Questa azienda italiana sfida crisi e dazi con fatturato in crescita +37%

Claudia Cervi

11 Maggio 2025 - 09:46

Ha conquistato le teenager europee (e non solo), sfidando colossi del fast fashion e dazi internazionali. Ora puntare all’IPO? Ecco cosa sappiamo.

Questa azienda italiana sfida crisi e dazi con fatturato in crescita +37%

Da oltre 30 anni cavalca l’onda senza farsi travolgere da trend e crisi: mentre tanti brand si piegano alla corsa al ribasso e alle collezioni usa e getta, questo marchio italiano ha scelto un’altra strada. Più lenta, ma vincente. E nel 2024 ha raccolto i frutti, con un fatturato in crescita +37%, margini più alti e una presenza globale sempre più ampia. Il suo nome è Subdued e probabilmente lo conosci anche se non vivi con una Gen Z in casa.

Fondata nel 1994 a Roma da Enrico Maria Sconciaforni e Alessandro Orsini, Subdued si rivolge a un pubblico preciso, adolescenti e ventenni, con un’identità stilistica chiara e coerente. Nessuna corsa al prezzo più basso, nessuna rincorsa alle micro-tendenze: solo capi “puliti”, versatili, con uno stile riconoscibile. Il risultato? Una community fedele e un brand che oggi vola ben oltre i confini italiani, con numeri da capogiro, che potrebbero portare alla sua quotazione in Borsa.

Ecco cosa sappiamo.

Quanto fattura Subdued

Il 2024 è stato un anno da incorniciare per l’azienda. Il fatturato di Subdued è salito a 163,9 milioni di euro da 119,5 milioni del 2023. Un rialzo del 37,2% che conferma il trend positivo già visto nel 2022, quando il fatturato si era attestato a poco più di 92 milioni. Ma ancora più significativa è la crescita del margine operativo: l’Ebitda è raddoppiato, passando da 25,7 milioni a 51,5 milioni di euro, con un margine del 31,4%.

Subdued fa capo alla holding Osit SpA, controllata da due società distinte, Space4Investments Srl e Quadra Srl, appartenenti a Sconciaforni e Orsini. Ma nel 2024 la holding Nuo, veicolo d’investimento partecipato al 50% da Exor, ha acquisito una quota del 30% di Subdued, diventando socio strategico con un obiettivo preciso: sostenere la crescita internazionale del brand e consolidare il modello retail già vincente in Europa. Una mossa che ha portato nuova linfa in termini di risorse e visione globale, senza snaturare l’identità fortemente italiana del marchio.

Capitale sociale Subdued Capitale sociale Subdued Fonte Camera di Commercio Roma

A trainare la crescita, infatti, è stato soprattutto il mercato estero, che oggi pesa per il 63,9% dei ricavi complessivi. L’Europa si conferma protagonista, con performance brillanti nel Regno Unito (+94%), Olanda (+77%), Belgio (+64%) e Francia (+53%). L’Italia, comunque, regge bene: il mercato domestico ha generato 59,2 milioni di euro, con un aumento del 16,5% su base annua.

Anche il canale retail conferma la sua centralità: l’87% delle vendite arriva dai 95 negozi di proprietà, distribuiti tra Italia, Europa e - novità dell’anno - Cina. Qui, Subdued ha inaugurato tre store fisici (due a Shanghai e uno a Chengdu), affiancati dal lancio sull’e-commerce locale TMall, con vendite per circa 900.000 euro in pochi mesi.

Strategia e crescita internazionale

La strategia è chiara: consolidare i mercati già attivi e penetrare nuove aree ad alto potenziale. Dopo il debutto in Cina, il gruppo romano - che fa capo alla holding Osit SpA - punta forte sull’Asia, con aperture previste entro il 2026 a Beijing, Guangzhou, Shenzhen e Hong Kong. Ma all’orizzonte ci sono anche la Corea del Sud, il Giappone e il Medio Oriente, con Dubai tra le priorità. Anche gli Stati Uniti sono nel radar, ma con una formula diversa: un e-commerce dedicato, pronto a intercettare la domanda americana con un’offerta digitale pensata ad hoc.

Subdued continuerà comunque a investire nel retail fisico: nel 2024 sono stati aperti 14 nuovi negozi (11 in Europa, 2 in Cina e 1 in Italia), con un focus su capitali strategiche come Parigi, Berlino, Amsterdam e Stoccolma.

Una crescita che non è solo numerica, ma anche identitaria: “Abbiamo costruito un mondo in cui le ragazze si riconoscono, senza rincorrere sconti o stagionalità esasperate”, ha spiegato Sconciaforni.“ Il 2024 è stato eccezionale, ma siamo solo all’inizio”. E in effetti, guardando i numeri, sembra proprio così, ma non ci sono conferme che l’azienda possa quotarsi in Borsa nei prossimi mesi.

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