamo qual è la situazione su scala globale.

Le disuguaglianze a livello globale secondo Oxfam

Crescono le disuguaglianze a livello globale secondo Oxfam. Nel report presentato a Davos emerge che nonostante la ricchezza mondiale sia aumentata questa viene principalmente detenuta dall’1% della popolazione rappresentata da ricchi.

Nel 2019, come si evince dal rapporto, quell’1% deteneva il doppio della ricchezza del resto della popolazione mondiale. Cifre enormi e spropositate se si considera che, secondo i dati Oxfam, al mondo sono 22 le persone più facoltose il cui patrimonio supera quello di tutta la popolazione femminile africana.

Nel mondo, rivela lo studio, c’è un 46% di persone che vive con 5 dollari e 50 asl giorno. Sulla base dei dati del 2017 si evince che a fronte di un reddito medio mensile di 22 dollari un lavoratore collocato nel 10% di popolazione più povera dovrebbe lavorare 350 anni per raggiungere la ricchezza del 10% più ricco.

Lo stesso avviene in Italia dove il 10% dei lavoratori con retribuzioni alte supera quella della metà dei lavoratori italiani con retribuzioni basse rappresentata dal 25,82%.

Iscriviti alla newsletter Lavoro e Diritti per ricevere le news su Lavoro

Argomenti:

Lavoro Italia Oxfam

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.