In Germania non c’è speranza sulla ripresa: a picco la fiducia degli investitori

In Germania crolla la fiducia sulla ripresa economica: la potenza europea in piena incertezza indebolisce la speranza degli investitori

In Germania non c'è speranza sulla ripresa: a picco la fiducia degli investitori

La fiducia degli investitori nell’economia tedesca è precipitata, nel segno di una crescente preoccupazione sull’aggravarsi dell’epidemia.

Come nel resto dell’Europa, anche in Germania, la più grande economia europea, i casi di COVID-19 stanno aumentando a un ritmo più veloce dal culmine della pandemia all’inizio di aprile, con oltre 6.500 nuove infezioni nelle 24 ore fino a martedì 13 ottobre.

Quale impatto? Negativo e pessimistico, come ha mostrato l’indicatore di fiducia ZEW crollato nella rilevazione di ottobre.

Germania, crolla la fiducia nella ripresa: il grafico

L’indicatore ZEW sulla fiducia nell’economia tedesca è sceso a 56,1 in ottobre - il dato più basso in cinque mesi - da 77,4 a settembre.

Alla perdita di fiducia si è affiancato un rapporto della banca centrale del Paese che ha avvertito sulle tensioni nel sistema finanziario dovute a fallimenti aziendali e problemi di debito. La stessa Bundesbank prevede che la crescita tedesca rallenterà in questo trimestre.

A misurare il vero e proprio crollo della fiducia degli investitori c’è il grafico seguente, nel quale è evidente la caduta delle speranze nella ripresa economica, dopo un incoraggiante rimbalzo dei mesi scorsi. Come in Germania, anche in Europa l’andamento è in negativo.

Fonte: Bloomberg

Il commento del presidente della ZEW Achim Wambach è stato chiaro:

“La grande euforia di agosto e settembre sembra essere passata. Il recente forte aincremento del numero di infezioni aumenta l’incertezza su ulteriori sviluppi economici”.

Cosa faranno Merkel e UE per stimolare la crescita?

Il Governo di Angela Merkel prevede di vendere una quantità record di debito il prossimo anno per finanziare la sua risposta alla crisi. Non solo, la cancelliera sta consentendo alle aziende di attingere a un maggiore sostegno statale sui salari fino alla fine del prossimo anno.

Anche la Banca centrale europea è fortemente favorevole al mantenimento di una politica fiscale espansiva. Il membro del consiglio esecutivo Isabel Schnabel ha affermato che i Governi non dovrebbero preoccuparsi dell’aumento del livello del debito nella situazione di crisi attuale.

La BCE dovrebbe aumentare nuovamente il suo programma di acquisto di obbligazioni di emergenza dai 1.350 miliardi di euro prima della fine di quest’anno, molto probabilmente a dicembre.

Intanto, anche la Commissione Europea ha deciso di prorogare fino a giugno 2021 le misure più permissive sugli aiuti di Stato alle imprese. Segnali importanti per rimettere in moto la produzione e la fiducia sulle prospettive economiche dell’Europa, con la Germania in primo piano.

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