Ditta individuale: come aprirla e quando conviene farlo

Come aprire una ditta individuale? Ecco quali sono i vantaggi e gli svantaggi di una delle forme giuridiche più semplici e meno onerose per chi intende svolgere un’attività professionale.

Ditta individuale: come aprirla e quando conviene farlo

La ditta individuale, come previsto dall’articolo 2082 del Codice Civile, è la forma giuridica dell’attività economica, esercitata professionalmente da un imprenditore, organizzata al fine della produzione e dello scambio di beni e servizi.

La ditta individuale è una delle forme giuridiche più semplici per chi intende svolgere un’attività professionale a scopo di lucro ed è anche la meno onerosa. Per aprire una ditta individuale non sono necessari particolari adempimenti così come non serve alcun conferimento di quote o azioni in una quantità minima iniziale.

È bene specificare che nel caso della ditta individuale è l’imprenditore ad essere soggetto al rischio d’impresa ed è per questo che in caso di insolvenza ne risponde nei confronti dei terzi con tutti i suoi beni, compresi quelli personali.

Il primo passo per costituire una ditta individuale è aprire una partita IVA; dopodiché il titolare dovrà curarne in prima persona l’attività commerciale gestendo il rapporto con i clienti, con i fornitori e cercando di garantirsi un buon profitto dallo svolgimento dell’attività professionale.

Occuparsi di tutto non sarà semplice; ecco perché prima di aprire una ditta individuale e di mettervi in proprio vi consigliamo di fare un business plan elencando i costi, i possibili guadagni e gli obiettivi dell’impresa. Se vi rendete conto che il piano è sostenibile potete procedere con l’apertura della ditta individuale, per la quale non è richiesta neppure una quantità minima di capitale iniziale.

Come fare per capire se conviene aprire una ditta individuale? Se non trovate lavoro, oppure siete stanchi di essere dipendenti, allora vi potrebbe interessare questa guida con le informazioni sulla ditta individuale dove metteremo in risalto i vantaggi e gli svantaggi di questa attività economica.

Come aprire una ditta individuale

Gli unici adempimenti richiesti per la costituzione di una ditta o impresa individuale sono:

  • apertura di una Partita IVA;
  • iscrizione nel Registro delle imprese.

L’apertura della Partita IVA è assolutamente gratuita e per farlo è sufficiente comunicare all’Agenzia delle Entrate, con 30 giorni di anticipo, l’inizio della propria attività compilando il modulo AA9/7 scaricabile di seguito.

MODULO AA9/7
Clicca qui per scaricare il modulo per la dichiarazione di inizio attività, variazione dati o cessazione attività ai fini IVA.

Per maggiori dettagli su come aprire una Partita IVA vi consigliamo di leggere la nostra guida dedicata.

Contestualmente la ditta individuale va iscritta nel Registro delle imprese, lo stesso al quale bisogna comunicare le modifiche dei dati dell’impresa o la cessazione delle attività (con un preavviso di 30 giorni). L’iscrizione al Registro può avvenire sia con l’immediato inizio dell’attività economica che senza.

In quest’ultimo caso la ditta individuale è registrata come inattiva; una volta ottenuti tutti i certificati, i titoli, e le autorizzazioni necessarie per l’inizio delle attività bisogna presentare una nuova Comunicazione Unica al Registro delle Imprese.

Impresa familiare e coniugale

La ditta individuale, a seconda dei casi, può assumere anche la forma di impresa familiare.

È l’articolo 230 bis del Codice Civile a disciplinare l’impresa familiare definendola come quell’impresa nella quale collaborano:

  • coniugi;
  • parenti entro il III° grado (nipote, zio);
  • affini entro il II° grado (genero, nuora, cognati).

Nella ditta o impresa familiare tutte le parti che ne fanno parte hanno diritto alla ripartizione degli utili, ma solamente il titolare è soggetto al rischio di impresa.

Come possiamo facilmente dedurre dal nome, invece, la ditta coniugale è quella costituita da due persone sposate.

Per esserci i presupposti per l’apertura di una ditta individuale, è necessario che i coniugi siano in regime di comunione dei beni. Inoltre, è fondamentale che i coniugi gestiscano l’impresa in totale parità di condizioni; per esserci ditta coniugale, quindi, è importante che non ci sia alcun vincolo di subordinazione.

Conviene aprire una ditta individuale?

Non è semplice rispondere a questa domanda perché il giudizio finale dipende dal tipo di attività professionale che si intende svolgere. Ci sono settori, infatti, per i quali al momento conviene investire mentre per altri è meglio lasciar perdere o perché la domanda è scarsa o perché l’offerta è troppo elevata.

Quindi prima di aprire una ditta individuale consigliamo di fare un’indagine di mercato così da capire quali sono i settori che ad oggi sono più remunerativi. Una volta scelto il settore e stilato il business plan, siete pronti per aprire la ditta individuale, la quale, come abbiamo visto, presenta molti vantaggi:

  • velocità della costituzione;
  • pochi costi di apertura e gestione;
  • semplicità della tenuta della contabilità aziendale;
  • nessun obbligo di redazione del bilancio annuale.

Ma aprire una ditta individuale comporta anche degli svantaggi, come ad esempio quello per cui il titolare dell’impresa è responsabile illimitatamente nei confronti dei terzi creditori pagando la propria insolvenza anche il proprio patrimonio personale.

Ci sono anche degli svantaggi fiscali: ad esempio, se con una ditta individuale si arriva a guadagnare molto gli utili traslano sul reddito complessivo del titolare, il quale poi si troverà a pagare delle tasse in base a quanto dichiarato come reddito di ditta individuale.

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